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Aiart: allarme videogioco Rapelay, simila stupri. Alemanno: va proibito
Mette il giocatore nei panni di un maniaco che abusa di una madre e delle figlie minorenni. Donne e ragazze poco più che bambine: scolarette molestate per strada e stuprate nelle loro camere, tra libri di favole e orsi di peluche. Dal sito de Il Messaggero.it
ROMA (9 febbraio) - È allarme dell’associazione telespettatori cattolici Aiart sul videogioco Izazura Gokuaku, nuova versione del game che simula gli stupri, Rapelay. «È un videogioco già facilmente scaricabile da internet - dice il presidente Luca Borgomeo -. I genitori devono quindi vigilare, vigilare, evitando di giocarsi i figli con i videogiochi che è lo slogan che da un anno caratterizza la campagna dell’Aiart contro i videogiochi violenti». Per Borgomeo, «è l’ennesimo pericolo a base di sesso e violenza cruda ed esplicita».
Alemanno: proibire videogioco. «Credo sia necessario proibire il videogioco Rapelay. In un momento in cui tutte le Istituzioni, dal governo agli Enti locali al Comune, sono impegnati in una campagna per il rispetto della donna, per la lotta alla violenza, avere a disposizione un videogioco, per definizione rivolto soprattutto a un pubblico di giovani e giovanissimi, che incita ad indossare i panni di uno stupratore seriale, che offende le donne trattandole come oggetti, sia una cosa diseducativa e immorale. Credo sia necessario che venga anche qualificata come illegale». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Meloni: chiederò lo stop. «Farò richiesta alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che attualmente offrono la possibilità di scaricare da internet Rapelay, affinchè rimuovano il gioco dalla rete». È quanto afferma in una nota il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che, in occasione del Safer Internet Day, chiede ufficialmente uno stop al videogioco giapponese disponibile on-line in numerose versioni aggiornate di anno in anno che consente al giocatore di vestire i panni dello stupratore seriale.

Saltamartini: videogioco abberrante. «Credo sia un grave errore consentire il libero accesso, minori compresi, a giochi così violenti, diseducativi e profondamente offensivi della dignità femminile. Sono lieta, dunque, che il ministro Meloni si sia attivato prontamente per far mettere al bando questo passatempo orribile e delinquenziale. Nella lotta contro la violenza sulle donne occorre che tutti facciano la loro parte in modo responsabile», dice la deputata Barbara Saltamartini, responsabile Pdl pari opportunità a proposito dell’ «aberrante» videogioco Rapelay in cui chi più stupra più vince. «Lo denunciai già un anno fa. Ora apprendo con sgomento che la casa produttrice ne ha prodotto una versione aggiornata e ancor più realistica, segno che questo tipo di prodotti riscuote un notevole successo in termini di utenza», aggiunge. E questo «in un momento in cui il Governo sta mettendo in campo il massimo impegno contro la violenza sulle donne - osserva la parlamentare - e in cui si parla di prevenzione ed educazione dei giovani alla cultura del rispetto».
 
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