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DIBATTITO
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PERCHE’ GLI ASSOCIATI AIART NON PASSANO ALL’AZIONE, TUTTI INSIEME, SENZA RIPOSO ?

Sono un associato, da anni, dell’A.I.A.R.T. Leggo con attenzione “IL TELESPETTATORE” e “LA PARABOLA”, sempre e senza distrarmi, come se si trattasse di una pratica legale importante affidata al mio studio.
         Non manco mai agli incontri che l’amico Infante organizza a Matera con entusiasmo e capacità. Perché sono un ammiratore e un seguace dell’A.I.A.R.T.?  E’ semplice: persegue un fine nobile che viene apprezzato e lo sarà sempre più nel futuro, in una umanità che di nobile non ha quasi più niente. Anche la nostra Italia non brilla molto per doti morali, civiche, spirituali.
         Temo senz’altro di ripetermi, ma devo spendere poche parole su argomenti che Voi avete spesso e volentieri diretti ai lettori e ai presenti nelle riunioni e negli incontri.
1)-La TV  oggi rappresenta il potere assoluto. Vince quasi tutte le battaglie contro la carta stampata, contro il potere politico, perfino contro la Magistratura.
2)-Il cittadino (bambino, ragazzo, adulto,  anziano), il cittadino facoltoso, povero, colto, illetterato, anche quello analfabeta è quasi sempre succube delle frecciate che partono dalla TV. Si può essere vittima in mille modi e non soltanto nell’acquisto di costosi prodotti che producono soltanto danni all’economia di famiglia e anche di altra specie, ben più gravi.
3)-Spesso la TV diventa giudice e giustiziera di persone che, poi, risulteranno innocenti.
4)-La TV propaga notizie segrete, benché da considerarsi blindate negli archivi dei palazzi di giustizia, dando in pasto agli utenti della TV, particolari  che spesso bruciano per tutta la vita l’indagato nonché la famiglia e gli amici dello stesso. Anche la stampa stampata segue la TV, ma non danneggia come e quanto la TV.
5)-Lottare contro la TV è un compito difficilissimo, degno degli spartani del terzo millennio. La TV ha ora a sua disposizione mezzi illimitati. Mi riferisco alla moneta, a personale specializzato e competente, dirigenti tesi sempre all’indice di ascolto che è il Vangelo della TV.
6)-Noi, dico noi dell’A.I.A.R.T., non siamo molti, non  rappresentiamo una massa come i metallurgici, gli impiegati statali o quelli degli enti pubblici, ad esempio.  Le guerre per principi sani non possono essere vinte da pochi contro un mostro divoratore e sempre affamato come la TV. Occorre  una moltitudine di associati e molto, molto denaro che sicuramente sarebbe speso bene.
7)–Si sta combattendo come leoni non addomesticabili. Non consideriamo la nostra lotta impari, non consideriamo un nostro successo una utopia. E questa guerra da pacifisti ci fa onore: Siamo un Davide modernissimo contro un GOLIA che non ha paura di niente. Neanche delle 2 fionde di nostra esclusiva proprietà: “IL TELESPETTATORE” e “LA PARABOLA”. Gli articoli pubblicati sono degni di grande rilievo. Lo saranno anche quelli che verranno. Ma basta tutto questo? Noi, ci sono anch’io, lo penso seriamente, siamo i 300 delle Termopili contro una potenza più potente dell’impero persiano anche perché spesso non combatte alla luce del sole ma con dardi che si vedono e non si vedono. Soltanto per non essere classificato, catalogato come nemico della TV devo ricordare che vi è la TV buona e quella cattiva come vi è la scienza buona e quella cattiva. Vi sono programmi favolosi perché educativi, di rafforzamento dello spirito, apportatori di gioia interiore, di risate, di arricchimento culturale etc. L’A.I.A.R.T. marcia contro i programmi che distruggono. E chi li crea e li mette in onda non è in buona fede. Vuole soltanto l’indice di ascolto, possibilmente stratosferico. Qualche commento?
8)-INTERNET deve essere il nostro cavallo di battaglia, l’asso vincente. Occorre tempo, occorre pazienza, occorrono tecnici di valore. 
                                              SUGGERIMENTI
                                                  P R I M O 
         Occorre avere una cassa piuttosto ricca. Tutti i miei redditi io li accredito a chi non ha voce (malati, bambini etc.). La nostra “voce” non è ancora tonante e vi sono moltissimi che non la odono.
         Occorrono sacrifici veri e non da operetta. Se crediamo in un ideale, e il nostro lo è, non dobbiamo impoverirci ma diventare meno ricchi o meno agiati o un po’ più poveri, ove lo fossimo. Ciò deve necessariamente avvenire se si combatte per un ideale! Le rinunzie dovrebbero diventare di casa, nostre amate ospiti, inquiline senza fine locazione. Le guerre non si vincono con parole e scritti ma con azioni che spesso comportano sofferenze di varia specie e peso. 
                                                    S E C O N D O
         Occorre invitare i lettori dei 2 periodici a:
a)suggerire un qualcosa o più di un qualcosa che potrebbe sembrare utile per elevare in ogni direzione e in alto l’A.I.A.R.T.;
b)incoraggiare l’A.I.A.R.T. accreditando somme in favore di questa associazione. Non si pretende “l’obolo della vedova” di cui si legge nel nuovo testamento;
c)scoprire nuovi associati. Si potrebbe sperare in una specie di moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il tutto sta ad iniziare “Chi ben inizia, è alla metà dell’opera”. Non  costa niente. Soltanto far trasparire entusiasmo e passione nel tentare di convincere l’eventuale nuovo……associato!;
d)scrivere sui giornali, importanti o meno, anche sui giornaletti parrocchiani. Ricordo a me stesso che: “la pubblicità è l’anima del commercio”. Servirsi con garbo, con diplomazia, con intelligenza di veri amici perché il Vostro, il nostro lavoro, mira a raggiungere un fine nobile, ripeto questa parola. I nostri sforzi sono altamente sociali, utilissimi  a tutti, nessuno escluso. E’ perfino utile ai delinquenti che vorrebbero sicuramente che i loro figli fossero nel futuro dei buoni cittadini senza che siano elettrizzati da programmi che forse, in buona fede di chi li pone in onda, esaltano la MAFIA  et similia, convincendo alcuni o molti giovani che il delitto, ad esempio, rende!;
e)
comprare una emittente televisiva o, almeno, all’inizio, diventare “socia” di qualche TV sia pure piccola, come una cenerentola. E si ritorna al “denaro” che è indispensabile, “denaro” che dovrebbe essere reperito dagli associati e, forse, anche da terzi movimentati dalla nostra pubblicità. 
                                                  
