Con una nota, inviata all’Aiart Nazionale, Doris Dus dell’Aiart sandonatese fa il punto sull’attività svolta dall’Aiart nel periodo ottobre 2007/2008, rilevando con soddisfazione che: “ L’ampia e varia attività sandonatese denota convinzione, tenacia nel superamento della fatica del fare, scevra da contrapposizioni interne , da interessi personali. Ne esce un volontariato puro, non scosso da protagonismi, perché si colloca nell’ambito del servizio. La formazione permanente cui il socio è soggetto gli permette un suo proprio divenire. A monte sicuramente c’è un ideale dalle profonde radici: ricerca continua del bello, del buono, del vero. La frammentazione ossessiva dell’ informazione attuale non scalza il profondo del socio che crede nella dignità della persona; da questo ne consegue che il suo procedere è proteso alla tutela dell’altro, specie del minore. Penso, conclude Doris Dus, sia questa l’immagine dell’aiartino sandonatese.”
Quest’anno il Gruppo di monitoraggio, guidato da Maria Bidoggia, ha valutato soprattutto gli spettacoli in prima serata di Rai 1 che trattavano i più svariati argomenti. Il primo programma visionato è stato lo sceneggiato in 4 puntate tratto dal romanzo ‘Guerra e Pace’ di L. Tostoi, che non ci è piaciuto, perché il regista ha trattato la storia in modo piuttosto melenso.
In novembre la miniserie in due puntate ‘La terza verità’, ha messo in evidenza la potenza dei media che nel corso delle accurate indagini arrivano a distruggere non solo la persona accusata, un medico affermato, ma anche tutta la sua famiglia. Il finale è stato sorprendente, con un inaspettato colpo di scena: il medico prima accusato e poi scagionato, è in realtà colpevole di prelevare organi a giovani destinati a morire, per salvare i suoi piccoli malati: ma il fine non giustifica i mezzi.
Sempre in novembre lo spettacolo condotto da Cementano ‘la situazione di mia sorella non è buona’. Molto pubblicizzato dalla Rai, ha profondamente deluso: le continue puntualizzazioni sui problemi del pianeta Terra ci sono parse forzature poco convincenti, capaci solo di annoiare.
‘Caso di coscienza 3’, sei puntate. Il protagonista è un avvocato molto sensibile e corretto, disponibile a difendere soprattutto i più deboli e a far trionfare sempre la giustizia.
L’intrattenimento è stato piacevole e ricco di spunti di riflessione.
‘Caravaggio’, miniserie in due puntate sulla vita dell’artista. Programma positivo, capace di stimolare ed approfondire la conoscenza del pittore e della sua produzione artistica. Eccellente la fotografia di Storaro.
‘Rocca e l’amico d’infanzia’, 2 puntate. Come nelle precedenti serie anche questa volta il Maresciallo Rocca si presenta come un personaggio molto positivo, umano e comprensivo e nel contempo, fedele ai principi della divisa che indossa nelle indagini accurate e minuziose.
‘La vita rubata’ è ispirata ad un fatto realmente accaduto nel 1985 in Sicilia: una diciassettenne viene eliminata perché venuta a conoscenza di un fatto che non doveva sapere. Il fratello carabiniere, interpretato da Giuseppe Fiorello, indaga con tenacia fino a che non riesce a scoprire la verità.
La trasmissione molto valida e coinvolgente, è un omaggio a quei siciliani che non vogliono essere etichettati con il titolo di ‘mafioso’.
‘Rebecca la prima moglie’, tratto dall’omonimo romanzo. La miniserie è risultata nell’insieme piacevole, pur essendo la trama un po’ superata per i nostri tempi. Mariangela Melato, nel ruolo della terribile governante, è stata strepitosa.
‘Per una notte d’amore’. Altra miniserie che ci ha gradevolmente intrattenuto mettendo in risalto molti valori positivi. La giovane protagonista, rimasta incinta dopo un’unica notte d’amore, non vuole abortire e lotta con tutte le sue forze per tutelare il futuro del bambino che attende. Buona l’interpretazione di tutti gli attori nei ruoli primari e non.
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