HOME  |  CONTATTI CHI SIAMO  |  ATTIVITA’  |  TV  |  INTERNET  |  CELLULARI - VIDEOGIOCHI  |  NEWS  |  DIBATTITO
 
     
 
DIBATTITO
A tu per tu con il lettore
• A tu per tu con il lettore
• Interviste Radio
• Teleforum, Gruppi ascolto TV
 
Iscriviti alla newsletter ISCRIZIONE NEWS LETTER
Invia questa pagina ad un amico INVIA QUESTA PAGINA
Cerca nel sito CERCA NEL SITO
 
 
A tu per tu con il lettore
 Caro Facebook 17/04/2013  
Lettera aperta a facebook di Francesco Tota, padre salesiano socio dell’Aiart di Macerata, tratto dal sito web SPAZIO MGS, il blog del movimento giovanile salesiano Italia centrale.
 La tutela dei minori? Una chimera! 07/03/2013  
Non si può continuare così! Già dobbiamo proteggere i nostri figli dalle “schifezze” continue presenti in internet. Almeno la Rai, che ci chiede il canone (ogni anno più caro), potrebbe aiutare noi cittadini, che riponiamo fiducia nel servizio pubblico, ad educare i nostri figli. I film dei canali Rai ormai non rispettano alcuna fascia oraria per proteggere i bambini: gergo pieno di parolacce, frasi forti e aggressive, descrizioni di omicidi, cadaveri scene di sesso già nel pomeriggio, droga e prostitute..Basta! Bisogna agire per far cancellare certi programmi che rendono grigia la vita di tutti e educano all’aggressività e all’indifferenza. Siamo dei genitori delusi.
Giovanni Pacifico (Bergamo)
 La pubblicità del gioco d’azzardo 07/03/2013  
L’iniziativa dell’Aiart contro la pubblicità del gioco d’azzardo è tanto fondata quanto preziosa. Giustamente da voi definita incivile e immorale, che istiga a farsi del male. L’articolo di Francesco Giacalone, cosi documentato e motivato, ne esplicita i dati e le ragioni.
Mi chiedevo: proprio perchè sta dalla parte dei cittadini, non potreste coinvolgere nella "campagna" le espressioni dell’associazionismo cattolico, laico e della cittadinanza attiva?
Paolo Scandaletti
 La Rai: “di pubblico” c’è solo il canone 07/03/2013  
In questi giorni, la RAI sta mettendo in onda, tra gli spazi pubblicitari, un comunicato con il quale invita gli italiani a versare il cd. “Canone Rai”. Viene ricordato che la natura di tale obbligo risiede nel possesso di apparecchi radiotelevisivi e che quindi non si tratta di un abbonamento per chi guarda o ascolta i programmi diffusi dalla televisione di Stato, ma di una vera e propria imposta. Se non sbaglio, l’ente impositore è direttamente la RAI, ma se anche così non fosse, posto che l’introito di tale imposta per legge va a finanziare direttamente la RAI, la natura del canone dovrebbe essere quella di una cosiddetta “tassa di scopo”. Mi pare che l’obbligo di una qualsiasi azienda che ottiene un finanziamento pubblico, in particolare se si giova di una “tassa di scopo”, sia quello di fornire un servizio improntato al rispetto del principio di imparzialità e uguaglianza di trattamento di tutti i cittadini. Con disappunto, debbo prendere atto, in quanto abbonata residente in un paese di montagna, che posso ricevere solo una minima parte dei canali che la RAI diffonde nelle altre zone d’Italia, evidentemente da questo punto di vista più fortunate. Questo fatto, mi pare mal si concili con la richiesta di un canone da pagarsi in egual misura da tutti i cittadini, a prescindere dalla qualità e dal tipo di servizio erogato. A me sembra che ciò strida con i principi di giustizia e di ragionevolezza a cui dovrebbe ispirarsi un sistema impositivo. In sostanza, si ritiene corretto che un’azienda pubblica, finanziata in larga misura con risorse pubbliche, possa considerare alcuni cittadini di “serie A” e altri, come me, di “serie B”. Per altro, nel comunicato che ho sopra ricordato, si enfatizza il fatto che la Rai si impegna a trasmettere ben 14 canali in chiaro sul digitale terrestre. Mi chiedo se lo spot mandato in onda - che francamente ha il sapore di una beffa - possa essere considerato corretto dal punto di vista della comunicazione commerciale e rispettoso della legge, posto che tale comunicazione sembra avere la natura di una vera e propria offerta al pubblico, disattendendo la quale la RAI viene meno ad un obbligo che si è assunta. Al di là di tutte le considerazioni, vale il principio che in un Paese civile le istituzioni pubbliche dovrebbero operare per evitare che le periferie, da geografiche diventino anche sociali e culturali.
