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| Facebook, sito “Tiriamo al bersaglio sui bimbi Down”. L’autore č un cingalese di 19 anni con disagio psichico |
| Una bravata informatica di un cingalese di 19 anni, da tempo sotto cure psichiatriche, che aveva come scopo una gara per ottenere più contatti possibile sul social network di Internet. Dal sito di Avvenire del 7/3/2010 |
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DA ROMA
Una bravata informatica di un cingalese di 19 anni, da tempo sotto cure psichiatriche, che aveva come scopo una gara per ottenere più contatti possibile sul social network di Internet. È quanto c’era dietro al gruppo-choc apparso nel febbraio scorso su Facebook intitolato «Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down: è l’unica fine che meritano questi parassiti», che aveva come logo la foto di un neonato disabile con la parola “scemo” scritta sulla fronte e che in poche poche ore era riuscito a raccogliere oltre 1.300 iscritti. La polizia postale di Roma e del compartimento di Catania hanno scoperto come il fondatore del gruppo, collocato nella categoria ’Salute e benessere’, che si nascondeva dietro gli pseudonimi di ’Il signore della notte’ e ’Il vendicatore mascherato’, ci fosse un giovane extracomunitario che vive vicino Roma che ha ammesso subito le sue responsabilità ed è stato denunciato per istigazione a delinquere. I proclami messi on line su Internet erano deliranti: «Perchè dovremmo convivere con questi ignobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? Come liberarci di loro? Usandoli come bersagli mobili o fissi, nei poligoni ». Secondo Antonio Apruzzese, direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, in realtà «l’obiettivo del cingalese era soltanto quello di creare scalpore per gareggiare con gli amici a chi organizzava gruppi che creavano più scandalo». Per gli investigatori, a spingere il diciannovenne «non c’era alcun preconcetto specifico contro le persone down, ma soltanto il desiderio di ottenere il maggior numero di iscritti al suo forum». «E l’obiettivo è stato raggiunto - osserva Apruzzese - anche se, per fortuna, la maggior parte degli iscritti si scagliava contro l’iniziativa ».
Scovato dalla polizia postale il giovane ha ammesso le sue responsabilità ma ha spiegato di avere aperto quello spazio provocatorio sul web nella speranza di avere il maggior numero di contatti possibili.
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