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| Quando gli utenti denunciano |
Di Alfonso De Lucia Lumeno
E’ di questi giorni la notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pm Stefania Buda, con l’accusa di atti osceni, del legale rappresentante di Telecapri. L’inchiesta è nata ed ha avuto seguito proprio grazie all’esposto di alcuni cittadini che lamentavano la messa in onda di film hard dall’alto tasso erotico e dall’esplicito contenuto, in certi casi anche violento. Telecapri, emittente televisiva privata della Campania, leader del versante tirrenico del Meridione, non era certo nuova ad “iniziative” di questo genere: è da anni infatti che in chiaro e in tutta tranquillità, tutte le sere, anche nelle ore per legge considerate “a fascia protetta”, vanno in onda film di questo tenore. In barba a qualsiasi legge e regola, come il decreto legislativo voluto nel 2007 dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che vieta la trasmissione di immagini hard in tv, ore notturne comprese, pena multe salate (dai 5 ai 50mila euro) per i trasgressori; il divieto si estende a tutte le emittenti, pubbliche e private, nazionale e locali, via satellite e via cavo. Ma evidentemente le sanzioni non vengono applicate ai trasgressori di tale norma, o sono ben poca cosa in confronto ai ricavi stimati dalla messa in onda di film vietati ai minori. E così Telecapri ha potuto agire indisturbata, finchè un gruppo di telespettatori ha deciso di dire basta: si era superato il limite della normale decenza ed accettazione. E’ auspicabile che non sia solo un fuoco di paglia estemporaneo, ma che le regole vengano rispettate e si abbia da ora in poi un maggiore tutela per la visione dei programmi in televisione.
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