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Lo «show» che esalta la stupidità
Sky ci offre il nuovo pro­gramma per adolescenti an­noiati, «I Dudeson», una trasmissione di cui non si sentiva proprio la mancanza. Dal sito di Avvenire dell’8/8/08
Non se ne sentiva la ne­cessità, ma Sky ce lo offre, il nuovo pro­gramma per adolescenti an­noiati, «I Dudeson»: sit-com o presunta tale in cui quattro in­dividui, che adolescenti non sono da un pezzo, si misurano in prove di assoluta stupidità e violenza, procurandosi tagli, ferite, fratture e lesioni in prove di inabilità nelle quali si scaraventano da un tetto, si schiantano contro un palo, rotolano con l’auto o precipitano in acqua da grandi altezze. Il ’ranch dei Dude­son’, con i quattro finlandesi dal sorriso beota stampato in volto, è il teatro di queste pericolose scempiaggini, che temiamo possano esser di spro­ne agli energumeni nostrani in vena di trasgres­sioni, di cui le cronache sono già fin troppo pie­ne. Violenza autolesionista con venature morbo­se, si direbbe, che si giustifica paradossalmente, nel commento, con l’avvertenza «Gli piace far ridere!». E se questo significa farsi divorare dalle for­miche, versare olio sul compagno che dorme e dargli fuoco, fracassare gli arredi, gettarsi nel vuo­to sigillati in un cassonetto della spazzatura, per «farsi delle gran risate», è indicativo che la voce fuori campo citi sentenze come ’«Quando sei vec­chio non devi pensare alle cose che non hai fatto» o «Mi diverte davvero ogni volta che si fa male». Perché, come afferma Jarppi, il più anziano, «Non ci sono regole, possiamo fare ciò che vogliamo»: sintesi assai chiara di un modo di pensare che è gia scivolato a macchia d’olio ben più giù del cir­colo polare artico dove vivono i quattro energu­meni dalla risata ebete. Trasmissione di cui non si sentiva la mancanza, insomma: con il timore che possa far scuola e trasformarsi in altri programmi ugualmente deleteri, simili a certi ’varietà’ con i vermi o le secchiate d’acqua che già vediamo nel­le reti generaliste. Pessimismo eccessivo, forse, ma legato alla constatazione di una sempre più di­chiarata volontà di stupire, tramite la trasgressio­ne, per dimostrare il carattere che non si ha.

 
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