Lorenza Florian (Pozza di Fassa)
 Il cinema di Rai Movie 28/01/2013  
Scrivo in relazione allo spot di RAI MOVIE "IL CINEMA HA TANTE FACCE" che le reti RAI stanno mandando in onda a tutte le ore, comprese quelle di pranzo, durante i mesi di novembre e dicembre nel quale fa bella presenza un uomo mascherato che, imbracciando una sega elettrica, insegue una ragazza urlante e terrorizzata. Con mio rammarico prendo atto del fatto che non un’Autorità per le garanzie, non un garante, non un unione consumatori sia ancora intervenuta per mettere fine ad una porcheria simile!
Mauro Farina
 Rai-Tv: più spazio a programmi “seri” 28/01/2013  
E’ assolutamente inconcepibile che trasmissioni come PASSAPARTU di DAVERIO venga sospesa se non addirittura eliminata oppure alla rubrica di Corrado AUGIAS vengano concessi pochi minuti di trasmissione, tanto da non poter esaurire gli argomenti trattati in modo compiuto. Il tutto mentre si da ampio spazio a trasmissioni con cuochi e casalinghe di professione, starlette insulse e stupide, interi pomeriggi a parlare di pettegolezzi o istruire processi improbabili. La RAI è un servizio pubblico.Io in qualità di abbonato RAI, che paga il canone da sempre, rivendico il diritto di avere trasmissioni serie ed interessanti.
Umberto Capoccia (Napoli)
 Crozza fa ridere ? Soprattutto a Floris 28/01/2013  
Seguo sempre Ballarò. Un buon programma, ben condotto. Forse un po’ ripetitivo; sempre le stesse facce! Comunque, stando a quel che passa sui programmi tv, è un buon programma. Ma una cosa non mi va giù. Crozza apre sempre il programma; è bravo. Riesce, con la sua satira e le sue imitazioni spesso a far ridere e sorridere. Bene. Ma perché il conduttore Giovanni Floris è sempre il primo a ridere, anche quando c’è poco da ridere ? Sembra quasi che faccia la claque ! A me, telespettatore qualunque, non fa piacere essere “stimolato” a ridere, a ridere a comando!
Lucio Mari (Milano)
E’ una “critica” singolare. Forse coglie un dato reale. Ma, comunque, rispetto alle segnalazioni che giungono all’Aiart, questa ha un sapore delicato e una sua gradevole leggerezza.
 Se lo Stato toglie i soldi alla povera gente 28/01/2013  
Ho molto apprezzato l’iniziativa dell’Aiart contro la pubblicità televisiva del gioco d’azzardo. Complimenti. Anche io mi do da fare per sconsigliare amici e parenti a giocare; rischiare danaro, salute, e perdere tempo nella falsa illusione di vincere mi sembra proprio da matti e da stupidi. Mi chiedo ? Come fanno a dormire tranquilli quanti fanno affari sul gioco d’azzardo, affari resi possibili dalle sconsiderate scelte di milioni di persone che sprecano risorse, si indebitano, finiscono nelle mani degli usurai, rovinano famiglie, ci rimettono la salute e, purtroppo in alcuni casi, arrivano a suicidarsi a causa del gioco. Tutto questo avviene perché lo Stato –per fare cassa – o gestisce i giochi o li dà in concessione a società che tendono a fare “soldi” a spese della povera gente. Come si fa a fermare questa macchina infernale ? Basta limitare la pubblicità televisiva ?
