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| Invictus, l’ultimo film di Clint Eastwood |
| Invictus è una poesia di William Earnest Henley, imparata in prigione e spesso recitata da Nelson Mandela, il leader per cui nessuno era invisibile, diventato presidente del Sud Africa nel 1994. Invictus è anche il titolo del film di Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon che ripercorre i primi anni di presidenza di Mandela. Di Serena Vigoriti |
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«Non importa quanto sia stretta la porta, quanto piena di castighi la vita. Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima». Sono alcuni versi di Invictus, poesia di William Earnest Henley, imparata in prigione e spesso recitata da Nelson Mandela, il leader per cui nessuno era invisibile, diventato presidente del Sud Africa nel 1994.
E Invictus è il titolo del film di Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon che, ripercorrendo i primi anni di presidenza di Mandela, racconta quel difficile processo di riunificazione della nazione dopo la caduta del movimento dell’apartheid e ancora profondamente divisa da un razzismo desideroso di vendetta.
Il tentativo di Mandela è quello di riunire bianchi e neri attorno agli Springboks, la nazionale sudafricana di rugby bandita dai campi di tutto il mondo a causa dell’apartheid e che sta per giocare i campionati mondiali: sul terreno di gioco le differenze si annullano, sugli spalti gli uomini sono uniti dal comune desiderio di vincere e la vittoria della partita contro gli All Blacks, la squadra più temuta nella storia del rugby, sarà di tutti e rappresenterà un passo decisivo verso la pace del paese.
Quel curioso sport in cui per andare avanti devi passare la palla indietro, diventa espressione della necessità di guardare al passato per proseguire il proprio cammino, sapendo che «il perdono cancella la paura» e che arriva il momento in cui occorre cambiare, sorprendere con generosità e comprensione: «Io so cosa i bianchi ci hanno tolto ma questo è il momento di costruire una nazione».
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