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E si fa sempre più incerto il futuro dei quotidiani
L’IPad, l’ultima straordinaria innovazione tecnologica sta invadendo il mercato degli audiovisivi. Di Alfonso De Lucia Lumeno
Il 28 maggio anche in Italia è stato messo in commercio il nuovo gioiellino di casa Apple: l’Ipad. Che ha riscosso immediatamente un successo planetario: Steve Jobbs, padre fondatore dell’ azienda informatica “Apple”, specializzata oramai in continue innovazioni nel campo dell’ alta tecnologia, ha annunciato di aver superato i 2 milioni di pezzi venduti alla fine del mese di maggio. L’ Ipad è un tablet computer portatile, in grado di riprodurre contenuti multimediali e di navigare in Internet. Uno degli elementi più interessanti ed innovativi è la possibilità che questo piccolo oggetto (appena 24 centimetri la grandezza dello schermo) offre di sfogliare e leggere anche le testate giornalistiche più famose del pianeta comodamente seduti sul diano di casa o in qualunque altro posto più aggrada. Tutto ciò è reso possibile grazie al multitouch, che permette con semplici tocchi di ingrandire qualsiasi parte del testo si desideri, e di leggere il tutto in modo chiaro e ben definito grazie a uno zoom molto elevato; tutti i contenuti poi sono ovviamente corredati da filmati, foto ed audio, rendendo così la lettura ancora più completa e gradevole. Corriere della Sera, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport: questi sono gli unici (per il momento) quotidiani nazionali, e tra i primi in assoluto, ad aver deciso di avventurarsi in questa nuova moda di fare comunicazione, cavalcando l’ onda della dilagante Ipad mania. I quotidiani si potranno leggere sfogliando pagina per pagina, esattamente come si è soliti fare con quelli “reali” cartacei, anche se ognuna con proprie caratteristiche e peculiarità. I meglio realizzati sono i contenuti proposti da La Repubblica, che permette di leggere gli articoli anche solo semplicemente in forma testuale, con una qualità grafica decisamente molto buona, permette al testo di ingrandirsi a piacimento e rende possibile godersi vari contenuti multimediali; quello del Times, che ha un livello di multimedialità decisamente elevato, possiede già parecchi contenuti video ed ha già nell’home page una guida illustrata per spiegare come funziona la lettura sull’Ipad; ed infine il New York Times è quello con un’impaginazione magistrale e di qualità, e punta a catturare l’attenzione dei lettori con contenuti di livello selezionati e confezionati ad hoc per l’Ipad. Altri giornali invece hanno deciso riprodurre sull’Ipad semplicemente una copia PDF del quotidiano stesso, senza contenuti aggiuntivi, uguale in tutto e per tutto alla versione originale cartacea. Per ora applicazioni e i diversi numeri della settimana sono scaricabili gratuitamente, ma è inutile illudersi che possa essere così ancora a lungo. Ma davvero gli Ipad possono sostituire, nel medio-lungo periodo, i giornali di carta, come noi comunemente li intendiamo? La speranza è quella che aggiunga ai lettori tradizionali, che scelgono l’edicola o l’abbonamento, una seconda ondata composta da lettori digitali, e che l’Ipad comporti semplicemente l’apertura a nuove modalità di fruizione delle notizie. Il rischio maggiore invece è che, col passare del tempo e delle generazioni, soppianti del tutto il modo classico di fare giornalismo, decretandone l’archiviazione e la totale scomparsa. Sicuramente non sarà la soluzione a una crisi, quella delle vendite nel campo dei quotidiani e dell’editoria, che è ormai diventata strutturale. Riusciranno le nuove tecnologie a infliggere il colpo mortale ai vecchi cari giornali? All’Ipad l’ardua sentenza.
 
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