Cosma T. Roma, iscritto Aiart
No, non basta. Ma sarebbe già un primo segno effettivo di volontà “politica” di limitare il gioco d’azzardo. Soprattutto è necessario che la Rai, la nuova Rai di Tarantola e Gubitosi, dia un segnale inequivocabile, eliminando la pubblicità televisiva del gioco d’azzardo, anche quella “gestita” direttamente da istituzioni statali, cioè dal Governo. Vietando la pubblicità televisiva del Monopolio di Stato la Rai manderebbe un segnale chiaro e responsabile al Governo che – purtroppo- sembra privilegiare gli interessi economici e le entrate tributarie sulle fondamentali esigenze di tutelare i cittadini, le loro risorse, la loro salute, la loro dignità. E in questo modo il Governo, le istituzioni danno al Paese e alla intera comunità una immagine negativa, alimentando ancor più l’insofferenza della gente nei confronti del sistema politico.
 Troppo gossip nelle nostre tv 09/12/2012  
Come è possibile vedere ancora i soliti servizi di gossip e di spettacolo all’interno dei telegiornali Rai e Mediaset? Basta con queste repliche continue e monotone, mi sono davvero scocciata e spero che voi dell’associazione aiart possiate ascoltarmi,vi prego, provvedete! Grazie e arrivederci.
Roberta di Liddo
 Un vergognoso esempio di malatelevisione 09/12/2012  
Scrivo questa mail di protesta prima di inoltrare una denuncia all’azienda RAI per il "SERVIZIO" se cosi si può chiamare del 20 ottobre 2012 sulla partita juve napoli del TG regionale del Piemonte, dove uno pseudo giornalista di nome Giampiero Amandola, dopo aver fatto partire il servizio con dei cori beceri e razzisti, dichiarava che i napoletani si distinguono dalla puzza!! Ora vorrei capire se un’azienda come la Rai, che ha creato la televisione possa ammettere una vergogna simile! I giornalisti dovrebbero essere persone serie, sopra ogni sospetto, e non razzisti raccomandati. ora chiedo a nome dei napoletani e non solo le scuse pubbliche dell’azienda rai , che questo SIGNORE venga rimosso dall’azienda, e che quel servizio venga mandato in onda nei TG nazionali, in modo da far capire che le persone poco raccomandabili non esistono solo a Napoli ed al sud.
spero in un vostro immediato riscontro e che la mia richiesta venga accolta.
distinti saluti. da un cittadino napoletano che si vergogna ad essere italiano per via di questi elementi!! Non si è italiani solo quando c’è una partita dell’Italia!
Gianluca Simonetti
 Qualcosa in Rai sta cambiando (nonostante Pechino express) 09/12/2012  
Siamo un gruppo di telespettatori che da sempre seguono con molta attenzione l’attività dell’AIART, condividendo le vostre battaglie sempre puntuali per la tutela di noi telespettatori.
Le rubiamo un attimo del suo tempo per segnalarle una situazione che, forse, vi è sfuggita e che vorremmo sottoporre alla sua attenzione. La RAI ha lanciato Pechino Express come un “adventure reality”, un nuovo programma che avrebbe finalmente portato novità e cambiamenti nell’intrattenimento del servizio pubblico. Invece la trasmissione non è né più né meno dell’ennesimo reality trash, che ricorda le tante brutte immagini già viste con L’Isola dei famosi. Ci auguravamo che le nomine dei nuovi vertici Rai avrebbero portato un cambiamento nella tv di Stato e che finalmente avremmo avuto un servizio pubblico degno di questo nome. Purtroppo ci siamo dovuti ricredere dopo aver assistito a queste immagini (persone che vomitano, imitazione delle posizioni del kamasutra..) che ci permettiamo di definire vergognose. Evidentemente pur di racimolare ascolti, si arriva a fare di tutto.
