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| In pieno Media-evo. Digito, ergo sum? |
Arriva l’i-Pad, uno strumento multifunzione che unisce in un solo oggetto diverse tecnologie. I nuovi mezzi digitali hanno modificato le abitudini degli utenti, creando velocemente nuove prospettive per l’informazione. Spente le luci della presentazione è giunto il momento della riflessione. Di Francesco Giacalone
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Dalla carta stampata all’informazione digitale. Nel 2010, secondo alcuni esperti del settore dell’informazione, assisteremo all’inizio di un declino irreversibile per la carta stampata. Chi sarà il killer del giornale "tradizionale"? Il primo sospettato è l’oggetto rivoluzionario lanciato dalla Apple: l’iPad, una moderna tavoletta elettronica simile ad un computer portatile ma più agile e tecnologico. Un apparecchio presentato da Steve Jobs, co-fondatore di Apple, sul palco dello Yerba Buena di San Francisco a un gruppo selezionato di 600 tra analisti e giornalisti di tutto il mondo. Le dimensioni dell’iPad dicono tutto: 680 grammi di peso per 1,27 centimetri di spessore. Uno schermo multi-touch da 9,7 pollici (circa 25 centimetri). Accolto da applausi e apprezzamenti, con questo nuovo apparecchio multifunzione a metà fra i computer e i telefoni cellulari evoluti, si potranno leggere le ultime notizie direttamente dai siti dei grandi giornali, dai blog, inviare e ricevere e-mail. Qual è la novità? Lo si potrà fare sfogliando comodamente le pagine on line in qualsiasi posto ci si trovi. Anche quì nulla di nuovo, anche l’iPhone, il gioiello lanciato in precedenza della Apple, permetteva di farlo. Allora quali sarebbero le novità? Il nuovo gadget di Apple, sarà davvero un oggetto rivoluzionario oppure verrà marchiato come “iFlop? Spente le luci della presentazione è giunto il momento della riflessione. Le aspettative sul nuovo oggetto del desiderio di milioni di fedelissimi della Apple erano davvero tante, e mentre il mercato dopo un inizio titubante di fatto premia l’azienda produttrice, il mondo si divide in due fazioni: da un lato chi non vede l’ora di poter mettere le mani sull’iPad, dall’altro i feroci detrattori del nuovo prodigio della tecnologia. Steve Jobs, anche questa volta, è riuscito a ottenere un’attenzione senza precedenti. In due anni e mezzo su Internet c’è stato un pullulare di ogni tipo di previsione, con azzardi che arrivavano a pronosticare per esempio la presenza di pannelli solari e una telecamera capace di riconoscere l’utilizzatore. Un eccesso di attese che è sfociato in un fiume di critiche. Cosa manca all’I-Pad? Siti specializzati si sono sbizzarriti nell’elencare i difetti: non c’è una videocamera, non è ergonomico, non ha il multitasking (la possibilità di compiere più funzioni contemporaneamente), e molto, molto altro. Limiti reali che forse non permetteranno a questo oggetto di fare la differenza. Può darsi, come è accaduto anche con il primo iPhone, che tra qualche mese arrivi una nuova versione di iPad con caratteristiche davvero vincenti, e che Apple abbia voluto anticipare i tempi per occupare il nuovo settore. Un’ ipotesi che circola in molti ambienti e che pone la questione se può valere la pena di aspettare prima di acquistare il nuovo prodotto. Ma resistere, per i tecnofili, non sarà facile. Perché di fatto, anche i più critici, l’iPad prima di giudicarlo vorrebbero davvero provarlo.
Lasciando da parte l’aspetto tecnologico e puntando l’attenzione sul settore dell’informazione, con l’iPad sarà possibile leggere il New York Times visualizzando i contenuti del giornale grazie ad una semplice applicazione. Un settore come quello della carta stampata, che nel 2009 ha accusato una flessione del 14 per cento, con la fruizione dei giornali tramite apparecchi come l’iPad non si risolleverà. Non è infatti solo una questione di “supporto”, cartaceo o elettronico. L’avvento della Rete e il suo utilizzo nei nuovi mezzi della tecnologia, modifica il modo di fare informazione, modifica le abitudini e il modo di lavorare dei giornalisti e crea nuove figure professionali. E’ opportuno ricordare che i giornali elettronici che sfoglieremo nel corso dei prossimi anni non potranno essere in alcun modo la nuova versione di quelli che leggiamo attualmente su Internet: dovranno presentarsi nuovi nei formati, nei contenuti, nella disposizione delle news, così da potersi fare accettare anche dagli utenti che richiedono notizie più vicine ai propri interessi. “C’è già posto sul mercato per un oggetto come l’iPad? Se lo è chiesto Steve Jobs al termine della presentazione della sua creatura. A giudicare dalle doti multifunzionali e soprattutto dalle modalità con cui le svolge, si pensa di sì. Si potrà, con un unico mezzo, scaricare e vedere film e video di ogni genere, ascoltare musica, sfogliare album fotografici, ma soprattutto libri e giornali. L’iPad grazie alle dimensioni più estese dello schermo si presta meglio alla lettura che un qualsiasi telefono cellulare. Probabilmente grazie alle versioni più aggiornate, che entreranno sul mercato nei prossimi mesi (o anni), potremmo modificare sia il modo di informarci che il modo di interagire con gli altri utenti della Rete.
Le transizioni nel campo della tecnologia, come sappiamo, possono essere più o meno graduali: ad un oggetto “semplice” possono bastare pochi anni per imporsi a livello mondiale (il classico esempio è il cellulare) e per altri più complessi serve molto tempo per entrare a far parte della vita quotidiana. Nessun nuovo mezzo ha mai comunque sostituito i precedenti; ce ne accorgiamo con la radio, che oggi ha trovato nuova linfa grazie al web. La parola chiave della tecnologia è rimediazione cioè la rappresentazione di un mezzo in un altro mezzo, ovvero l’utilizzo di alcune caratteristiche tipiche di un oggetto all’interno di un altro. Spesso ci riferiamo alla rimediazione dall’analogico al digitale, come la pagina di un portale web, rimedia quella di un quotidiano stampato. Le prospettive di un cambiamento ci sono tutte ma non è detto che basti. Per adesso Apple ha segnato una direzione e ha provato a farlo con un prezzo particolarmente basso, considerato la media dei prodotti dell’azienda di Steve Jobs. Tra un paio di mesi ci sarà il responso del mercato.
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