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Sul web la metà degli italiani. Il 44% dei giovani cerca news
I dati dell’ultimo rapporto Censis sull’uso dei media nell’era digitale. Tv e radio sempre in testa ma internet si avvicina. Soprattutto nella fascia tra i 14 e i 29 anni. Il 18% legge giornali on line, il 65% usa i motori di ricerca. Il boom dei social network. Cosa si cerca di più? Strade e località. Da IL GIORNALE DI VICENZA dell’01/10/2011
E’ un’Italia che continua a guardare molto la tv (con l’arrivo del digitale oramai divisa in molti canali) ma dove finalmente il 50% usa internet, che ha il record di telefonini (siamo a 25 milioni) e dove solo il 47% delle persone legge giornali su carta e oltre il 50% ha una linea adsl per il web a casa, il 36% si collega a siti internet d’informazione e il 18% legge i giornali on line. Sono i dati contenuti nel 9° rapporto sulla comunicazione del Censis-Ucsi, "I media personali nell’era digitale" (Leggi la sintesi del rapporto dal sito primaonline).

Detto che la principale fonte di informazione resta il telegiornale (80%), ora c’è un 65% di italiani che usa i motori di ricerca su internet. La metà circa del Belpaese non ha confidenza con internet e i media digitali (tv esclusa), percentuale che cresce con il crescere dell’età (sopra i 65 anni siamo quasi al 90%).

Il 36,6% degli italiani usa i siti web d’informazione (con una punta del 44% tra i giovani) e come si diceva il 18,2% si informa sulle testate giornalistiche on line. Sempre tra chi ha tra i 14 e i 29 anni il 40% segue la web tv e una percentuale simile le tv satellitari.

Secondo il Censis i motivi della scarsa propensione alla tecnologia delgi italiani, almeno rispetto al resto d’Europa, è legata tra l’altro ai prezzi ancora troppo alti delle connessioni, alla limitata diffusione della banda larga, alla pubblica amministrazione ancora poco digitalizzata.

Ma nella ricerca ci sono molti altri dati: dal giudizio che la gente dà ai giornalisti (poco indipendenti e affidabili, troppo spregiudicati ma abbastanza informati), a quello dei media più affidabili: internet e la radio in testa, ultima la tv. Con un voto che va da 1 a 10, la media di tv e carta stampata ahimè è sotto la sufficienza con un 5,74, ma qui va fatta una distinzione: i giovani tendono ad avere più fiducia, e danno un voto di 6,25 ai giornali su carta e di 6,12 alla tv.

Quanto ai social network, stilando una classifica in base alla popolarità, ecco i risultati: Facebook (65,3%) risulta essere il più conosciuto insieme a YouTube (53%); seguono Messenger (41%), Skype (37,4%) e Twitter (21,3%).

C’è poi un intero capitolo dedicato alla funzione di internet nella vita quotidiana e nel giudizio che si dà della rete libera. L’uso più frequente, dice il Censis «è quello che permette di trovare strade e località: il 37,9% lo ha fatto almeno una volta nell’ultimo mese, grazie anche a smartphone e tablet, specie nelle grandi città (il dato sale al 60,5% nei centri con più di 500mila abitanti). Al secondo posto, ascoltare musica (26,5%). Anche l’home banking sembra aver preso piede definitivamente nel nostro Paese: lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web si colloca al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5%).

Fare acquisti (19,3%), prenotare un viaggio (18%), comprare un libro o un dvd (6,2%) sono attività che non coinvolgono ancora quote massicce di utenti di Internet. Le possibilità che potremmo definire di una certa rilevanza pubblica, quali sbrigare pratiche con uffici amministrativi (9,7%) o prenotare una visita medica (3,9%), appaiono decisamente meno battute dagli internauti.

Se poi la ricerca di un lavoro attraverso la rete non interessa gli anziani (1,1%) per ovvie ragioni, il dato rilevato a livello nazionale è pari al 12,3%, che sale al 26,8% tra i giovani (che però comprendono chi ancora è studente) e al 41% tra i disoccupati.

Infine, effettua telefonate attraverso Internet (tramite Skype o altri servizi voip) il 10,1% degli italiani che si connettono, soprattutto i giovani (14,8%) e le persone più istruite (14,5%)».

Poi ci sono i vizi e le virtù della rete: secondo gli italiani l«l’83,8% del campione riconosce a Internet il merito di permettere a chiunque di esprimersi liberamente. Al tempo stesso, l’83,3% lamenta il fatto che nel web circola troppa “spazzatura”, riferendosi a blog e video fatti in casa. Quello che viene riconosciuto come il merito principale della rete si trasforma nel suo più grande limite: permettere a tutti di esprimersi liberamente fa sì che sulla rete circoli anche materiale di dubbia qualità. Che quello di dar voce a chiunque, a prescindere dall’autorevolezza o dalla Fondazione Censis e dalla qualità del contenuto che si vuole diffondere, sia il merito maggiore di Internet è sostenuto in larghissima misura dai giovani (il 94,1% è “molto” o “abbastanza d’accordo”) e dai soggetti più istruiti (87,1%), meno dagli anziani (75,7%).

Strettamente connessa al tema della libertà di espressione che il web concede a chiunque è l’opinione secondo la quale la rete è un potente mezzo al servizio della democrazia: il 76,9% degli italiani si è dichiarato “molto” o “abbastanza d’accordo” con tale giudizio. E a tutti è noto il ruolo avuto da Facebook e Twitter come “ripetitori” in Occidente delle voci e delle immagini del dissenso in Stati governati da regimi autocratici. Una tale sensibilità nei confronti di Internet quale possibile canale per diffondere la democrazia o contribuire a renderla più matura è propria in maniera più convinta dei giovani (82,9%) e dei soggetti più istruiti (81,2%)».
 
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