Ci affidiamo, dunque, a lei per segnalare questa situazione, soprattutto perché dalla nuova dirigenza ci aspettavamo maggior controllo per tener fede alla promessa di un nuovo corso della tv di Stato che come prima cosa ha il compito di formare l’individuo.
Massimo Celli
Mario Girolami
Marco Tasto
Raimondo Di Rosella

 Un messaggio diseducativo 09/12/2012  
Ho notato che ultimamente nelle fiction RAI ci sono sempre più attori che fumano sigarette, a volte in continuazione. Non si tratta di esigenze di scena ma spesse volte di ’fumo gratuito’ che si potrebbe tranquillamente evitare di esibire. (ultimo esempio nel ’caso Tortora’) Temo che si stia facendo un passo indietro nella lotta al tabagismo.
Se da un lato vengono proposte trasmissioni salutistiche, dall’altro si sponsorizza il consumo di tabacco: da spettatore lo ritengo quantomeno vergognoso.
Un cordiale saluto.
Gianluca Migliorini
 AIART: parere sul saggio “O Dante o Benigni” 02/10/2012  
Le considerazioni e i giudizi formulati dal Prof. Bernabei hanno l’indubbio merito di favorire una riflessione approfondita sulla performance del comico toscano e, soprattutto, sull’interpretazione “disinvolta” del capolavoro dantesco. Parimenti significative mi sembrano, inoltre, le giuste critiche alle scurrili e volgari espressioni usate spesso da Benigni. Pubblicato il 29 settembre 2012 da Amato dal sito o Dante o Benigni
 I “marchigiani” di Uno Mattina 05/09/2012  
A ’uno mattina’, durante la presentazione del servizio su Campli, Provincia di Teramo, in Abruzzo, riguardante un ’reportage’ sul museo nazionale archeologico della città, i conduttori della trasmissione hanno presentato i cittadini come ’marchigiani’ e non i teramani oppure gli abruzzesi. Non sapere, o non documentarsi, sulla collocazione geografica di Campli, che ripeto, si trova in Abruzzo, e’ molto grave. Il servizio pubblico certamente non sceglie i conduttori in base alla preparazione o alla professionalità.
Serafino Di Monte
 E il televisore diventa inutile 05/09/2012  
In provincia di Latina il digitale terrestre è in vigore da tempo, ma ormai sono due mesi che non riusciamo a vedere nessun canale poiché il segnale tv non arriva. La televisione praticamente è diventata solo un sopramobile!!! Io pago puntualmente il canone. E’ davvero incredibile che nessuno riesca a risolvere questo problema provvedendo a far si che ritorni il segnale, in modo che si possano vedere almeno le reti della Rai.
Linda Gambardella (Scauri-Marina di Minturno)
 C’è veramente da vergognarsi 05/09/2012  
Davvero disgustoso assistere in compagnia di mia figlia di 9 anni, mentre faceva zapping domenica 8 luglio pomeriggio (verso le 15), a scene esplicite di sesso nel corso della fiction "Il peccato e la vergogna" su canale 5. Speriamo che i funzionari della rete mediaset mantengano la promessa contenuta nel titolo: dopo il peccato ...si vergognino!!!
Lorenzo Lattanzi (Macerata)
 Un altro esempio di mala Tv 05/09/2012  
Il 6 luglio in prima serata si sono alternati, su rai 4 e rai movie, due film che a dire scandalosi e’ dire poco. Tale e’ stata la nausea, il ribrezzo e la rabbia che mi e’ nata in corpo nel vedere due scene (di una tale violenza da fare impallidire anche il piu’ efferato serial killer) che il mio primo pensiero e’ stato: "ma questi che programmano i palinsesti sono dei demoni!!".
