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| Internet/ Eurispes: social network e regole, ecco la giungla |
| Spesso da piazza virtuale diventa ’fonte’ giornalistica. Roma, 23 feb. (Apcom) |
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Social network e regole: welcome to the jungle. Lo sottolinea l’Eurispes, spiegando che la rivoluzione dei social network, tuttora in atto, risulta per molti aspetti "totalitaria" dal momento che coinvolge non solo i siti di riferimento, ma contribuisce ad estendere la sua azione su realtà finora considerate prevalentemente "verticali". L’esempio più significativo è senza dubbio rilevabile nel giornalismo: i siti delle principali fonti di informazione - spiega l’Eurispes, hanno subìto l’influsso dell’importanza che i social network hanno acquisito nel tessuto sociale della Rete.
Concepito come una piazza virtuale in cui scambiare pensieri, emozioni, foto e video con amici e conoscenti, Facebook è divenuto quindi un’effettiva (ed alternativa) fonte di informazione per i media, basti pensare ad alcuni dei più recenti fatti di cronaca, quando le foto o le informazioni sulle vittime o sugli autori di reati efferati vengono prelevate proprio dai profili e diffuse da Tv e stampa.
A volte però il social network perde la sua veste di canale di informazione, trasformandosi in notizia stessa, ne sono un esempio i sempre più frequenti "suicidi annunciati a mezzo social", la creazione di gruppi shock che trovano in messaggi razzisti, violenti, antisociali, motivo di coesione tra gli utenti. Le potenzialità comunicative di questo strumento e allo stesso tempo la mancanza di un controllo efficace sui contenuti pubblicati, l’indispensabile tutela della privacy, hanno portato recentemente l’opinione pubblica a confrontarsi sulla necessità di una regolamentazione più specifica e aggiornata per la Rete e in particolare per i social network.
In particolare, la tutela della privacy e dei minori è uno dei temi che sta animando maggiormente il dibattito internazionale. Particolarmente sensibile verso il tema della privacy si è dimostrato, inevitabilmente, lo stesso Facebook, che nell’aprile del 2009 ha indetto un referendum tra i propri iscritti per stabilire nuove regole a riguardo. Nonostante non sia stato raggiunto il quorum prefissato (avrebbe dovuto votare in una sola settimana il 30% degli iscritti, circa 60 milioni di persone), la maggioranza dei votanti ha approvato il nuovo sistema di tutela proposto dallo staff di Facebook, che comprende, ad esempio, la possibilità di condividere contenuti solo con determinate persone, la limitazione delle informazioni pubbliche relative al proprio profilo, ma anche la segnalazione dei post e gruppi ritenuti "scorretti". |
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