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Rete4, da tv per famiglie al porno
Dalla rubrica l’Indice di Avvenire del 2/4/2011 di Mirella Poggialini
Era davvero necessario proporre su Rete 4, rete Mediaset «per famiglie», una interminabile serata di promozione del «porno» in tutte le sue esemplificazioni? La goffa trasmissione di giovedì in prima serata, che Claudio Brachino, con un entusiasmo da rivolgere a miglior causa, ha dedicato alla rievocazione di Moana Pozzi, intervistando e raccontando di pornostar «emerite» e definendo in ogni senso l’attività di chi al porno si dedica, ha meravigliato lo spettatore-tipo della rete. Evidentemente l’andazzo degli ultimi tempi, in cui la sessualità è interpretata e descritta ovunque - e anche in tv - con la massima volgarità, ha colpito e trascinato il conduttore verso una trasmissione tediosa e imbarazzante, nella quale si svisceravano inclinazioni e tendenze, e Vera Slepoj e Francesco Alberoni, con evidente disagio, cercavano di puntualizzare situazioni e valutazioni. Via via scivolando, con il procedere delle ore, verso servizi e interviste esplicite, il programma ha seguito l’inclinazione attuale verso un’indulgenza ambigua - quella che cambia nome ad attività di dubbia legittimità per creare consenso - e intervistando Cicciolina e Rocco Siffredi ha mirato al «politicamente corretto» per sollecitare, ove fosse necessario, curiosità invadenti, quasi a giustificare e a promuovere una conoscenza che - come è stato notato dagli opinionisti - è già fin troppo dilagante su Internet. Lasciando intendere che il tema verrà ancora trattato, il conduttore ha concluso, ben oltre la mezzanotte, il suo cospicuo lavoro «di indagine», in cui un ampio corredo di immagini ha documentato personaggi, attività, luoghi, modi e situazioni. Nonostante il tema, scelto nella speranza di attirare facile pubblico, gli spettatori sono stati pochi: 1.021.000, share esiguo del 4,51%. Forse il prossimo Top Secret sceglierà temi veri senza perdersi in banali «scorciatoie».
 
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