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Anche Obama si arrabbia con le foto di Benetton
Dopo il Vaticano e l’Imam del Cairo, si fa sentire la protesta anche della Casa Bianca. Dal sito il salvagente.it del 17/11/11
Il Papa, Joseph Ratzinger, che bacia sulla bocca Ahmed el Tayyeb, Imam di Al Ahzar, la moschea del Cairo. E’ la foto shock srotolata ieri mattina a Roma sul ponte di Castel Sant’Angelo, proprio a due passi da San Pietro. Ma l’indignazione del Vaticano e di alcune associazioni cattoliche ha fatto sì che, dopo nemmeno 24 ore, Benetton decidesse di ritirare quell’immagine.

Un uso inaccettabile per il Vaticano
"Un uso del tutto inaccettabile dell’immagine" del pontefice, di fronte alla quale "la Segreteria di Stato sta vagliando i passi da fare presso le autorità competenti per garantire una giusta tutela della figura del Pontefice": ha dichiarato il portavoce vaticano padre Lombardi.
"Bisogna esprimere una decisa protesta per un uso del tutto inaccettabile dell’immagine del Santo Padre, manipolata e strumentalizzata nel quadro di una campagna pubblicitaria con finalità commerciale"; ha poi aggiunto. "Si tratta di una grave mancanza di rispetto per il Papa, di un’offesa dei sentimenti dei fedeli, di una dimostrazione evidente di come nell’ambito della pubblicità si possano violare le regole elementari del rispetto delle persone per attirare attenzione per mezzo della provocazione".

Benetton: stop allo spot col Papa
Benetton ha deciso, così, di ritirare ieri sera la pubblicità con l’immagine del bacio tra il Papa e l’Imam di Al Azhar (la vedete sotto), nell’ambito della campagna mondiale Unhate. Eliminandola anche dal sito ufficiale.
"Ribadiamo che il senso di questa campagna è esclusivamente quello di combattere la cultura dell’odio in ogni sua forma" ha dichiarato un portavoce della Benetton.
"Siamo perciò dispiaciuti - ha aggiunto - che l’utilizzo dell’immagine del Papa e dell’Imam abbia così urtato la sensibilità dei fedeli. A conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato di ritirare questa immagine da ogni pubblicazione".

Anche l’Imam del Cairo si arrabbia

Anche al Cairo la trovata di Benetton non è piaciuta.
"Un’immagine assurda e irresponsabile": commenta l’Imam della moschea al Azhar del Cairo, Ahmed el Tayyeb. L’Imam - che evidentemente ancora non sapeva della notizia del ritiro della foto - sostiene che iniziative come quella di Benetton sono "pericolose per i valori universali e per la libertà di espressione come li intendono in Europa".

E si fa sentire anche la Casa Bianca
Anche la Casa Bianca non ha gradito "l’uso dell’immagine e del nome del presidente" Barack Obama "per usi commerciali". vittima dell’ultima campagna pubblicitaria di Benetton.Eric Schultz, portavoce del presidente Usa, ha chiesto che i ritirino anche i manifesti di Obama.Se Benetton voleva ottenere un effetto mondiale della sua provocazione pubblicitaria si può dire che lo scopo è raggiunto.

Anche i baci di Obama e Chavez
Finora, comunque, non si ha notizia di altri manifesti ritirati, anche se a questo punto è in forse l’intera campagna.
A Milano, sempre ieri mattina, in Piazza Duomo è arrivato un maxi-manifesto con l’immagine di quello tra il presidente Usa Barak Obama e e il suo omologo cinese Hu Jintao (nella foto). Ma c’è anche il bacio tra lo stesso Obama e Chavez, tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, tra il leader del Nord Corea e il presidente del Sud Corea. Tra il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

La nuova campagna: Unhate
Sono le immagini della nuova, evidentemente provocatoria, campagna targata Benetton: “Unhate” (letteralmente: contro l’odio). Una campagna in cui il tema dominante è il bacio, con cui si invitano i leader e gli abitanti del mondo a combattere la "cultura dell’odio".
Per la Benetton, che oggi ha presentato la nuova campagna a Parigi, "si tratta di immagini simboliche di riconciliazione - con un tocco di speranza ironica e costruttiva provocazione - per sollecitare una riflessione su come la politica, la fede, le idee, anche se diverse e contrapposte, debbano comunque portare al dialogo e alla mediazione".
"Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia - ha poi spiegato il vicepresidente esecutivo Alessandro Benetton - l’invito a ’non odiare’, a combattere la ’cultura dell’odio’, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico. Con questa campagna abbiamo deciso di dare visibilità mondiale a un’idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi, in un momento storico di grandi turbamenti e non meno grandi speranze, a riflettere su come l’odio nasca soprattutto dalla paura dell’altro e di ciò che non si conosce".
 
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