HOME  |  CONTATTI CHI SIAMO  |  ATTIVITA’  |  TV  |  INTERNET  |  CELLULARI - VIDEOGIOCHI  |  NEWS  |  DIBATTITO
 
     
 
INTERNET
Indagini, rapporti, saggi Pagina 62 di 346 | << | >>
• Istruzioni per l’uso
• Indagini, rapporti, saggi
 
Iscriviti alla newsletter ISCRIZIONE NEWS LETTER
Invia questa pagina ad un amico INVIA QUESTA PAGINA
Cerca nel sito CERCA NEL SITO
 
 
E’ un fenomeno preoccupante la cyberdipendenza dei minori
Il web 2.0 ha modificato le abitudini e gli stili di vita degli adolescenti facendo aumentare i rischi per la salute. L’uso sfrenato di strumenti tecnologici può essere interpretato anche come la spia di problemi nascosti o latenti, dalla solitudine, al disorientamento, alla disistima. Di Paola De Rosa
E’ ormai un dato di fatto che l’avvento di Internet e dei social media ha profondamente mutato lo scenario mediatico e le regole che lo governavano. Nuovo è il linguaggio, in continua evoluzione; diverso l’utilizzo, sempre più multimodale; veloce la fruizione, improntata a logiche di condivisione tanto variegate quanto fugaci.
Giorno dopo giorno il 2.0 ha invaso la sfera sociale, modificando profondamente il tessuto relazionale e innescando, in breve tempo, radicali trasformazioni nei comportamenti, nelle abitudini e negli stili di vita degli utenti. Il “villaggio globale” di cui parlava Marshall McLuhan si è trasformato in “Rete globale”, un luogo non-luogo in cui si dispiegano i principali processi di informazione, oltre che di formazione e socializzazione.
Apocalittici e integrati hanno da tempo ingaggiato una lotta sui pro e i contro delle trasformazioni in atto, gli uni demonizzando l’universo virtuale, considerandolo il regno dell’alienazione e dell’impoverimento culturale, gli altri inneggiando il cambiamento, che ha fatto da apripista alla moltiplicazione delle forme espressive e delle potenzialità comunicative e relazionali.
Ma la media risente degli estremi, così come ogni considerazione di buon senso che ponga l’accento, non tanto sulla bontà o meno dello strumento mediatico in sé, quanto sull’utilizzo più o meno corretto e responsabile che se ne fa.
Considerazione tanto più significativa quando ad essere al centro della riflessione sull’uso ed abuso dei media sono i più piccoli, bambini ed adolescenti.
Dalla teledipendenza alla cyberdipendenza. Un cambiamento di abitudini di certo al passo coi tempi che desta, però, molte preoccupazioni.
Lascia stupiti, infatti, la novità che emerge dalla quindicesima edizione dell’indagine annuale della Società Italiana di Pediatria (SIP) su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti”: nel 2010, per la prima volta, Internet ha sorpassato la televisione. L’indagine, condotta su un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti delle scuole medie inferiori (12-14 anni), è stata presentata a Roma nel corso del 68° Congresso Nazionale della SIP e ha messo in luce le abitudini dei giovanissimi, ora veri e propri cybernauti oltre che telespettatori.
Il dato allarmante riguarda, in primo luogo, quella che è stata definita “l’epidemia di sedentarietà”: gli adolescenti, per oltre il 60%, trascorrono tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. Sommando, infatti, le 4 ore sui banchi di scuola, le 3-4 ore tra televisione e computer e le 3 ore trascorse in media tra i pasti e i compiti, si profila lo scenario di una generazione seduta, per giunta poco (o per nulla) incline allo sport e quindi facile preda della trappola dell’obesità.
Gli altri dati di rilievo sono quelli relativi alla nuova composizione del “paniere mediale” dei più giovani. Anche se l’offerta crescente di canali digitali, a pagamento o terrestri in chiaro, ha fatto sì che la tv riguadagnasse parte del terreno perso, Internet si colloca al primo posto, soprattutto dopo il boom dei social network: ad avere un profilo Facebook (vietato, in teoria, ai minori di 14 anni) è l’80% dei 13enni, il 10% in più rispetto all’anno scorso. Inoltre, circa il 65% possiede un cellulare che consente l’accesso alla Rete.
A mettere in allerta sulle nuove tendenze dell’universo giovanile è anche l’undicesima Indagine sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza realizzata da Telefono Azzurro in collaborazione con Eurispes, che fornisce dati di dettaglio sui comportamenti più a rischio.
Dall’indagine è emerso che il 42,5% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni controlla continuamente la posta elettronica e i maggiori social network per rispondere ad eventuali messaggi e che si manifestano, con sempre maggiore evidenza, segnali indicativi della cyberdipendenza, quali il bisogno di rimanere connessi alla Rete il maggior tempo possibile e la comparsa di sintomi tipici dell’astinenza (irascibilità, depressione, ansia e insonnia). Va segnalato, a questo proposito, che alla cura della Internet addiction, il Policlinico Gemelli di Roma ha dedicato il primo ambulatorio in Italia che affronta casi di dipendenza dalla rete.
L’uso sfrenato di strumenti tecnologici può essere interpretato anche come la spia di problemi nascosti o latenti, dalla solitudine, al disorientamento, alla disistima.
Spetta ai genitori, in primo luogo, il compito di imporre regole educative al riguardo. Regole che, per essere efficaci, non devono tradursi necessariamente in divieti ma essere il frutto di una scelta condivisa, costruita attraverso il dialogo e la presenza costante – ma mai invadente - nel mondo virtuale dei propri figli. Un’abitudine che consentirebbe di monitorare e correggere gli stili di vita sbagliati e di trasformare l’utilizzo delle nuove tecnologie da minaccia in risorsa.

 
web project & design: adecom www.aiart.org