Ultimamente non c’e’ stato un nuovo e piu’ chiaro disegno di legge che finalmente mette la parola fine a questi abusi?
Non solo i canali digitali della rai però scadono in programmi di pessima qualità: ricordo ad esempio lo scandaloso film che è stato mandato in onda su Rai2, dal titolo “Un amore di testimone”. Mi è bastato sentire un breve dialogo fra attori per restare scandalizzato: perché non si riesce a fermare queste volgarità, che continuamente vengono fatte passare, con totale disprezzo della morale, senza il che ben minimo rispetto degli utenti?
Giorgio Sartoris
 Lo squallore di “Private Practice” 05/09/2012  
Il programma "PRIVATE PRACTICE" in onda su RAI DUE dalle 17 alle 18 tutti i giorni, parla di sesso in modo esplicito, sotto l’egida della comprensione, dell’altruismo, dell’amicizia - presentate però in un contesto di una clinica privata i cui componenti si comportano in modi, diciamo, strani.......tipo il "sesso terapeutico per curare stati d’animo difficili"!
Il programma potrebbe andare in onda in un altro orario.
Carla Poggianti
Più che spostarlo in altro orario andrebbe eliminato.
(L.B.)
 PER DIRE LA VOSTRA 10/07/2012  
Un’intelligente rubrica che Avvenire del 10/7/12 ha pubblicato sulla pagina 26. Per tutelare meglio i telespettatori, ed in particolare i minori, utilizzare questi strumenti per segnalazioni e proteste oppure andare nella pagina del sito 
 La Rai e il gioco d’azzardo al Tg1 28/06/2012  
Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dall’Aiart alla Rai e la risposta del direttore del Tg1.
 Omosessualità e media 03/06/2012  
Pubblichiamo la mail di un nostro lettore che in chiave critica commenta la dichiarazione stampa del 14 maggio scorso del nostro presidente nazionale Luca Borgomeo in merito alle unioni omosessuali e la risposta del presidente regionale Aiart del Piemonte Anita Eritreo, a cui era stata inviata la missiva.
 Meglio con i guantoni! 23/05/2012  
Clemente Russo farebbe meglio a tornare a fare il pugile. In tv è pessimo, come pessimo è stato il programma Fratello Maggiore. Ragazzi violenti, dialoghi pieni di bip per le troppe parolacce. Ma perché hanno trasmesso un programma così brutto?
Marco
 Il fratello “peggiore”/3 23/05/2012  
Ho visto Fratello Maggiore ieri sera e lo trovo vergognoso. E credo che sia ancora più vergognoso che sia stato mandato in onda in fascia protetta, quando davanti alla tv ci sono tanti ragazzi. Vedere loro coetanei che minacciano i genitori di morte e li picchiano è stato disgustoso. Nessuno avrebbe dovuto permettere di mandare in onda un programma del genere. Mediaset, vergognati!!!
Milena

 Il fratello “peggiore”/2 23/05/2012  
Altro che docu-reality! Mai visto un programma più finto di Fratello Maggiore. Pessima la recitazione, pessimi i dialoghi, pessime le scene montate. Per fortuna era una sola puntata. Speriamo che a nessuno venga in mente di fare un seguito!
Laura
 Il fratello “peggiore”/1 23/05/2012  
Mi domando come sia possibile che una rete nazionale mandi in prima serata un programma come Fratello Maggiore, spacciandolo per giunta per educativo. Vi sembra educativo vedere un ragazzino che umilia la madre minacciandola con il fuoco o che le bagna i capelli con la spugnetta sporca dei piatti e che fa a pezzi il mobilio di casa? È educativo far vedere foto a dir poco osé di una ragazzina di 19 anni e che esce ubriaca in macchina la sera? Io non credo. Mi meraviglio che vengano mandati in onda in prima serata, quando tutta la famiglia è davanti alla tv, programmi di questo tipo. È importante che qualcuno lo faccia notare e che uno scempio del genere non passi inosservato.
