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E Maria unisce anche il popolo tv
Dalla rubrica l’Indice di Mirella Poggialini dal sito di Avvenire del 3/4/12
Era augurabile ed è stato comunque stupefacente, domenica sera, il risultato auditel su Raiuno della prima puntata di Maria di Nazareth di Giacomo Campiotti: 7.163.000 spettatori, share del 25,25%, con il quale il film tv della Lux Vide ha vinto la serata e la controprogrammazione notevole del Grande Fratello su Canale 5. Il che non è soltanto un dato statistico, ma risulta anche, per qualche verso, un’analisi sociologica del pubblico italiano, che è stato conquistato dalla storia meravigliosa della Madre di Dio, segno di un’umanità che si innesta nella divinità e simbolo infinito dell’amore materno. E se nella fiction non è mancato il richiamo della trasgressione – sulla quale il reality costruisce in vario modo il suo fascino – con immagini femminili che hanno disegnato un ventaglio di suggestioni reso con semplicità, adatto alla intonazione popolare imposta alla narrazione, la figura di Maria ha dominato con sorridente imperio. Pur innestando nella rigorosa austerità evangelica elementi di fantasia, il film tv ha reso con fedeltà una femminilità costruita sulla dolcezza ma ferma nella sua fiducia alla parola di Dio, mite e insieme coraggiosa nel fare dell’amore il suo sostegno e il suo messaggio, e il romanzare della sceneggiatura ha comunque rispettato il dato storico. C’è, nella fantasia che unisce due immagini contrastanti, la Vergine e la Maddalena, il senso della comprensione di elementi umani che si inseriscono nella volontà divina, di diversi destini che si intrecciano quotidianamente: e il pubblico ha risposto a questo richiamo che ha disegnato con agevole presa sentimenti e accadimenti. Un passato remoto è stato reso presente senza sussiego dottrinale, con una semplificazione rispettosa: e se il confronto con altre versioni filmiche che hanno reso l’immagine di Maria con più severa intonazione drammatica è per qualche verso inevitabile, resta, di questa storia semplice, il fascino di un appello universale che non ha mai perso la sua forza, diventando in ogni tempo la nostra.
 
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