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| «Auditel scorretta». Supermulta |
Vantaggi a Rai e Mediaset. Boffo: «Sistema scoppiato». Di Angela Calvini da Avvenire del 15/12/11
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Sanzione di 1.806.604 euro ad Auditel per abuso di posizione dominante. Un colpo secco che arriva dall’Antitrust, secondo la quale si sono verificati abusi che hanno avvantaggiato i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset. Ma Auditel presenterà ricorso al Tar del Lazio e confida «in una integrale riforma del provvedimento».
Insomma, il sistema di rilevazione su cui si basa dal 1986 la televisione italiana, studiato soprattutto per gli investimenti pubblicitari, traballa. L’istruttoria era stata avviata alla luce di una denuncia di Sky che ancora venerdì scorso aveva duramente attaccato il sistema di rilevazione dei dati d’ascolto definendolo «ormai inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato» e chiedendo «trasparenza, efficienza e non discriminazione».
Oggi per l’Antitrust «i comportamenti anticoncorrenziali della società, denunciati da Sky, hanno causato un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive nei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell’offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell’offerta all’ingrosso di canali televisivi, avvantaggiando i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset ». Auditel, infatti, è una società di cui fanno parte aziende che investono in pubblicità, agenzie e centri media, imprese emittenti. Quindi, Auditel avrebbe «barato» sui numeri delle tante piccole emittenti che stanno rosicchiando ascolti sul digitale terrestre, per favorire il duopolio. Secondo l’Antitrust ha «ingiustificatamente ostacolato, a partire dalla seconda metà del 2009 e fino al mese di ottobre 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto televisivi relativi a ciascun canale, distinti per ciascuna piattaforma di trasmissione; ostacolato, dalla seconda metà del 2008 e fino al mese di gennaio 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati relativi alla voce ’Altre digitali terrestri’». Ha poi «erroneamente attribuito i dati di ascolto rilevati anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi ». Secondo l’Antitrust «le condotte di Auditel «da un lato hanno limitato fortemente le possibilità di crescita delle emittenti televisive che intendevano attuare strategie di erosione degli ascolti delle emittenti generaliste; dall’altro hanno protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience dei canali che si stavano significativamente riducendo a causa dei cambiamenti in corso».
Da parte sua «Auditel prende atto della decisione dell’Antitrust e la considera del tutto inattesa anche nella consapevolezza del parere sostanzialmente favorevole espresso da Agcom sulla vicenda». La società «resta convinta della correttezza del proprio operato e presenterà ricorso al Tar del Lazio e confida in una integrale riforma del provvedimento».
«Il sistema è scoppiato», commenta Dino Boffo, direttore di Tv2000, che trova oggi conferma delle sue precedenti denunce. «Auditel era tarato su un assetto analogico che vedeva una pacifica supremazia del primo e del quinto canale. Una supremazia dei maggiori azionisti che andava confermata a tutti i costi». Boffo fa notare che «in Europa il digitale terrestre è pensato per il pluralismo» e che «con la parcellarizzazione degli ascolti, il sistema Auditel non è riuscito più a controllarli». Il sospetto, insomma, è anche che i dati delle tv più piccole siano stati inglobati ’per difetto’ all’interno di quelle dominanti. «Con gli apparecchi digitali oggi nelle case è possibile calcolare al millesimo i telespettatori. Insomma, sempre nel rispetto della privacy, il sistema è da ripensare ».
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