Sarà perché, da bravo socio dell’Aiart e anche per documentarmi e tenermi aggiornato, vedo un po’ più di televisione di quanto non desideri vederne, sarà perché sono un gran pignolo, ho spesso notato –ma sarà capitato anche a voi consoci- che alcuni conduttori e, soprattutto, conduttrici di programmi di intrattenimento, di quiz o di talk-shows non cominciano a parlare se non pronunciano la parola “Allora…”, qualunque cosa abbiano da dire. Pare che non sappiano iniziare un discorso in altro modo. “Allora…” e solo dopo questa (magica?) parola riescono a dire qualcosa. Fateci caso, è così. Ma il fatto più straordinario mi è capitato di osservarlo, qualche giorno fa, su una rete Rai: la gentile (e carina) presentatrice ha preso la parola e, naturalmente, ha detto “allora…”. Dopo di che si è fermata ed è stata zitta. Insomma non aveva nulla, ma proprio nulla, da dire, ma non ha rinunciato a pronunciare il fatidico avverbio di tempo. Credo che questo sia il massimo: al di là non si può andare. Insomma, a guardare la TV, sembra di stare…. all’oratorio. E che dire quando, nel corso dei telegiornali, la giornalista o il giornalista annuncia: “cambiamo decisamente argomento?” Perché “decisamente”? Non basta cambiare argomento? E poi: se si passa dalle notizie sull’Iran all’emergenza rifiuti in Campania, non è chiaro a tutti, anche ai telespettatori meno acculturati o meno svegli, che si sta cambiando argomento? Che bisogno c’è di dirlo? E poi questa mania degli avverbi, anche quando non servono. A domanda spesso si risponde: “Assolutamente si”. Non basta dire si? Quando si dice l’enfasi ad ogni costo, anche quando è fuori luogo e non serve a nulla. Ma veniamo alla “modesta proposta” del titolo. Vorrei suggerire alla Direzione generale Rai di comminare una sanzione pecuniaria –né alta, né bassa: diciamo 50 euro- ogni volta che un presentatore o conduttore o giornalista (uomo o donna fa lo stesso) inizino il loro dire con la parola “allora”, oppure pronuncino senza motivo, un avverbio del tutto inutile che finisce in “…mente”. Nessuno dei multati potrebbe negare il fatto addebitatogli: esistono le registrazioni. Ma poi, per rendere meno afflittiva l’ammenda, si potrebbe provvedere con semplici ritenute sui rispettivi stipendi: ciò attenuerebbe l’effetto –assai più amaro e sgradevole- di un pagamento diretto e in contanti nelle mani di un odioso ed arcigno controllare-esattore. Dimenticavo: dovrebbe essere anche previsto che, in caso di recidiva nell’arco dello stesso mese, l’ammenda venga raddoppiata. Triplicata se rilevata nel corso della stessa settimana. Quadruplicata se ripetuta all’interno della stessa trasmissione. Forse i bilanci della Rai non quadreranno solo per questo. Ma noi telespettatori ne trarremo, almeno qualche sollievo. Paolo Bafile
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