T E R Z O
         Dicono che sono un uomo d’azione: “Rifletto, decido ed eseguo”. Perché non lo diventiamo tutti? Io mi conosco troppo bene.
Concludo ricordando a me e a Voi un settimanale al quale sono abbonato da oltre mezzo secolo “FAMIGLIA CRISTIANA”. Potrebbe darci una mano d’aiuto? E AVVENIRE? E l’OSSERVATORE ROMANO? Ignoro se è già stato fatto qualche passo sostanziale anche nella direzione di Radio Maria e della TV del Vaticano. Perché non si tenta? Inserire qualche messaggio dell’A.I.A.R.T.? Una idea……. balorda? Può darsi! E se non fosse così incredibilmente stupida? 
         L’avvocato, il vero avvocato, quello che si autodistrugge per lottare con tutte le sue forze per ottenere un esito positivo in una causa (civile o penale) in cui crede molto, moltissimo, non si arrende mai! E studia ogni particolare, ogni eventualità, anche le tesi e possibilità che sfuggono alla normalità. Non ignoro tutti i Vostri tentativi in varie direzioni. 
         Questo dovrebbe, potendolo, l’A.I.A.R.T. Ma anche per questo non deve essere latitante il lavoro di tutti gli associati, né deve eclissarsi l’ottimismo! Il mondo si muove con le idee!         
                                                  QUARTO
  
