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«Grande fratello» č solo tv stantia
Dal sito di Avvenire del 20/10/10
Inevitabile come il raffreddore in autunno. Ma accolto con grida di esultante giubilo da una massa di giovani o presunti tali che della «casa» hanno fatto un mito. Cosa? Ma Il Grande Fratello undicesima edizione che su Canale 5 raggiunge coloro che agli inizi del programma erano alle elementari, e sono stati educati a liti e volgarità dalla tv più corriva. E che puntualmente hanno risposto all’appello e lunedì sera, all’esordio dell’annata, sono accorsi in 5.906000, share del 27,06%, serata vinta. (Ma è confortante che, per La ladra su Raiuno, 5.523 spettatori abbiano eluso il richiamo dei futuri divi, raggiungendo uno share del 18,28%). E chiamandosi ’reality’ ed essendo tutto ben costruito come finzione, ecco che il cast quest’anno, dopo tanti esempi trasgressivi o urtanti nelle edizioni precedenti, conta già fra i suoi sedici ospiti un trentenne che viene definito dal suo esser figlio (di un camorrista, ma lui che c’entra?) e un tale – che Signorini-grillo parlante stronca con ferocia – che fa, come dice, il «gigolò». Tanto per rassicurare chi non sappia, come è stato am-piamente diffuso, che i letti nella casa sono soltanto «matrimoniali», chi non abbia notato la cabina doccia trasparente, chi sospetti che si possa fare del reality con persone normali scelte a caso e non con professionisti dell’esibizione. Il coro degli strilli, come al solito, fa da sfondo a un garbuglio di abbracci falsi, di eliminazioni con tante scuse, di aggressività armata di sorrisi. E lo spettatore-per-forza non può che sbadigliare, notando quanto tutto il nuovo sia vecchio, aderente a modelli già usurati, scontato e prevedibile. È un assurdo, una ’nuova puntata’ che rispecchia pari pari le dieci già viste. Tutto già visto e sentito. Dove sono le idee nuove, la creatività italiana? Probabilmente ultimo paese in cui i fantocci del reality si aggrovigliano ancora, noi restiamo in attesa: vogliamo il nuovo, ma ne abbiamo paura.
 
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