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| Pił equilibrio nei dibattiti politici in Tv |
In un difficile periodo di transizione politica, in cui parole infuocate e gesti non consoni la fanno da padrone, spesso nei vari talk show televisivi, occorre rilevare un preoccupante e costante sfaldamento dell’etica professionale in chi tali programmi conduce.
Lontani ormai i tempi in cui giornalisti volutamente o forzatamente super-partes animavano i dibattiti politici, non è una novità affermare che oggigiorno sono molti i professionisti dell’informazione che si lasciano tentare da una partecipazione attiva, per non dire faziosa, al confronto in corso. Per alcuni dei più noti: Vespa, Santanchè, Fede, Gruber, Liguori, Floris, Lerner, ma anche gli ultimi arrivati Telese e company e alcuni dei pur bravi giornalisti di “Omnibus”.
Che dire poi, quando si constata una condizione impari nel numero degli inviati, sicchè alcuni gruppi ideologico-politici appaiono più numerosi rispetto ad altri di matrice contraria e con ciò palese favoritismo?
Una cosa è evidente! In queste condizioni lo spettatore è impossibilitato a costruirsi un’opinione equilibrata sugli argomenti trattati con tutte le conseguenze che ciò comporta sulle sue scelte professionali e sul diritto di esercizio della democrazia che tali premesse vengono ad inficiare.
Gruppo Aiart Frosinone
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