Ciò che mi sbalordisce sempre di più è quando in TV, mentre sto per seguire un film, appare una scritta, certe volte accompagnata da un bollino di colore giallo-arancione, più o meno, del seguente tenore: “per la visione di questo film da parte dei bambini è consigliata la presenza degli adulti”. Spesso queste parole sono pronunziate dall’annunciatrice o dall’annunciatore. Occorre collocare al posto della parola “consigliata” 2 parole diverse, convincenti e di vera pressione: “è d’obbligo”. Non dire “è d’obbligo” equivale a consentire ai minori di vedere e sentire ciò che non dovrebbero né vedere, né sentire.
Questo sta a significare che, nel caso più comune, i genitori di questi bambini che vogliono vedere il film “bollato” devono affiancare i figli per TUTTA LA DURATA DEL FILM, che in media dura un’ora e trenta, due ore, se si contano anche le relative pause pubblicitarie.
Allora chiedo a me stesso: un genitore può realmente stare insieme al figlio o ai figli per due ore, senza neppur una minima distrazione? E le visite di amici o parenti? E il telefono? E la cucina? Ignorare tutto ciò che di ordinario si svolge in casa? O comunque i genitori devono trasformarsi, indossare la divisa da ufficiali, piantonare il figlio e, all’occorrenza, in presenza di scene violente o quasi, o a luci rosse o quasi, devono coprirgli gli occhi e le orecchie per non far vedere e anche in modo che non senta? E non occorrerebbero 3 mani? 2 per le orecchie e 1 per gli occhi?
Tutto ciò è ammissibile, è concepibile?
E per essere nella completezza, potrebbe essere un reato non dire: “è d’obbligo”? Non va dimenticato che i soggetti passivi sono dei minori!
Famiglia Cristiana “stampò” tempo fa una vignetta a colori, ed ho finito, in cui si vede un moribondo (disegno a colori vivaci) in un letto d’ospedale. Un suo parente, immagino, accende la TV che è collocata proprio davanti al degente, come è uso quasi abituale in alcuni ospedali, in alcune cliniche etc. Il paziente se ne accorge e, di scatto, adirato e preoccupatissimo pronuncia queste parole con ira: “NO! NO! Spegni la TV. Mi farà morire prima”
         E’ un atto di accusa più che severo e chiaro. La TV uccide noi e le nostre famiglie. Non sempre ma spesso.
Vorrete scusare la vivacità e la crudezza di quanto segue.
L’A.I.A.R.T., ma soltanto con alcuni associati, sta facendo miracoli. Da soli e con i mezzi a nostra disposizione non ce la faremo mai, neppure donando tutto il nostro tempo libero. Avvicinare le scuole, le parrocchie, le TV, i giornali, fare incontri e convegni, colloquiare con associazioni di volontariato che in genere sono o dovrebbero essere nostre amiche, studiare fino allo spasimo tutti i mezzi utili di comunicazione, riuscire a mettere da parte somme rilevanti che sono indispensabili, convincere gli associati e terzi ad essere generosi, avere progetti degni di essere ritenuti, e di esserlo sul serio, produttivi della moltiplicazione di associati entusiasti, ottimisti e generosi, entrare nelle famiglie, colpire i genitori e i loro ragazzi con colpi da maestro per riuscire a dirigerli sul giusto binario che condurrà al sognato traguardo. NON E’ PER NIENTE FACILE SE TUTTI, INDISTINTAMENTE TUTTI gli associati A.I.A.R.T. non avranno una forte autostima, se non saranno disposti a logorarsi, e senza lamentarsi, questa è la parola giusta  lamentarsi”, se TUTTI GLI ASSOCIATI non si cimenteranno a dare e a far dare soltanto la modestissima somma di € 16,00 o di € 6,00, ad esempio, se non sfodereranno tutte le loro capacità in una gara di superamento quotidiano, se le loro idee saranno relegate nel dimenticatoio, l’A.I.A.R.T.  non raggiungerà le vette che pur merita di conquistare. Ho dato e continuerò a dare  un qualcosa alla nostra associazione. Non mi tirerò indietro nel futuro per gli indispensabili accrediti.
Le battaglie, le guerre non si vincono con le parole ma con le azioni.
Il tempo non deve trascorrere troppo a rilento e per anni. Occorre la velocità degli aerei, dei treni, tipo giapponesi, delle auto guidate da campioni come il non mai dimenticato campione tedesco. Devo ricordare il nome? 
L’A.I.A.R.T. deve volare. Potrebbe farcela. Ora siamo pochi. Domani quanti potremo essere se, ora, proprio ora, e da subito, decideremo di affrettare i tempi e di muoverci TUTTI? 
         Intelligenti pauca!
Concludo: dobbiamo sperare, mai arrenderci con o senza condizioni. Dobbiamo essere solidali, amici per la pelle, senza gradi, tutti alla pari ma tutti, sempre tutti, in una gara per superarci a vicenda, con onestà sportiva e senza doping.  Ho fiducia illimitata nei dirigenti. 
         Cordiali saluti a tutti gli associati A.I.A.R.T. e ad maiora.
Matera, 14.01.2008                                              (avv.Tommaso Calculli)

Prendiamo atto e condividiamo tutto quanto da lei affermato

 
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