Vorrei sottolineare che c’è un’evidente connessione tra l’uso spregiudicato dei mass media e l’affievolirsi dei sentimenti morali e perciò anche il decadimento sociale con modi e stili di vita che aggravano la situazione già critica della nostra città.
Ciò accade non solo per i tanto discussi programmi di una tv che spesso irride valori irrinunciabili come la dignità, la solidarietà, la sobrietà, il buon gusto ma anche per una pubblicità sempre più aggressiva e ingannevole che fa grande male ai più fragili e ai poco attenti ai suoi rischi.
I risvolti del consumismo sono tanti, molti negativi, per lo più si tratta di un comportamento che spesso finisce con l’impoverire oltre che spiritualmente anche materialmente. Ciò che caratterizza il consumismo è quel comportamento dell’ "usa e getta" che è pronto a recepire ogni richiamo pubblicitario, anche il più insulso, per soddisfare falsi bisogni con apparenti compensazioni.
Anche a Napoli, città dai tanti problemi irrisolti, città di ricchi e di poverissimi, ma non certo città povera, questo consumismo, anzi "iperconsumismo", come ha denunciato il recente messaggio dei vescovi della Campania, assume una portata certamente negativa. Si spende, si spreca, si getta via, si contribuisce così anche ad aggravare il problema drammatico dei rifiuti solidi. E oltretutto questo iperconsumismo rappresenta nel nostro contesto cittadino una provocazione insopportabile per chi non può comprare nemmeno quanto è necessario alla vita, essendo assolutamente indigente. Questo consumismo, come si diceva, è certamente incentivato dall’uso scorretto dei mass media e quest’uso diviene particolarmente deplorevole quando vengono strumentalizzati la donna e il bambino.
Spesso poi quando quei "prodotti" che si pubblicizzano non sono soltanto delle "cose" di discutibile o scadente valore, ma –ahimè!-’ persone o sprovvedute o che hanno perso coscienza della loro creaturale dignità, il che si verifica attraverso la tv, internet ed altri mezzi di comunicazione come i quotidiani che ospitano a pagamento una certa pubblicità pornografica. Stando così le cose, il richiamo dei vescovi è assai pertinente: bisogna ascoltarlo.
Infatti la decadenza di questa nostra città non si può curare con i diversivi di mostre pseudoartistiche, come hanno rilevato persone competenti e docenti universitari, e nemmeno puntando sulle evasioni "sportive" che dovrebbero servire a far dimenticare i problemi che assillano tanti nostri concittadini dei quali bisogna difendere in ogni modo la dignità e la serenità perché essi soffrono anche a causa di un potere per tanti aspetti male usato.