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| Eccoci a Natale, Paradigma educativo misterioso |
Il Natale, è giustamente definito da qualcuno come “ il momento culminante della pedagogia divina, infatti Dio si decide all’estrema scelta educativa: farsi uno di noi. La sua Parola svela il senso della vita e la sua testimonianza la rende credibile e accessibile”. Di Don Amilcare Gambella
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Siamo giunti, come ogni anno, a Natale, ed oggi, è necessario leggere questo evento sempre diverso, con l’istanza educativa espressa nell’ultimo documento della CEI (Educare alla vita buona del vangelo) per un impegno urgente e proficuo che ci coinvolga tutti nel prossimo decennio, ne intensifichi la riflessione e l’azione,sempre illuminate dal mistero dell’Incarnazione.
Il Natale, è giustamente definito da qualcuno come “ il momento culminante della pedagogia divina, infatti Dio si decide all’estrema scelta educativa: farsi uno di noi. La sua Parola svela il senso della vita e la sua testimonianza la rende credibile e accessibile”.
Mentre Gesù convive con i suoi contemporanei, facendosi totalmente uno di loro, da a tutti noi una lezione che varca i confini del tempo, da Lui stesso segnato “Uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8;).
Non lasciamo passare invano questa lezione magistrale che ci invita a quell’unica dimensione essenziale della comunione, ricca di potenzialità nella dinamica fiduciosa delle relazioni quotidiane, sia in famiglia che nella società, nelle relazioni personali, nella stessa comunità parrocchiale.
La CEI ci ricorda come le famiglie, lasciate sole sono incapaci di affrontare adeguatamente le sfide educative, i genitori possono diventare preda di un senso di solitudine, inadeguatezza, impotenza, e le stesse comunità parrocchiali possono sentirsi impossibilitate nella testimonianza di Fede.
L’esortazione è di tornare a “su connottu”, per un più consapevole ripercorrimento e assunzione delle radici, segno e strumento di sempre per accogliere, dialogare e “trovare le vie per instaurare rapporti di amicizia e offrire risposte alla sete di Dio che è presente nel cuore di ogni uomo” (CEI…)
Dalla fraterna e gioiosa condivisione dei doni che Dio ci fa, può venire la novità positiva per contrastare l’emergenza educativa, che è anche emergenza pastorale, senza dimenticare che ciascuno di noi ha fragilità, pochezza e stanchezza, ma è anche vero che nessuno deve rispondere a compiti più grandi di lui e che Gesù non abbandona mai, tanto da farci diventare capaci di testimoniare i doni ricevuti, cioè quella “Fede, radice di pienezza arcana, amica della libertà, dell’intelligenza, dell’amore...capaci anche di rendere buona la vita…di superare il vuoto di senso della nostra società”(CEI…).
Servire e testimoniare il Vangelo vuol dire amare e lasciarsi amare, come dice il nostro slogan in altre parole “chi ama educa, chi educa si educa, chi si educa ama, chi ama educa…” mettendo ciò in pratica non sarà soltanto un nuovo Natale, ma Natale, la Redenzione dell’umanità, della nostra umanità.
Dio benedica le vostre Famiglie e le ricolmi del giusto lavoro, della buona salute, della ricca armonia…della buona vita.
Grazie per la vostra disponibilità.
Don Amilcare
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