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Questo pazzo mondo giovanile

I giovani sono spesso protagonisti di episodi di cronaca. Che fanno, che dicono, dove si riuniscono, quali abitudini? Processo di formazione o sformazione? Un’inchiesta di Omniapress.net tratta dall’omonimo sito, a cura di Antonino Stramandino.





(28/07/2008) -

Li accusano di non avere valori, di essere bulli e maleducati. Dicono di loro che fumano, bevono e si drogano. Dicono che sono incapaci di fare anche le operazioni più elementari. Dicono che sono disagiati. E gli studi dei ricercatori danno ragione! Un tempo reclamavano riforme radicali, ora la politica li sfiora appena. Sono i giovani, spesso protagonisti di episodi di cronaca.

CHE FANNO? Vanno a scuola, portandosi il telefonino con la promozione per inviare un sacco di sms gratuiti al giorno e l’iPod per ascoltare musica sparata nelle orecchie. Non stanno attenti e passano il tempo a discutere con gli altri, senza neanche prendersi i compiti da fare a casa, compiti che poi cercheranno ad altri nel corso del pomeriggio. Una giornata scolastica trascorre mandando continuamente sms agli amici. Quando percepiscono un po’ di noia, chiedono ai prof di andare in bagno. A fare cosa? I propri bisogni fisiologici? Anche! Ma soprattutto a fumarsi qualche sigaretta che, insieme a quelle degli altri, rende l’aria dei bagni irrespirabile, se non quella dei corridoi, nei casi peggiori, o quella delle aule. Basta entrare nei bagni e dare un’occhiata a wc e lavabi. I prof che dicono? Sono complici di questo gioco e, se non si becca un ragazzo con la sigaretta in mano, non dicono nulla. Sigarette comprate? No, anche realizzate artigianalmente con quello che si può trovare a scuola o sigarette prestate dai compagni.

RICREAZIONE Se prima, durante le ore di lezione, ai distributori automatici c’erano tre o quattro persone, ora c’è l’intero Istituto a prendersi brioches, patatine, merendine al cioccolato o qualcosa di liquido come una cioccolata calda o un caffè. Poi si va in cortile a consumare e, ovviamente, a fumare. Quando finisce la ricreazione o un prof manca, non è ancora ora di rientrare in classe, perché nessuno impedisce di starsene fuori a fumare ancora qualche sigaretta prima che riprendano quelle noiose lezioni, che non dicono nulla, che non interessano, che annoiano mortalmente.

NEL POMERIGGIO Suona la campanella che annuncia la fine delle lezioni odierne: è l’ora di tornare a casa. L’entropia è alta: nella calca generale si attraversano il più velocemente possibile i corridoi per arrivare all’uscita e dire basta alle lezioni. Tornati a casa e consumato il pranzo, è l’ora del riposo prima di mettersi in contatto con quei pochi che hanno registrato sui diari quanto i prof hanno assegnato per il giorno dopo. Si continua a rispondere all’amico/a che invia sms. Si accende il proprio computer per comunicare anche via Msn, la radio o la tv e, avuti i compiti, si inizia a studiare (sempre se se ne ha la voglia, se si hanno dei compiti e non impegni).
Si risponde ai messaggi che arrivano, si ascolta la radio o la tv e si studia contemporaneamente. Ma poi cosa rimane?


IL SABATO Dopo essere andati a scuola, è l’ora di uscire con gli amici. Appuntamento alle 16;30-17;00 a Piazza Cairoli oppure in un bar/ritrovo del centro. Se si è emo, punk o uno skater, si può andare direttamente a Piazza Unione Europea oppure, se si ha voglia di incontrare gli amici e di divertirsi, in qualche altro locale di Messina. Ci si prende un gelato o un rustico, qualche alcolico per iniziare a pregustarsi la serata che poi si passerà in un locale in cui poter ballare (pub, discoteca, etc.) o sempre in quello in cui ci si trova, fino al punto in cui si è completamente ebbri. Poi si torna a casa! Durante il sabato ci si è divertiti, si è passato del tempo con gli amici, ci si è vestiti con il meglio delle proprie t-shirt firmate (“La maglia dice chi sei, fa l’uomo”, si dichiara sul proprio blog), un abbigliamento alla moda che rende, a detta dei professori, istrioni, mentre durante la settimana ci si è dovuti accontentare di un semplice pantalone a vita bassa che lascia intravedere uno slip firmato esposto al ludibrio del personale scolastico.

