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Un’Aiart in buona salute, ma può e deve crescere
Ampia e qualificata partecipazione al Convegno quadri dell’Aiart. Dirigenti provenienti da 18 regioni e 42 province hanno discusso per un’intera giornata sul programma dell’Aiart (obiettivi, iniziative, strumenti e risorse). Fondamentale la partecipazione e la motivazione di tutti gli iscritti e dei responsabili delle strutture territoriali. Di Antonio Vitaliano
Nell’Assemblea Nazionale del novembre scorso l’Aiart ha ridefinito il programma per il triennio 2009–2012, partendo da un’approfondita analisi dei risultati conseguiti, dei problemi aperti, delle difficoltà organizzative e finanziarie.
In quella occasione si è convenuto unanimemente sulla crescita dell’Aiart, sul suo consolidamento, sul suo radicamento su tutto il territorio nazionale, sulla sua maggiore visibilità sui media, sull’accresciuta capacità di tutelare gli utenti dei media. Ma ai “voti positivi” di una sorta di pagella – stilata dal Presidente Borgomeo nella sua relazione – si devono aggiungere quelli negativi (limitata attività in alcune province con carenza di iniziative organizzative e scarsa crescita delle adesioni, segnali di calo di motivazione, e conseguente non soddisfacente partecipazione, difficoltà economiche della struttura nazionale, determinate anche dal notevole sforzo formativo, editoriale e organizzativo); ma, algebricamente, il risultato è largamente di segno positivo. Richiamandoci alla “pagella”, si può affermare che l’Aiart è “promossa” alla classe superiore.
Di questi problemi si è discusso a lungo nel convegno organizzato a Roma sabato 23 gennaio, nel centro dei Salesiani di via Marsala, al quale hanno partecipato oltre 50 dirigenti dell’Aiart, provenienti da 18 regioni e da 43 province. Il numero degli interventi (33) testimonia l’ampiezza di un dibattito di grande spessore politico-culturale che ha toccato tutti i temi del programma dell’Aiart, fornendo molti spunti di riflessione per rendere più incisiva ed efficace l’azione dell’Aiart, a livello sia nazionale, sia territoriale. E’ difficile riassumere tutti gli interventi. Né è possibile selezionarne alcuni, essendo tutti di grande rilievo e tutti interessanti per le analisi svolte e per le proposte operative tese a migliorare e rendere più efficace la complessiva iniziativa politico-culturale ed organizzativa dell’Aiart. Nel dibattito, svolto in un salone con tutti i partecipanti seduti intorno ad un quadrato formato da tanti tavoli, sono intervenuti: Luca Borgomeo (Comitato Presidenza), Francesco Bellaroto (Comitato Presidenza), Francesca Brossa (Torino), Rinaldo Di Silvestro (Torino), Rita Marchetti (Perugia), Abele Dell’Orto (Como), Gino Collenea (Napoli), Sergio Spini (Lecco), Ivana Ceccherini (Firenze e Comitato Presidenza), Pietro Schenone (Genova), Aldo Riso (Reggio Calabria), Gian Carlo Arbasini (Pavia), Giuseppe Antonelli (Regionale Puglia–Comitato Presidenza), Fabrizio Galimberti (Varese), Sante Mazzotta (Lecce), Paolo Bafile (Roma), Marisa Ferroglio (Regionale Piemonte e Comitato Presidenza), Gabriella Zago (regionale Veneto), Sandra Costa (Venezia e Comitato Presidenza), Licia Alonzi Carnicelli (Rieti), Oliviero Gorrieri (Ancona), Salvatore Rauseo (Brescia), Domenico Infante (regionale Basilicata e Comitato Presidenza), Ezio Tommasini (Verona), Giovanni Baggio (regionale Lombardia e Comitato Presidenza), Nicola Puggioni ( Sassari), Lorenzo Lattanzio (Macerata), Concetta Infante (Salerno), Michele Fierri (Potenza), Gianni De Marco (Roma), Edda Landucci (Pisa), Stefania Garassini (Milano), Cosma Ognissanti (Pisa). Il dibattito, concluso dal Presidente Borgomeo, ha affrontato molti aspetti della complessiva iniziativa dell’Aiart, sia a livello nazionale, sia territoriale, rilevando gli aspetti positivi (le oltre 150 mila firme raccolte “contro la violenza in tv”, le oltre 60 mila per una legge d’iniziativa popolare per introdurre nella scuola italiana l’educazione ai media, la crescita del numero delle denuncie per le violazioni di leggi e codice Media e Minori, l’azione contro la pornografia, la presenza dell’Aiart nel Comitato Media e Minori, la Presidenza del Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la campagna contro i video-giochi violenti, la crescita del numero delle strutture provinciali, il considerevole impegno formativo, (il successo del corso di Genova con la presenza del cardinal Bagnasco), il consolidamento della complessiva attività editoriale (la Parabola ha editato ben 17 fascicoli), Il