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| I nuovi strumenti digitali al servizio della pastorale |
Esplorare le nuove strade dell’educazione alla fede, trasmessa grazie anche alle opportunità del web, è ormai fondamentale. Ma come si può mettere in pratica un’attività pastorale che si leghi con la”tecnologia”? Intervista a Don Paolo Padrini ideatore di iBrevary e Pope2you. Di Giorgio Mancini
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Applicazioni, new media, social network. Queste, oggi, sono le parole chiave del mondo “digitale”,
un ambiente abitato da chi, per lavoro o per passione, opera nel web anche a servizio della propria parrocchia. Esplorare le nuove strade dell’educazione alla fede, trasmessa grazie anche alle opportunità del web, è ormai fondamentale. Ma come si può mettere in pratica un’attività pastorale che si leghi con la”tecnologia”? Don Paolo Padrini, 39 anni, parroco di S. Giorgio in Stazzano, piccolo comune della provincia di Alessandria, dopo aver conseguito la Licenza in Teologia Pastorale con indirizzo in Comunicazioni sociali, presso la Pontificia Università Lateranense, ha approfondito a livello di studio e di servizio pastorale attivo, i temi della comunicazione ecclesiale. E non solo: ha ideato e realizzato delle applicazioni, come “iBreviary”, un breviario online da portare sempre con se e "Pope2You.net" un portale di comunicazione fra il Papa e i giovani attraverso i social network.
Abbiamo rivolto alcune domande per approfondire i particolari che stanno alla base di un modo così innovativo di diffondere il Vangelo:
Don Paolo, ci può spiegare nel dettaglio gli obiettivi delle applicazioni iBrevary e Pope2You?
L’obiettivo comune ad entrambi i progetti, che possiamo definire “culturale”, è quello di veicolare un approccio positivo e propositivo della Chiesa alle tecnologie. Portare oggi questi strumenti dentro la Chiesa è necessario, poiché l’ambiente digitale è un ambiente che vale la pena di abitare.
In particolare, potrei dire che l’applicazione iBrevary nasce con lo scopo di “avere con se” una preghiera in modo veloce ed intuitivo. Abbiamo concepito questa applicazione, ovviamente gratuita, proprio per gli smartphone, (dispositivi portatili che abbinano le funzionalità di un telefono cellulare a quelle di un computer) proprio per veicolare la preghiera. Oggi grazie a questi prodotti della tecnologia possiamo davvero fare di tutto, e ovviamente anche la lettura di una preghiera deve rientrare fra le varie funzioni disponibili.
Il progetto di Pope2you, invece, nato già quattro anni fa, nel periodo dell’esplosione dei social network, e in particolar modo di Facebook, può essere utile per diffondere fra i giovani la parola del Papa. L’applicazione Pope2You, permette agli utenti – ad esempio - di condividere attraverso il social network più importante al mondo, il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la 45a Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali e di ottenere le notizie e i video circa la vita della Chiesa e di Papa Benedetto XVI, attraverso la pagina del Vaticano su You Tube. Il materiale video, fornito dalla Radio Vaticana e dal Centro Televisivo Vaticano, rappresenta un modo nuovo, veloce ed aperto attraverso il quale informarsi ed appassionarsi alle vicende della Chiesa nel mondo, in una prospettiva sociale e planetaria.
Queste iniziative, promosse attraverso il web, sono state ideate per un calo di partecipazione da parte dei giovani alla vita della comunità ecclesiale?
Sicuramente non ho la pretesa di dire che in questo modo si è certi di avvicinare ed incuriosire i giovani, ma in tal modo si possono tenere i contatti con tutti coloro che, negli anni, si sono allontanati. Con i social network, inviamo gli avvisi delle varie attività che si svolgono all’interno della nostra comunità parrocchiale, tenendo così vivo quel bisogno di contatto con gli altri, che esiste in ognuno di noi.
Nella parrocchia di Stazzano, avete portato la Santa Messa nelle case dei fedeli che per gravi motivi non possono partecipare fisicamente alle celebrazioni. Come è nata questa idea?
La Messa in streaming sul sito della parrocchia – con gli animatori che si spostano nelle abitazioni di chi ne fa richiesta – rientra in un’ottica pastorale. La celebrazione eucaristica in Tv esiste già da molti anni, ma la partecipazione on line è ben diversa. Non ci si può limitare ad inviare le immagini e i suoni, ma bisogna donare ai fedeli quegli elementi di incorporazione all’interno della comunità,che non sono soltanto le immagini e le parole on line dalla propria parrocchia, ma anche l’Eucarestia che i fedeli che hanno particolari difficoltà, ricevono poi nelle proprie case.
Avete in cantiere nuovi progetti e nuove applicazioni?
Stiamo lavorando all’ampliamento di iBrevary e Pope2you, cercando di estendere a Twitter questi servizi che si stanno rivelando dei veri “supporti liturgici” ai sacerdoti e ai credenti.
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