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La parabola discendente di “Amici”
Dov’è finita l’amicizia nel programma condotto da Maria De Filippi? Di Bettina Stiglic     

Ho letto sul mensile II Telespettatore l’articolo di Cecilia Spera sul programma Uomini e Donne di Maria De Filippi e l’ho trovato interessante, anche se seguo poco questa trasmissione, il cui tema è basato più sul bello che sul bravo. Sono vicende che sconfinano per lo più in amori fatui; i giovani cercano più di esibirsi che di seguire lo scopo per cui - penso - la De Filippi ha ideato il programma: scoprire amori belli, veri, anche duraturi. Dall’articolo di Cecilia Spera trovo lo spunto per questo articolo che vuol essere una riflessione sul programma che mi sta a cuore: Amici.

Quest’anno, più dell’anno scorso, in Amici sono mancati, per i fortunati prescelti, lo studio completo dei corsi di ballo, canto, recitazione, e la difficoltà dei vari esami, pur tenendo presente la dote propria di ciascuno. Non si dovrebbe arrivare al Serale senza questi esami. L’idea, poi, di formare le squadre toglie sempre più serenità e armonia al programma. La troppa competizione ha portato sovente i due gruppi a trascendere in cattiverie. E’ un controsenso per un programma che porta il bellissimo titolo di Amici: amici soprattutto rispettosi gli uni verso gli altri, pronti ad aiutarsi, uniti in una sola grande squadra che li faccia vivere insieme come fratelli, nonostante le gare. E’ importante capire che ci si esibisce in Tv per il talento, non per il carattere prepotente e scontroso.

In questa edizione - triste a dirlo, ma ancor più a vederlo - si è creato un muro anche tra i professori... e tutto per salvare un ragazzo che andava eliminato, perché svogliato, e poco pronto a seguire le regole dello studio. E’ venuto meno persino il rispetto verso i professori, che sono stati dileggiati e insultati pesantemente. Dov’è andata a finire la splendida scuola degli anni passati che portava in finale elementi che erano dotati di qualità in tutte e tre le discipline e che l’aiuto dei professori preparava in poco tempo ad essere formati e completi? Si possono fare molti esempi, ma bastano i nomi di Leon, Ivan e, in particolar modo, di Federico, che l’anno scorso cantava, ballava e recitava. Ora, con ogni probabilità, andrà in finale un giovane che doveva essere espulso e che ha conquistato un particolare pubblico amante della sfrontatezza e della maleducazione. Non può essere diversamente se Marco continua da tempo a mantenersi al primo posto della classifica. Oggi mancare di rispetto ai professori non è un rischio di eventuale eliminazione, ma invece un vanto, un assurdo premio. Che cosa sarà di questo giovane che non ha saputo approfittare di una buona occasione, di un’ottima scuola, dell’insegnamento di professori preparati e stimati? E che cosa pensare dei moltissimi giovani che sostengono Marco? E’ questo il fine di Amici? Chi segue attentamente il programma deve ammettere che la squadra dei Bianchi ha dei ragazzi più dotati e più rispettosi, ed è ingiusto attribuire ad essi le critiche che invece grossolanamente i Blu muovono da settimane ai loro avversati. Marco, Marta e Maria Luigia hanno influenzato anche Francesco e Cassandra, due elementi che inizialmente sembravano molto diversi.

Auguriamo di cuore ad Amici di tornare ad essere il programma di un tempo, un ottimo banco di prova per i giovani, e un piacere per il pubblico, che vorrebbe anche Fioretta Mari più impegnata nel suo ruolo. E auguri a Maria De Filippi perché sappia sostenere a lungo questa trasmissione accogliendo e appoggiando giovani seri, studiosi, educati, rispettosi, oltre che dotati di talento.

 
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