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Ma il servizio pubblico ha i giorni contati ?
Le “manovre”, promesse o minacciate, sul canone accrescono le preoccupazioni  dei telespettatori sul futuro della Rai. La preoccupazione è forte, ma la vigilanza dell’Aiart non mancherà. Di Luca Borgomeo dall’editoriale de Il Telespettatore di Ottobre 2009.

La sortita del Presidente del Consiglio sul canone radiotelevisivo, sulla scia della campagna di stampa orchestrata da alcuni quotidiani, politicamente schierati, che, in modo esplicito,  invitano gli italiani a “non pagare” il canone di abbonamento alla RAI, fa riflettere e preoccupare. Innanzitutto perché a scoraggiare gli utenti dal pagamento di una tassa – tale è il canone – non sono le associazioni di telespettatori o consumatori, indignati giustamente per il degrado della rai. Né le forze politiche, sindacali, sociali, economiche, culturali che, per quanto importanti e autorevoli, sono soggetti privati, non istituzionali. No. Questa volta a ventilare l’ipotesi di una forma di disobbedienza civile, qual’ è quella di invitare a non pagare una tassa, è la più alta carica del potere esecutivo della nostra Repubblica:il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Perché, come Aiart, - associazione di telespettatori, autonoma dai partiti e dal quadro politico - siamo preoccupati ? Perché, al di là, forse, delle intenzioni, l’iniziativa sul canone, può significare la cancellazione, parziale o totale, del servizio pubblico, colpendo al cuore la Rai con il taglio delle risorse.

Nessun sistema democratico può fare a meno di un servizio pubblico radiotelevisivo. Di questo credo che tutti – qualunque sia l’orientamento politico – sono d’accordo.

Sul canone l’aiart ha sempre assunto una posizione critica, giudicandolo una tassa odiosa e comprendendo il disagio e la “fatica” degli utenti a pagare per un servizio scadente e spesso negatore del diritto ad essere informati correttamente. Ma mai, mai, l’aiart ha inteso - criticando il canone – istigare alla “delinquenza fiscale” e mai ha considerato l’azione contro il canone un attacco alla rai-servizio pubblico. Quando ha proposto di eliminare il canone, ha sempre ribadito la necessità di assicurare alla rai le necessarie ricorse con la fiscalità generale, che finanzia del resto tutti i servizi pubblici.

Annibale è alle porte ? La preoccupazione è forte. E, pertanto, va accresciuta la vigilanza.  Anche se di portata limitata, quella dell’Aiart non mancherà.

 
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