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Tariffe postali, gli editori rilanciano l’allarme
Fieg: situazione insostenibile. Mediacoop: il governo convochi un incontro. Aiart: tante testate a rischio. Dal sito di Avvenire 14/9/10
MILANO. Editori all’attacco sul decreto tariffe. Dopo l’appello della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, anche la Fieg stigmatizza il ritardo nell’adozione del decreto sulle nuove tariffe postali e la drastica riduzione dei fondi pubblici al settore. «La situazione è insostenibile» scrive la Fieg in una nota. Dal primo aprile 2010 le imprese editrici sostengono un maggior costo del 120% per le spedizioni in abbonamento postale.

Un onere, fanno notare dalla federazione, «sopravvenuto in corso d’anno, e quindi assolutamente non previsto nei bilanci. A nulla sono valsi i tavoli politici e tecnici. Le imprese editrici si sono trovate sole a trattare con la controparte, Poste Italiane, che fornisce il servizio in regime di monopolio». Non solo, «gli editori sono stati costretti a negoziare le nuove tariffe mentre erano e sono già in vigore le tariffe piene». Ora la Fieg segnala la necessità di una «definizione sollecita del decreto di recepimento» dell’accordo siglato tra le parti a fine luglio, ma «in effetti esso ancora tarda, pur non comportando oneri, ma anzi un significativo risparmio per lo Stato.

Così si aggrava ulteriormente e senza necessità il danno delle imprese, in un momento in cui le imprese editrici sono in fase di severa ristrutturazione e i piani per uscire dalla crisi debbono poter contare su risorse certe». Un richiamo, quello della Fieg, rilanciato da Mediacoop, l’associazione nazionale delle cooperative editoriali, che ieri ha chiesto a Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, la convocazione di un incontro «per rendere noti gli orientamenti ed i possibili provvedimenti del governo a sostegno dell’editoria alle prese con una drammatica crisi». In particolare, nella lettera inviata al governo, il presidente di Mediacoop Mario Salani ha sottolineato come «i tempi dell’annunciato ddl di riforma dell’editoria siano incompatibili con la drammaticità della situazione». La preoccupazione, peraltro, si allarga ormai dagli addetti ai lavori all’opinione pubblica. Secondo l’Aiart, l’associazione dei telespettatori cattolici, «con le nuove tariffe postali sull’editoria si dà un grave colpo alle associazioni.Tante testate sono a rischio. È un vero bavaglio occulto all’informazione».

 
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