Si sono imbrattati edifici e strutture pubbliche o private, ci si è allontanati ancora una volta da quell’istituto che si frequenta e dal suo Pof (sigla che ufficialmente indica il Piano dell’Offerta Formativa, ma che, di fatto, indica l’evanescenza dei contenuti trasmessi allo studente) e magari ci si è pure drogati visto che le ultime statistiche parlano di alcol e droga in aumento tra i giovani. Serve e basta davvero quel controllo che la Polizia esegue una sola volta all’anno o occasionalmente con tanto di cani anti-droga in ogni Istituto?

ALTRI MOMENTI Ma il meglio (per non dire il peggio) arriva quando bisogna fare la festa in classe per l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale! Oltre alla radio, ai classici dolciumi, agli snacks e alle bevande analcoliche, si portano anche quelle alcoliche di propria spontanea volontà o di concerto con gli altri, tanto se i prof vedono qualcuno tra i fumi dell’alcol, capiscono che ha qualcosa, ma non sanno chiaramente (o non lo vogliono dire?) cosa si abbia.

Per un giovane studente, un modo eccezionale per divertirsi è partecipare al viaggio d’istruzione (?) che ogni anno la scuola propone. Magari organizzato all’estero, dove si possono fare ruberie e scorrerie nei locali prendendo gratuitamente ciò che si vuole o distruggendo, alla maniera delle proprie stars americane preferite, gli alberghi e registrando tutte le bravate che si compiono per poi caricarle su YouTube e far vedere agli altri quali sono state le proprie res gestae.Arriva l’estate, poi, che è la migliore stagione. Perché? Perché non si va a scuola e si soddisfa il proprio desiderio di non sottoporsi più alle “pene” giornaliere. Ci si sveglia alle 14 e si dà la sensazione al resto del mondo, che è rimasto attivo mentre si era a nanna, di essere degli zombies e pronti di nuovo a passare una serata da sballo!

Ma i giovani che interessi hanno?, potrebbe chiedere qualcuno. Musica ascoltata a tutto volume attraverso l’iPod o lo stereo di casa (per non parlare delle auto trasformate in discoteche mobili), sport, tv (GF, L’Isola dei Famosi, Amici o Beautiful non fanno mai male). Pochi si danno alla lettura (si arriva a non leggere neanche un libro/anno!), al volontariato o altre attività apprezzabili. Altro? Uscire con gli amici è il massimo.

IL GRUPPO E’ TUTTO «Il gruppo è tutto - affermò Gustavo Pietropolli Charmet, un docente universitario di psicologia ed esperto di dinamiche adolescenziali -. Per questo il fenomeno del bullismo è in netta crescita: perché i giovani chiedono e ricevono sempre più spesso la propria identità dal gruppo e non dalla famiglia d’origine. Il gruppo, che nasce già dalle scuole elementari, dà sicurezza, senso di appartenenza, valori. Proprio per questo, per lasciarti esserne parte, può chiedere tutto, può spingerti a fare cose che da solo non faresti mai. Il gruppo è la famiglia sociale dei giovani d’oggi molto più sentita, molto più importante di quella d’origine nella loro formazione.»

In un suo saggio, Umberto Galimberti parla di nichilismo e di disagio giovanile. Sui giornali e in tv, oltre agli ormai “tradizionali” episodi di bullismo, si sente più spesso parlare di rave party (o anche free party). La definizione “free” (“libero”), così come quella di “rave” (“delirio”), denota subito ciò che si cerca da parte dei giovani. Libertà? Ma libertà, indipendenza, da chi? Dalla scuola, dalla famiglia? Voglia di vivere? Ma come?

Alcuni dicono che vi sono pure giovani che si dedicano attivamente ad attività di volontariato, di beneficenza, che sono delle vere e proprie menti del nostro Paese: è vero. Ma quanti sono? Ormai, la società è questa come dimostra Paola Mastrocola in “Una barca nel bosco”, in cui si racconta la vicenda di un ragazzo, il cui processo di formazione diventa un processo di sformazione per colpa della società conformistica.

Antonino Stramandino



 
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