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Non fate di Misseri una star tivù
Dalla rubrica L’Indice di Mirella Poggialini dal sito di Avvenire del 25/11/11
Massacri, allegria! L’auditel si alza, gli sponsor sono contenti, cosa c’è di meglio? Il truce confessionale del nulla aperto su tutti si è proposto mercoledì sera a Matrix su Canale 5, con l’’evento’ dell’intervista a un ’ospite eccezionale’, Michele Misseri, lo ’zio’ di Avetrana che si è pubblicamente e nuovamente accusato del delitto sulla nipote, peraltro escluso dagli inquirenti. E poiché il morboso e l’agghiacciante attirano sempre la parte peggiore di noi tutti, ecco l’auditel contare 1.455.000 spettatori, share 17,67%, ed ecco un ennesimo capitolo della insopportabile serie di reality-reali, quelli imperniati sui delitti irrisolti, che ormai la tv macina a tutte le ore. Confondendo la legge con l’audience, un pubblico vasto di ogni età si appassiona a situazioni dolorose sbandierate con indifferenza glaciale e commozioni finte: e gli esperti in delitti sdottorano ipotesi fantasiose o acribie impossibili, facendo sì che per molti, oramai, la legge sia l’opinione tv e la giustizia un parere personale. E vengono riproposte, in modo angosciante, le immagini delle vittime, pretesto per assurdi pellegrinaggi privi di cuore: e i genitori delle povere ragazze uccise, di cui ormai la cronaca ha fatto antologia, anziché indignarsi per la mancanza di rispetto e chiedere i danni per abuso di immagine, si offrono in lacrime o in grida alla telecamera, in cerca di un impossibile ’giu-stizia’. Cattiva maestra, checché se ne dica, ’questa’ tv: che smuove confuse paure e curiosità invadenti, e ci porta a considerare il delitto come davanti a una tavola del Risiko. Chi è stato? È proprio lui? E loro? E dove? E come? Soluzioni al gioco non ce ne sono, le sentenze sono opinabili, si discute e se ne parla a vanvera. Resta, indistinta ma reale, una profonda angoscia.
 
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