Alessandra G.
 Una…papera vergognosa 23/05/2012  
Il 18 marzo durante il programma "Paperissima sprint" in onda su Canale 5, dalle ore 20.40 alle ore 21.30 è stata trasmessa una scena avvenuta durante un matrimonio: inavvertitamente una particola, sfuggita dalle mani del sacerdote, cadeva nella scollatura dell’abito della sposa, con conseguenti imbarazzanti tentativi di recupero.
Cose che possono capitare, senza scandalizzare nessuno! Ma possibile che debbano essere divulgate indiscriminatamente e usate come oggetto di riso e di divertimento? Ciò che è sacro non dovrebbe essere banalizzato, se non altro per rispetto di chi crede.
Gemma Piccoli - Pavia
 L’isola dei famosi: sempre peggio 23/05/2012  
Sono indignata di pagare il canone per vedere un totale squallore in prima serata su RAI 2. Mi riferisco al programma Isola dei famosi. Premetto anche di non essere contro i reality, assolutamente, ci sono dati di fatto che voi dovete riscontrare, sui quali dovete rendere conto ai telespettatori perchè noi paghiamo il canone e certe cose sono intollerabili. Il conduttore, al quanto improbabile in un contesto del genere, ha permesso comportamenti inauditi senza batter ciglio solo in nome di qualche ascolto in più!Preciso che io amavo il programma, non parteggiavo per nessuno, ma odio arroganza e maleducazione come quelle dalla valletta Elia. A me come spettatore ha dato molto fastidio la quantità di parolacce dette da questo soggetto, il continuo punzecchiare accompagnato sempre da parolacce e anche l’esultanza accompagnata da una parolaccia molto pesante quando è uscita la concorrente Marini. Capiamoci, a me non interessa chi vince, mi irrita che un conduttore di fronte ad un concorrente che esce vedendo che un altro salta dicendo parolacce non intervenga, solo perchè spera in ascolti maggiori. Vi faccio notare che non si tratta di un episodio, ma questo è avvenuto dall’inizio del programma, non a caso anche i concorrenti stessi hanno fatto notare questi fatti e sempre sono stati zittiti dal conduttore! Mi sento offesa nel retribuire un canone alla Rai che per questo dovrebbe essere un servizio pubblico e distinguersi per questo.
Dott. Lopez y royo
 “Temibile Aiart”! 23/05/2012  
Il 15 marzo ho visto la trasmissione G Day, di Geppi Cucciari, su La7, in cui, a proposito delle proteste contro il telefilm “Fisica o Chimica” in onda su Rai4, Matteo Bordone, ospite fisso nel programma, punta l’attenzione sulla vicenda in questo modo: “la temibile Aiart, chiede la sospensione della serie tv che è divenuta un cult fra i più giovani”.
La mia domanda è questa: “perché considerare temibile l’Aiart?” Non dovremmo temere di più i programmi diseducativi, violenti e volgari a cui assistono ogni giorno i nostri figli?
Fabrizio Di Gregorio - Roma
  Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Il discorso di Celentano, è stato populista e mancante di un qualsivoglia spirito critico.
Celentano mi ha deluso, Morandi mi ha deluso, come spettatore mi sento offeso e derubato dei miei soldi del canone. Un’organizzazione come quella del festival non dovrebbe permettere così tanta banalità in uno spettacolo così importante.
Mario Fiseri
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Celentano non è un grande cantante e neppure un grande artista. E’ famoso, certo, ma non è sinonimo di genio. Per quanto riguarda l’uscita di Sanremo, fa leva su frustrazioni della gente, ma la cosa grave non è il personaggio con il suo monologo a Sanremo, ma la gente che applaude affermazioni populiste e banali, e soprattutto parlando di condizioni di vita che nemmeno conosce.
