Gli italiani sono un popolo tecnologico, ma non tutti: molti per tv o telefonino, di certo i più benestanti, in particolare nel centro nord. Sicuramente nelle famiglie italiane nel 2007 sono aumentate le linee adsl, le antenne paraboliche e i lettori dvd. Ma quanto a connessioni web siamo ancora indietro, al 18/mo posto in Ue, in compagnia di Lituania e Polonia. Sono questi i dati dell’ultima rilevazione (2007) dell’Istat sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle case degli italiani. In Italia i beni tecnologici più diffusi sono la tv, (95,9% famiglie) e il cellulare (85,5%). Seguono videoregistratore (62%), dvd (56,7%), pc (47,8%) e internet (38,8%). Un certo rilievo anche per parabola (28,6%), videocamera (26,1%), decoder digitale terrestre (19,3%) e consolle per videogiochi (17,5%). Rispetto al 2006 aumenta soprattutto il possesso del lettore dvd (dal 51,7% al 56,7%) a discapito del videoregistratore in continuo calo (dal 64,3% al 62%). In aumento anche il personal computer (dal 46,1% al 47,8%). L’accesso a Internet passa dal 35,6% al 38,8% e migliorala qualità della connessione: meno banda stretta e più banda larga che passa dal 14,4% al 22,6%. FAMIGLIE CON ALMENO UN MINORENNE LE PIU’ TECNOLOGICHE: Forte divario tecnologico di tipo generazionale Le famiglie costituite da sole persone di 65 anni e più continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici: appena il 6,5% di esse possiede il pc, soltanto il 4,8% ha internet Oltre alla tv è diffuso solo il cellulare (52,2%). All’estremo opposto le famiglie con almeno un minorenne che possiedono il pc e internet rispettivamente nel 71,2% e nel 55,7% dei casi. Sono queste famiglie ad avere il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (34%), mentre per loro il cellulare ha raggiunto i livelli di diffusione della tv (97,9%). AVVANTAGGIATI CETI RICCHI, INDIETRO OPERAI: Tra il 2006 e il 2007 non si registra una diminuzione del divario nel possesso dei beni tecnologici tra le famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista e quelle con capofamiglia operaio. Anzi, per alcuni beni tecnologici tende ad aumentare come, ad esempio, nel possesso di accesso ad Internet a banda larga, che passa da 21,6 a 29 punti percentuali. I beni per cui si registra una diminuzione della distanza, invece, sono: l’antenna parabolica, il decoder, il dvd, il videoregistratore, la videocamera, mentre per il cellulare le percentuali sono addirittura uguali. LO SVANTAGGIO DEL SUD: Sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Il personal computer, ad esempio, è diffuso in uguale misura al Centro e nel Nord (circa il 50%) e meno nel Sud (42,7%). Nel Centro-nord si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso ad Internet (oltre il 41%) e alla connessione a banda larga (circa il 25%), mentre nel Sud e nelle Isole le quote scendono rispettivamente al 32% e al 18% circa. INTERNET, ITALIA INDIETRO IN EUROPA: Siamo al 18/mo posto in Eu, considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa. Rispetto alla media del 54% l’Italia ha un tasso del 43%, posizionandosi tra Lituania e Polonia. Olanda, Svezia e Danimarca registrano un tasso quasi doppio. Gli italiani si collegano da casa, pochi senza fili, cercano informazioni su beni e servizi (64,8%) e lo consultano per apprendimento (54,7%). Quasi il 40% usa il web per ottenere informazioni sulla Pubblica amministrazione. Ma la maggior parte degli utilizzatori sa fare solo cose elementari sul computer e non fa mai, o quasi, copie di sicurezza dei file.
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