Telespettatore, rinnovato nel’impianto grafico e con la copertina a colori, il sito web costantemente migliorato ed impostosi per la completezza dei dati e per i quotidiani aggiornamenti all’attenzione di un numero crescente di visitatori, l’attività svolta nel collegamento con le altre associazioni, i rapporti con l’EAVI, l’associazione europea degli utenti di audiovisivi, la presenza dell’Aiart al convegno europeo svoltosi a Bruxelles, nel quale l’Aiart – con una relazione del Presidente, invitato dalla Commissione Europea, - ha illustrato l’iniziativa politica ed organizzativa dell’Aiart. Su questi aspetti si è discusso a lungo, con suggerimenti e proposte finalizzate a rendere più incisiva l’azione dell’Aiart. In particolare si è ribadita la necessità di non considerare le raccolte-firme, molto importanti anche per la visibilità dell’associazione, iniziative “concluse”, ma invece da valorizzare per conseguire risultati concreti e tali comunque da “dare risposte” a quanti con grande impegno hanno “messo la firma” e soprattutto a quanti con grande sforzo organizzativo si sono impegnati nella raccolta delle firme. In più interventi si è poi ribadita la necessità di avviare, seppur gradualmente, l’iniziativa di monitoraggio dei programmi televisivi, a suo tempo ipotizzata (Millequartieri), e – per carenza di risorse economiche – non ancora avviata.
E’ stata indicata l’opportunità di iniziare il monitoraggio di alcuni programmi (informativi e di intrattenimento) con un numero limitato di centri di ascolto, ma con un coordinamento nazionale. Inoltre è stato richiamato l’impegno delle strutture territoriali a “controllare” i programmi serali e notturni delle tv locali, attivandosi nel denunciare le violazioni e di darne notizia alla stampa locale.
Da molti intervenuti nel dibattito è stato sollecitato un maggior impegno per un più efficace raccordo dell’Aiart (nazionale e locale) con gli uffici diocesani delle comunicazioni sociali, con le strutture scolastiche, con le associazioni di genitori e di famiglie. In particolare, anche nella prospettiva della Media-education nella scuola, è stato opportunamente sollecitato un rapporto con i CSA, con tutte le strutture scolastiche, con gli insegnanti di religione, per i quali l’Aiart dovrebbe avviare un vero e proprio piano organizzativo per promuovere la conoscenza delle nostre attività formative e per incentivare le adesioni.
Anche i rapporti dell’Aiart con i Corecom sono stati oggetto di molte riflessioni, a partire dal giudizio molto negativo sull’attività svolta da molti Corecom, sul loro ruolo “subordinato” alle logiche dei partiti, sulla scarsa efficacia di un’azione che, se svolta con efficacia, consentirebbe agli utenti dei media una significativa tutela. Da questa considerazione scaturisce l’impegno dell’Aiart di “pretendere” che i commissari dei Corecom siano “competenti” e “autonomi” dai partiti in modo da poter svolgere con autorevolezza quel ruolo di vere e proprie Autorità di Garanzia a livello regionale.
Particolare attenzione è stata rivolta alla necessità di “motivare”, “rimotivare” gli iscritti, vincendo diffuse aree di indifferenza e di indisponibilità ad un impegno volontario di grande valenza etica e sociale; cause queste che ritardano la crescita delle adesioni in alcune province e finiscono per ritardare la costante e continua crescita dell’Aiart. Non sono poi mancati suggerimenti per l’incremento delle risorse (a partire dal 5 per mille) sempre inadeguate rispetto alle finalità e alle ambizioni dell’Aiart.
Nel dibattito sono state illustrate le tante iniziative adottate dalle varie strutture sul piano formativo, su quello organizzativo, su quello della “visibilità” locale dell’Aiart: una ricca testimonianza di tante ( e diverse) azioni finalizzate a rendere l’azione dell’Aiart più efficace e incisiva. Azione che si muove sui tradizionali binari: 1)Denuncia e protesta. 2)Formazione, ricerca e studio. 3)Proposte concrete e azioni conseguenti di mobilitazione e pressione.
Dal confronto, libero e aperto, dei quadri dell’Aiart è – in definitiva – emersa con nettezza l’immagine di un’Aiart, consolidata e in crescita, ma consapevole dei suoi limiti e soprattutto del divario esistente tra la complessità e onerosità degli obiettivi fissati e la scarsa dotazione di strumenti e risorse.
Ma questa consapevolezza non solo non scoraggia l’Aiart, gli uomini e le donne dell’Aiart, ma li stimola a pensare di più, a mobilitarsi di più, ad impegnarsi di più.

 
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