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| Con computer e Web più facile imparare |
Una ricerca del Censis su 2.300 studenti calabresi rivela che però le nuove tecnologie non fanno amare la scuola. E se i dispositivi digitali sono sempre i più diffusi il libro però non accenna a scomparire. I principali risultati della ricerca del Censis «Nativi digitali e apprendimento». Da Avvenire del 5/7/12
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ROMA. L’uso del pc e l’accesso al Web hanno effetti positivi sull’apprendimento. E se i dispositivi digitali sono sempre i più diffusi il libro però non accenna a scomparire, mentre l’attrazione della scuola si conferma debole sui ragazzi anche nel caso in cui si disponga di tecnologie. Sono questi i principali risultati della ricerca del Censis «Nativi digitali e apprendimento», presentata ieri e realizzata su 2.300 studenti calabresi tra 11 e 19 anni e 1.800 genitori. Benché focalizzata solo sui ragazzi di questa regione, è la prima in Italia che permetta di confrontarsi su un tema come l’impatto delle tecnologie sull’apprendimento delle generazioni immerse fin dalla nascita nella nuova comunicazione digitale. E del resto, «se non consideriamo i cambiamenti in atto e le nuove esigenze dei ragazzi nel ripensare la scuola – ha sottolineato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo – il rischio è che diventi noiosa e che i ragazzi non parlino più. Il pericolo è perdere un’intera generazione».
Così, secondo l’indagine, il 72% degli studenti calabresi ritiene che l’uso del pc e l’accesso al Web abbiano effetti positivi sull’apprendimento (percentuale che sale al 76% fra gli studenti più grandi) e di contro un 39,7% e un 33,5% considerano negativi, rispettivamente, gli effetti su volontà di studiare e capacità di concentrazione. Sempre dalla ricerca viene fuori che per i ragazzi è difficile scindere l’aspetto ludico dal momento dell’apprendimento: il 73% degli studenti intervistati usa infatti Facebook, il 76% YouTube, il 44% naviga quasi tutti i giorni alla ricerca di informazioni. Buone notizie arrivano per i libri: per la maggioranza degli studenti calabresi (il 54%) consultare un testo su Internet non è più facile che leggere un volume cartaceo. Dalla ricerca emerge però come sia debole l’appeal della scuola anche quando dispone di tecnologie. L’84% degli studenti afferma che durante la settimana il pc non viene mai usato per studiare materie umanistiche, percentuale che diminuisce poco nel caso delle materie scientifiche (79%) e quelle tecniche (66%). «Dalle opinioni raccolte tra i docenti – spiega infine il Censis – emerge una certa resistenza culturale, per la convinzione che l’approccio tradizionale sia più efficace e giusto».
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