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La democrazia? Meglio cristiana
Il saggio “Religione e democrazia”, di Umberto Lodovici, analizza il nesso tra religione e Stato secondo Maritain: né estraneità, né ingerenza, ma la necessità di nutrire la sfera politica con l’ispirazione evangelica. Il pensatore francese sta all’inizio di una rivoluzione, tuttora in corso, dall’ostilità illuministica tra Cesare e Dio verso la reciproca neutralità. Di Vittorio Possenti da Avvenire del 14/4/12
Sempre la «mistica» alimenta la politica (Péguy): lo vediamo oggi quando la democrazia rischia di inaridirsi se rifiuta l’alimento di un cristianesimo aperto e teologale. Jacques Maritain è stato uno dei massimi protagonisti nel ’900 di questo snodo cruciale mediante opere quali Umanesimo integrale, Cristianesimo e democrazia, L’uomo e lo Stato . Il volume di Lodovici affronta con felice scelta il nesso religione-democrazia con un’approfondita ricostruzione del pensiero del filosofo francese, seguito dalle fasi giovanili sino alla piena maturità. Maritain si rivolge al problema teologico-politico cercando di disincagliarlo dalle strettoie in cui lo ha rinchiuso la modernità come epoca in cui crescono vari dualismi, in specie quello tra Dio e l’uomo. Essi hanno fondato un disordine politico e morale, superabile mediante un’opera di discernimento che rifiuti l’umanesimo separato dalla trascendenza e assimili i guadagni civili della modernità. Questo esito è propiziato dalla ripresa del tomismo come filosofia capace di integrazione e progresso, e dalla valorizzazione delle categorie di persona, umanesimo, libertà. Assume rilievo centrale il fermento evangelico che ispira la vita civile in tutte le sue giunture. L’umanesimo integrale di Maritain, entro cui egli pensa il nesso cristianesimo-democrazia, è umanesimo teocentrico dell’incarnazione del Verbo. Per vari aspetti Maritain fa parte della cultura della crisi degli anni Trenta, cui pure appartengono Spengler, Huizinga, Ortega y Gasset, Husserl. Ne esce però con una proposta positiva e tuttora valida. L’intenso orizzonte di Cristianesimo e democrazia, volto ad affermare l’apporto del lievito evangelico alla coscienza pro-fana, oltre ad influire sulle posizioni di Pio XII e del Concilio sul nesso religione- politica, ottenne vasta circolazione internazionale non solo nei movimenti cristiano-democratici e di democrazia cristiana. Pure pensatori come Kelsen che legano democrazia e relativismo gli dedicarono attenzione. In certo modo Maritain e Kelsen rappresentano i due estremi nel modo di pensare il nesso religione- democrazia: aperto all’apporto della fede il primo, scettico e «separato» il secondo.

Rimane che nel ’900 è iniziata una rivoluzione, tuttora in corso: il rapporto religione-politica è stato elaborato da autori liberali secondo una traiettoria che in genere segna un allontanamento dalla critica verso la religione propria dell’illuminismo settecentesco e del positivismo. Tanto Hayek quanto Rawls dipingono il cambiamento dall’ostilità alla reciproca neutralità: essi sostengono che, diversamente dal razionalismo della Rivoluzione francese, il vero liberalismo non ha da litigare con la religione. Li aveva preceduti ampiamente Maritain, che tematizzò non solo il superamento dell’estraneità tra religione e politica, ma pure la necessità di nutrire la sfera pubblica con un’ispirazione religiosa: il messaggio evangelico deve essere presente nel pubblico esercitandovi un’influenza cognitiva, ispirante e motivante. Si tratta di una questione fondamentale che sta assumendo i caratteri di disputa epocale. Si pensi al dibattito di pochi anni fa sulla Costituzione europea, quando élites culturali e politiche imposero la menzogna del silenzio sulle radici cristiane dell’Europa. Si può oggi chiedere: a che punto è il cammino di ricucitura tra sfera pubblica e religione, che parte dalla massima distanza del laicismo francese postrivoluzionario e che si stempera nel liberalismo di Hayek e Rawls sino a giungere al processo di doppio apprendimento di Habermas? Forse il discorso di Benedetto XVI a Berlino (2011), quasi ideale prolungamento del pensiero di Maritain, ci aiuta a rispondere: questi scruta il nesso intrinseco tra cristianesimo e democrazia, Benedetto i fondamenti dello Stato liberale di diritto e il senso stesso del diritto. Per entrambi natura e ragione sono fondate nella Ragione creatrice di Dio; entrambi meditano su quanto è veramente fondamentale per un politico degno di tale nome.

Umberto Lodovici
RELIGIONE E DEMOCRAZIA
Il contributo di Jacques Maritain
Mimesis. Pagine 340. Euro 28,00
 
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