|
|
| Se la tv vince con le «piccole cose» |
Dalla rubrica L’Indice di Mirella Poggialini dal sito di Avvenire del 12/11/11
|
 |
Il titolo è familiare, Ma quanta roba hai?, l’allegro docufilm di Lei, Sky 127, semplice ed essenziale, senza accorgimenti di regia: una coppia di sposi con una casa piccola e ingombra, la necessità di trovar spazio, un’’esperta’ dall’aria bonaria che insegna a disfarsi di tutto quanto, in ogni famiglia, si accumula per anni. «Si conserva tutto, abiti e oggetti, per conservare il ricordo che è loro legato», insegna la signora. E implacabile divide, sceglie e impone ai due di eliminare quello «di cui ora non hanno bisogno». E lo spettatore, che certamente ha fatto esperienza di questo genere di scelte, segue come davanti a un thriller: lui getterà il blusone da moto, ricordo di un bel viaggio di giovinezza? E lei saprà eliminare quegli abiti che non mette ma che le ricordano passate snellezze? Misericordiosa, l’esperta inventa una «scatola dei ricordi» (una sola!) in cui riporre quanto non si riesce proprio ad eliminare. Tutto qui. Alla fine, ecco che lui commenta con qualche malinconia: «Inutile associare i ricordi alle cose, e occorre lasciare spazio al futuro!». Il che è assai meno banale di quanto appaia, e l’ora in compagnia dei due passa in un attimo. È la tv di oggi, quella che attrae perché ci presenta gente comune alle prese con problemi comuni. Ed è certo meno costosa di certe megaproduzioni generaliste che cercano un pubblico di milioni ma che alla fine deludono. Il quotidiano e i suoi ’piccoli’ problemi hanno fatto il succeso della pay-tv. Case da cambiare, ristrutturare, vendere e acquistare. Idraulica e decoupage, semplici restauri e consigli di arredo affiancano l’irrefrenabile successo della cucina, feste da prepare e cene da organizzare, abbigliamento da impostare e cura del corpo: sono i temi che piacciono a un pubblico trasversale, non soltanto femminile. Come mai i megaproduttori delle generaliste non se ne sono mai accorti, salvo dedicarsi al ballo da scena e ai bambini-urlatori?
|
 |
 |
|
|
|