HOME  |  CONTATTI CHI SIAMO  |  ATTIVITA’  |  TV  |  INTERNET  |  CELLULARI - VIDEOGIOCHI  |  NEWS  |  DIBATTITO
 
     
 
NEWS
Rassegna Stampa Pagina 275 di 621 | << | >>
• Eventi
• Riviste AIART
• La Parabola
• Il Telespettatore
• Recensioni libri
• Comunicati Stampa
• Rassegna Stampa
• Il 5 per MILLE
• Saggi
• Rapporti sulla comunicazione
 
Iscriviti alla newsletter ISCRIZIONE NEWS LETTER
Invia questa pagina ad un amico INVIA QUESTA PAGINA
Cerca nel sito CERCA NEL SITO
 
 
Minzolini cambia conduttori: bufera Tg1
Si scatena un caso politico sugli avvicendamenti in video Centrosinistra e sindacati all’attacco, il Pdl fa quadrato. Garimberti scrive a Masi: può farlo, ma niente umiliazioni. Di G. Gra. dal sito di Avvenire del primo Aprile 2010
DA ROMA
È un normale avvicendamento. No, sono epurazioni belle e buone. Questo il succo di una polemica giornalistico-politica che ha al centro il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Qualche tempo fa era toccato al caporedattore centrale Massimo De Stroebel (area cattolica democratica). E ora la scure del ’direttorissimo’ si abbatte su tre storici conduttori: Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, anch’essi vicini al centrosinistra. E, particolare che ha destato molti sospetti, giornalisti che non hanno firmato una lettera di solidarietà al direttore durante la bufera del caso Mills. Minzolini non si scompone più di tanto: invoca i poteri del direttore nella scelta della squadra e respinge le accuse di epurazione. a Alla conduzione, spiega, «c’era gente da anni e anni, qualcuno si avvicina a quasi tre decenni in quel ruolo. È anche una questione d’immagine». La politica, a sentir lui, non c’entra. E nemmeno la firma in calce ai documenti. Bisognava svecchiare, anche per attrarre un pubblico di giovani. Una logica «aziendale », insomma, che secondo il direttore sta avendo i suoi frutti, con un 2 per cento di ascolti in più. Il comitato di redazione, ovvero il sindacato interno del Tg1, però non la pensa così e ribatte: «Anche quest’ultimo pacchetto di provvedimenti sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills». Con il cdr si schierano subito l’Usigrai e la Federazione nazionale della stampa. E il consiglieri di amministrazione della Rai vicini al centrosinistra:Rizzo Nervo e Van Straten. Mentre il presidente Garimberti ha scritto una lettera al direttore generale Masi, prendendo atto dei poteri del direttore, ma chiedendo garanzie perché le persone rimosse dall’incarico non vengano dequalificate. La bagarre si trasferisce immediatamente sul piano politico. Con gli uomini del centrodestra che fanno quadrato attorno al direttore e quelli del centrosinistra che amplificano e rilanciano l’accusa di epurazione. Due tra tutte. Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd: «Minzolini vuole trasformare il principale telegiornale della Rai in un Tg4 pagato dai contribuenti ». Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «Questa campagna contro Augusto Minzolini è ormai logora, mostra la corda, ed è sconfessata dai successi di ascolto del Tg1, che evidentemente danno fastidio alla sinistra».
(G. Gra.)

 
web project & design: adecom www.aiart.org