|
|
| La fede va in scena al festival di Lucca |
È la seconda volta che accade. Due sono infatti le edizioni di Teatri del Sacro, la manifestazione che dal 19 al 25 settembre che si terrà a Lucca. In scena 27 spettacoli scelti tra 226 proposte Pompili: «il teatro è l’ambito di una nuova pedagogia, assimilabile a quella delle parabole evangeliche». Sozzi: «Anche autori non credenti si misureranno col sacro». Di Mimmo Muolo da Avvenire del 14/9/11
|
 |
Per una settimana Lucca diventa la capitale italiana del teatro. È la seconda volta che accade. Due sono infatti le edizioni di Teatri del Sacro, la manifestazione che dal 19 al 25 settembre avrà come palcoscenico la «città toscana delle cento chiese» e che presenta un cartellone ricco di 27 spettacoli in prima nazionale, oltre cento artisti coinvolti, sei spazi di rappresentazione in sette giorni di programma.
Numeri importanti, dunque, per un evento che mette sotto i riflettori i temi della spiritualità, della tradizione sacra, della ricerca interiore e della religiosità popolare. La rassegna biennale, ideata e realizzata dalla Federgat (la federazione dei gruppi di attività teatrale) e dalla Fondazione comunicazione e cultura, in collaborazione con il Servizio nazionale per il Progetto culturale, l’Ufficio comunicazioni sociali della Cei e l’Acec (che raggruppa le sale della comunità), si avvale anche del sostegno del Ministero per i beni culturali. Ieri a Roma la presentazione ufficiale in conferenza stampa. E come ha sottolineato monsignor Domenico Pompili, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della Cei, sono diverse le ragioni che hanno spinto la Chiesa italiana a investire nel teatro: «La corporeità, caratteristica del palcoscenico, assente invece negli altri medium; la concretezza che permette l’incontro tra le persone, la forza simbolica e l’intersezione fra arti diverse». In sostanza, ha spiegato Pompili, «il teatro è l’ambito di una nuova pedagogia, assimilabile a quella delle parabole evangeliche». Lo si evince chiaramente anche dando un’occhiata ai diversi filoni del cartellone (sul quale riferiamo più diffusamente qui a fianco). Si va da riletture di grandi figure bibliche (Ruth, Giobbe, Lazzaro) a veri e propri ’ritratti’ mariani che prendono spunto da opere di autori contemporanei (Erri De Luca, Aldo Nove), a figure di santi (Francesco, Giuliano), colti con uno sguardo attento all’attualità. Non manca, però, ha spiegato il direttore artistico della Rassegna, Fabrizio Fiaschini (che è il presidente della Federgat), il sacro inteso «come spiritualità, ricerca di fede, domanda di senso nella vita di tutti i giorni». Ed è questa, sicuramente, la novità più importante della II edizione di Teatri del Sacro.
«Dopo il successo dell’edizione d’esordio e la crescita complessiva delle realtà che fanno teatro all’interno della comunità ecclesiale – ha ricordato il responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale, Vittorio Sozzi – la Rassegna diventa un’occasione anche per le professionalità non dichiaratamente credenti di misurarsi con i temi del sacro che riguardano tutti gli uomini, indistintamente». In tal senso, ha auspicato Sozzi, «l’esperienza di Lucca è da ripetersi anche in altre realtà del territorio». Gli spettacoli di due anni fa hanno avuto infatti una circuitazione nelle sale della comunità per un totale di 300 repliche, come ha ricordato Francesco Giraldo, presidente dell’Acec. E ovviamente si punta a migliorare per questa edizione. I 27 spettacoli che saranno rappresentati a Lucca sono stati scelti dalla Commissione giudicatrice del concorso tra 226 proposte provenienti da tutta Italia. Venti sono i veri e propri vincitori, divisi tra le due categorie delle compagnie di professionisti e quelle amatoriali. Sette invece sono «progetti speciali, che – spiegano gli organizzatori – si sono distinti per la particolarità dei linguaggi e dei temi proposti».
|
 |
 |
|
|
|