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ĢIl 50% dei bambini vede tv col bollino rossoģ
L’allarme lanciato da uno studio presentato a Roma: «Troppi figli sono lasciati soli davanti al video» Tonino Cantelmi, presidente degli psicologi cattolici: «La sfida è recuperare i rapporti umani». Da Avvenire del 12/6/11

L a metà dei bambini italiani ha la tivu in camera e confessa di vedere tranquillamente film da bollino rosso.

L’allarme è stato lanciato ad un convegno su Internet e sulle sfide della modernità organizzato all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Dati alla mano, gli esperti hanno anche rilevato che il 60% dei bambini ha Internet in camera da letto, lo usa quasi tutti i giorni e ha un profilo sul social network. «La grande sfida, agli inizi del terzo millennio, è quella di recuperare i rapporti umani. È quella di ritrovareun’autentica comunicazione, che troppo spesso oggi viene sostituita da una fredda
connessione», ha osservato Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. Cantelmi, sottolinenando i «lati positivi» delle nuove tecnologie, ha ammonito: «l’importante è che non si sostituiscano alla realtà della vita quotidiana, al valore di un abbraccio vero e di una stretta di mano».

Lo psicologo dello sviluppo Daniele Mugnaini ha spiegato che «i bambini italiani stanno quasi dueore al giorno davanti alla tivu. Quasi la metà ha il televisore in camera da letto, dice di non poterci rinunciare e vede tranquillamente film col bollino rosso; la maggioranza gioca ai giochi elettronici e ha Internet in casa. Il 60% di questi ha Internet in camera da letto, lo usa quasi tutti i giorni e ha un profilo sul social network».

Tra gli stimoli con cui bambini e adulti sono bombardati, ha rilevato Mugnaini , compaiono molto «l’oggettificazione della donna (anche in certe bambole, in diversi giochi elettronici enell’abbigliamento), la collocazione del rapporto sessuale in relazioni disimpegnate, la sessualità spettacolare (anche nelle pubblicità e nei video musicali), ricreativa, casuale, sempre vincente e sempre più connotata da violenza e istintualità». La psicoterapeuta Beatrice Toro ha parlato del triste fenomeno dei siti a favore dell’anoressia che «rappresentano uno dei tantissimi nodi di intreccio tra web, psicologia e psicopatologia. In questi blog e siti, le ragazze gareggiano per perdere peso, si fotografano e mettono on line i loro’progressi’. È un’immersione entro logiche che sembrano ricalcare, in parte, miti normali: la magrezza, la bellezza, l’estetica a ogni costo. Non a caso, chi gestisce i siti non si ritiene una persona che soffre di un disturbo, ma piuttosto, un individuo che ha liberamente scelto uno ’stile di vita’ anoressico, una filosofia della perfezione. Un modo di rendere innocue e trasgressive, nel contempo, le patologie alimentari, che vengono trattate come personaggi, semidivinità o, semplicemente, amiche». 
(R. Sp.)


 
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