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| Media e minori: una tutela inadeguata ed inefficace, aggravata dalla recente delibera dell’AGcom |
Una generale sottovalutazione della gravità del problema. Tante parole, pochi fatti. Anzi, la situazione è peggiorata dopo la delibera n.148/11/CSP del 30/5/11 dell’Agcom che ha archiviato un procedimento nei riguardi di Sky Italia S.r.l. che aveva mandato in onda, sul canale satellitare Sky Cinema 1, un film vietato ai minori di 14 anni. Di Domenico Infante, Segretario del Comitato di presidenza nazionale dell’Aiart.
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Media e minori, una tutela inadeguata ed inefficace, aggravata dalla delibera AGcom.doc |
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Chi si prende cura della tutela dei minori dall’aggressività dei media? Se si fa una ricerca attenta, si scoprirà che esistono moltissimi tra enti, istituzioni e associazioni che si occupano di questo problema, tra cui anche l’Aiart; tuttavia, guardando in maniera più approfondita, si scopre che di attività che possono incidere efficacemente ce ne sono veramente poche. Abbondano documenti, manuali d’uso, comitati, conferenze stampa, convegni, corsi di formazione ma se si stringe, di tutte queste iniziative quelle che hanno carattere di continuità e organicità sono rare.
In realtà la tutela dei minori va fatta con l’ausilio di strumenti legislativi specifici, con la repressione delle violazioni ai codici e attraverso la predisposizione di percorsi formativi organici che accompagnino i giovani lungo la loro vita scolastica.
A tale scopo l’Aiart, che pure dedica molte delle sue attività a scopi formativi, ha realizzato una iniziativa di grande respiro raccogliendo, tempo addietro, oltre 50000 firme per proporre una legge di iniziativa popolare per introdurre nella scuola italiana la Media education. Purtroppo questa proposta, fino ad oggi, non ha sortito nessun effetto forse per la distrazione della politica preoccupata di altri problemi più urgenti.
A nostro giudizio, invece, il problema della formazione all’uso responsabile dei media e la tutela dei minori sono argomenti etici necessari per il rispetto della dignità umana sin dall’infanzia; la formazione diventa un provvedimento addirittura strategico per le sorti della futura società civile. La formazione scolastica curriculare risulta assolutamente prioritaria per i giovani in quanto essi, pur avendo grandi competenze nello “smanettamento” dei nuovi strumenti di comunicazione, sono fortemente esposti ai rischi della navigazione web, oggi fatta in maniera intensiva attraverso i social network. Queste competenze, nella gran parte dei casi, le hanno acquisite dai loro stessi compagni essendo rare le occasioni di un apprendimento sistematico presso i luoghi di formazione istituzionali quali sono le scuole. D’altra parte i genitori, anche a causa dei ritmi frenetici della vita, dedicano pochissimo tempo ai loro figli e non hanno le necessarie competenze digitali per supportarli. Le conseguenze di questa situazione sono tantissime fino ad arrivare a vere e proprie patologie per cui oggi, anche in Italia, stanno nascendo cliniche per il recupero dalla dipendenza da internet. Questa situazione è coerente con la cultura tutta italiana di saper gestire solo l’emergenza mentre sarebbe, invece, necessario mettere mano ad interventi educativi preventivi, destinando risorse adeguate e offrendo ai giovani un percorso formativo di cultura digitale al fine di metterli in condizione di affrontare con sicurezza e competenza le sfide impegnative del futuro.
