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| Psicologi anti bullismo su facebook |
Iniziativa dell’ospedale Fatebenefratelli: contatti mail e social network per i ragazzi difficili. Al centro del progetto Zheng, che si propone di trovare una risposta alle tante forme di disagio giovanile, vi è l’utilizzo dei social network, uno su tutti facebook, inteso come strumento principale per avvicinarsi al mondo dei ragazzi. Di Ilaria Solaini dal sito di Avvenire dell’11 Maggio 2011.
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Per un europeo prendere un taxi in Cina, senza aver su bigliettino la destinazione, scritta in ideogrammi, è come per un adulto relazionarsi a un ’nativo digitale’, in piena adolescenza. La comprensione è difficile, poiché il dialogo avviene in due linguaggi diversi. È la metafora ’rubata’ ad Alessandro Calderoni, formatore di professione e ideatore del progetto ’Zheng: un amico, un aiuto’, in collaborazione con l’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Al centro del progetto che si propone di trovare una risposta alle tante forme di disagio giovanile vi è l’utilizzo dei social network, uno su tutti facebook, (secondo gli ultimi dati Istat il 93% degli under 20 utilizza proprio il social network inventato da Mark Zuckerberg), inteso come strumento principale per avvicinarsi al mondo dei ragazzi, nel periodo di non sempre facile transizione, l’adolescenza.
Un’idea, dunque, innovativa e in linea coi tempi, quella sottesa a Zheng, nome di un condottiero cinese tanto evocativo da attirare, prima ancora del lancio ufficiale del personaggio virtuale già 26 ’amici’ tra gli internauti più giovani e abili. Veniamo ai contenuti del progetto: «C’è una fan page – spiega Calderoni – dedicata agli adulti per informarli sul progetto. E poi c’è la pagina del profilo del personaggio Zheng, a cui i ragazzi tra i 13 e i 20 anni possono chiedere l’amicizia». Come su tutte le pagine di facebook, aggiunge il professor Luca Bernardo, direttore del Dipartimento materno-infantile del Fatebenefratelli, è possibile interagire sulla bacheca, ma anche mandare dei messaggi privati, qualora si senta il bisogno di avere dei chiarimenti specifici. Se nelle email sarà un gruppo di giovani psicologi del Fatebenefratelli a rispondere ai dubbi degli adolescenti, nelle chat di supporto, attive per due giorni alla settimana (martedì e giovedì) prevarranno le chiacchiere coi coetanei. «La minima differenza di età rende più facile la comprensione – spiega Calderoni che ha studiato modelli simili di interazione online già funzionanti in Canada e Usa – e il linguaggio comune dei nativi digitali permette di aprirsi con meno difficoltà». Zheng, dunque, tenta di dare una risposta a tutti i generi di disagio, dalla droga all’alcol fino al bullismo, ma è soprattutto a quei ragazzi che soffrono dell’assenza «di punti di riferimento in famiglia e a scuola e della mancanza di futuro – continua Bernardo – che li spaventa, rendendoli più fragili e aggressivi» a rivolgersi.
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