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Il Tg di Mentana: cronaca e ritmo
Il giornalista ex Mediaset è tornato in video ieri sera alle 20 per condurre il «suo» telegiornale su La 7 Apertura con la tragedia di Messina, la visita di Gheddafi solo al quinto servizio: «Ecco cosa ci guadagna l’Italia». Di Mirella Poggialini dal sito di Avvenire del 31/8/10.
Persona e personaggio si contendono il ruolo, in tv: per la «fidelizzazione » che alcuni conquistano a suon di simpatia o di vivacità biografica, per la familiarità che assicura un posto a tavola a chi sovente ci entra in casa e si afferma con amichevole invadenza: e Enrico Mentana dalla sua lunga presenza a Mediaset ha acquisito quel tono colloquiale e volutamente semplice che lo fa diventare «uno di noi», come si è colto dalla sua introduzione : «Non è che cambino le cose da ieri a oggi!...». Nel suo nuovo ruolo di direttore e conduttore del Tg de La7, ieri sera alle 20 Mentana è apparso (nerl suo ritorno in video) sicuro e convincente: con il supporto non da poco di una scenografia scattante, divisa fra il verde e il blu, di primi piani enfatizzati da sovrapposizioni e luce intensa, della novità dei sottotitoli-sintesi che aprono e commentano gli argomenti con spiccia provocazione. Mentre Tg1 e Tg5 si dedicavano a Gheddafi e alla sua presenza a Roma, Mentana ha introdotto un fatto di cronaca «di rilevanza nazionale », annunciando un’intervista a uno dei protagonisti del dramma accaduto all’ospedale di Messina: e ha così dichiarato un’impostazione mirata all’emozione, per la sua «scelta concorrenziale». Taglio svelto, commenti volti a sottolineare contrasti e opposizioni (il duetto alternato fra Filippo Facci e Marco Travaglio sul tema «Cosa deve fare Fini?»): la novità non è stata soltanto la ricomparsa di Mentana nella sua nuova veste, ma l’impostazione del tg nel suo insieme e nel suo ritmo. E per lo spettatore la presenza del conduttore noto e sorridente, al di là della scrivania sagomata come un «sette», ha rappresentato probabilmente un ritrovarsi rassicurante ma persino imbarazzante per il tono da «come eravamo ». Ma è stata l’impaginazione dei temi e dei servizi a evitare possibile confusione: La7 ha proposto un tg dalle caratteristiche definite, in cui la cronaca ha avuto ruolo importante e anche la politica ha giocato sul dettaglio (le interviste a due infiltrate della rete fra le ’gheddafine’ accorse a Roma) ma ha allungato qualche colpo forte («Gheddafi in Italia, questione di soldi») e ha cercato domande provocatorie per definire la tensione sul «processo breve » («Perché importa a Berlusconi?»). La novità del passaggio del telegiornale anche su You-Tube, per catturare un pubblico nuovo orientato verso l’uso «on demand» e la tv sul PC, sarà da verificare con i dati. Ieri sera, mentre Mentana allentava la tensione scherzando con Gad Lerner e Vittorio Feltri ospiti del successivo In onda («Ecco il gatto e la volpe! ») si è immaginato il dato auditel della prima uscita del rinato conduttore.
 
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