Ma anche la tutela dei minori nella verifica della sussistenza di violazioni oggi viene esercitata con molta fatica a causa di strumenti legislativi inadeguati. Ci riferiamo, ad esempio, all’attività del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e Minori che valuta le segnalazioni dei cittadini sulle trasmissioni televisive che violano tale Codice. Infatti questo Comitato, spesso, è messo nella quasi impossibilità di lavorare, perché nella sua strutturazione viene a verificarsi una coincidenza tra controllori (propri componenti) e controllati (emittenti televisive che esprimono un terzo degli stessi componenti) che finanziano lo stesso Comitato. D’altra parte il Codice di autoregolamentazione TV e Minori, che è uno strumento che si sono date le emittenti televisive pubbliche e private, nazionali e locali, per migliorare la qualità delle trasmissioni dedicate ai minori, è valido solo per la violazioni televisive e non per tutti i Media verso i quali i componenti del Comitato Media e Minori dovrebbero operare. Questa situazione è stata determinata da una riforma mai completata per cui oggi rimane, sostanzialmente, scoperto tutto il settore degli altri media di cui non ha competenze il citato Comitato Media e Minori. Peraltro, lo stesso Codice di autoregolamentazione TV e Minori è ampiamente superato dai tempi essendo le tecnologie di emittenza televisiva profondamente mutate a causa dell’utilizzo di internet per fare TV, del digitale terrestre e delle piattaforme satellitari per cui tutto questo settore, che è televisivo a tutti gli effetti, rimane scoperto ai fini di un’efficace tutela dei minori. Ma c’è di più. Al di fuori dei limiti regolatori del Codice di autoregolamentazione TV e Minori, spesso e volentieri, esiste il Far West televisivo costituito da certe trasmissioni (pornografia), nazionali o locali, che violano palesemente il Codice Penale ed anche l’art. 21 della Costituzione, per cui oggi la passano liscia senza essere sanzionate, semplicemente, perché sono ignorate. E queste violazioni non è che non interessano la tutela dei minori perché sappiamo fin troppo bene che non è più sufficiente limitare la vigilanza all’intervallo orario dalle 7,00 alle 22,30, previsto dal Codice, ma occorre ben altro da mettere in campo.
Ma nei giorni scorsi si è verificato un fatto gravissimo che va ad allentare ulteriormente la tutela dei minori da parte dei Media, depotenziando ulteriormente la pur limitata azione che il Comitato Media e Minori mette in campo, con dedizione e professionalità da parte di tutti suoi membri. E precisamente trattasi della Delibera n.148/11/CSP del 30 maggio 2011 dell’Agcom che ha archiviato il procedimento nei riguardi di Sky Italia S.r.l. nei riguardi della quale il Comitato Media e Minori aveva adottato una risoluzione di violazione per aver trasmesso sul canale satellitare Sky Cinema 1, in data 11 giugno 2010 dalle ore 21, il film vietato ai minori di 14 anni dal titolo “Uomini che odiano le donne”. Questo gravissimo atto viene commesso nonostante a tutela dei minori il Decreto Romani stabilisca: “I film vietati ai minori di anni quattordici non possono essere trasmessi, sia in chiaro che a pagamento, né forniti a richiesta, sia integralmente che parzialmente, prima delle ore 22.30 e dopo le ore 7.00” (Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, Art. 34, comma 4). Un conseguenza prevedibile è che anche le altre emittenti, che gestiscono pay-tv e che fino ad oggi si sono attenuti al Decreto Romani, saranno autorizzate a mandare in onda trasmissioni vietate ai minori di 14 anni nella fascia oraria di televisione per tutti con utilizzo di parental control.
Purtroppo, la tutela dei minori nel campo dei media, con questi ultimi provvedimenti, si riduce ad un esercizio applicativo unicamente per alcune emittenti con servizi di media audiovisivi lineari (quelli relativi alla televisione tradizionale) restando scoperta la tutela per la parte rimanente dei servizi lineari e per tutti quelli non lineari (servizi di televisione a richiesta che i telespettatori scelgono di vedere). Già non c’era molta determinazione a voler modificare il sistema generale di tutela da parte del Ministero competente e da parte delle emittenti televisive tradizionali, il cui interesse unico è quello di realizzare solo il business. Oggi vengono superate addirittura le leggi del Parlamento poste a presidio della tutela dei minori e non è certamente un passo avanti per la società italiana.
A questo punto, oltre a riservarci come Aiart tutte le possibili azioni per far fronte a questa ulteriore emergenza, facciamo appello anche alle istituzioni educative, pubbliche e private, laiche e religiose affinchè non passi un provvedimento così iniquo e foriero di sciagure.
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