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Le “ricette” via cavo

Spett.le Aiart, questa volta non protesto per spettacoli licenziosi e ragazze troppo spogliate che la televisione ci propina spesso. Protesto perché ci sono alcune pubblicità in cui si vedono degli “amici” che, senza essere medici, danno consigli medici agli “amici”. Ad esempio: “Hai il colesterolo alto? Fai come me: dieta e …(e qui c’è il nome di un prodotto). Io in persona mi trovo spesso ad essere un po’ scortese verso chi mi dice:”Fai così….”, “Prova questo…” e rispondo sempre: “I consigli medici li voglio dai medici”. Così avviene che non si parla più, con me, di problemi di salute e relativi rimedi. Non so se quest’uso di distribuire consigli medici sia un malvezzo solo italiano, ma penso che la TV non dovrebbe incoraggiarlo. 
Maria Cimino (Roma)
Ha perfettamente ragione. Purtroppo dietro questi “consigli” c’è spesso l’intento di fare pubblicità a qualche prodotto o procurare notorietà a medici e case di cura. Il problema è di grande rilevanza sociale e dovrebbe essere affrontato dal Ministero della Salute che, almeno, dovrebbe intervenire per vietare (come avviene in molti altri Paesi) la pubblicità dei medicinali che, per i messaggi veicolati e destinati ai malati (veri o immaginari), finiscono per “assicurare” guarigioni, cessazione dei dolori, miglioramenti di vista, udito, tono muscolare, linea ecc… . Un modo di fare “affari” speculando sulla salute, senza preoccuparsi che un telespettatore, indotto dalla pubblicità, può seguire i “consigli all’acquisto” e – senza controllo medico – curarsi con la “medicina fai da te”, con possibili negative conseguenze. Ma se è vero che “pecunia non olet” è pur vero che bisogna “pensare alla salute”!

 
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