Il popolo ha la più grossa responsabilità sui risultati di un Paese.
Felice Bassi (Roma)
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Celentano era conscio di quanto avrebbe innescato. Ha detto molte cose inesatte e non doveva generalizzare. Ci sono anche tanti sacerdoti e frati per fortuna illuminati. Sono quelli da cui bisogna trarre ispirazione. Si pensi ad esempio ai missionari in Africa che sacrificano la loro vita per aiutare i più poveri. Pensiamo a Don Puglisi che ha perso la vita per aver denunciato il potere mafioso.
Giada Amencarelli (Firenze)
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Non c’è limite al peggio. Non ho mai visto un festival di Sanremo organizzato così male! Inoltre serata dopo serata, ho visto che regna solo il caos! Morandi completamente spaesato, gli ospiti fuori controllo e gli autori con le loro scelte hanno sperperato il denaro degli italiani che pagano il canone Rai!
Marcello Grassi
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Salve, vorrei denunciare l’indecenza e la volgarità de "I soliti idioti". Si parla di droghe come nulla fosse, di sesso, e il tutto spesso messo in bocca ai bambini. Adesso anche a Sanremo, pagati con i soldi degli italiani!!! Una vera tristezza.
Valeria
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Delle arringhe di Adriano Celentano fa Sanremo 2012 ne potremo fare a meno. E’ una vergogna! Sono indignata, a noi utenti l’aumento del canone, e ai “predicatori” compensi milionari per le cavolate che diranno. Non accetto prediche a pagamento da parte di nessuno.
Lucia Gentile
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Sono una mamma di due bambini di 8 e 10 anni. Sono davvero indignata per il linguaggio usato da Luca e Paolo nell’incipit del Festival di Sanremo. Pensando di fare una cosa "bella", in famiglia, volevo guardare con i miei figli la prima ora del Festival! E HANNO FATTO IL PIENO DI PAROLACCE!!! E CHE PAROLACCE!!! Nessuno di noi parla così in casa davanti ai bambini. La cosa che mi fa arrabbiare più di tutte, è che io ho contribuito a creare questa sconcezza, per non dire SCHIFEZZA, perchè ho pagato il canone Rai!! VERGOGNA!! E il tutto sotto lo sguardo divertito dei vertici Rai! Spero che la mia protesta venga presa in considerazione perchè gli autori facciano il loro lavoro con più attenzione e buon gusto.
Tiziana Giovo
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Ieri sera a San Remo Adriano Celentano ha detto che bisogna chiudere Avvenire e Famiglia Cristiana. Quando Berlusconi suggerì agli imprenditori di non fare pubblicità su certi giornali venne denunciato. Chiedere la chiusura di due organi d’ informazione da una rete Rai mi sembra molto più grave.
Francesco Zanatta (Brescia)
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Con la presente esprimo tutto il mio disappunto e la mia riprovazione per lo spettacolo deprimente, qualunquista, osceno dal punto di vista culturale, morale ed etico offerto dal festival di San Remo. Come contribuente del canone Rai non posso non valutare che i tributi pagati dagli utenti vengono utilizzati per spettacoli fuori da ogni logica di servizio pubblico.
Gianfilippo Zazzetta
 Lettere su Sanremo 17/03/2012  
Dopo la trasmissione, relativa al Festival di San Remo, la mia reazione è stata di totale indignazione. Mi dispiace di avere pagato il canone RAI. Un servizio pubblico non può permettersi di fare esprimere a un individuo (anche se il suo nome è Celentano) una congerie di assurdità a ruota libera. A parte la povertà complessiva del programma (anche dal punto di vista artistico), il fatto che un individuo sia pagato 700.000 Euro per la sua presenza in uno squallido programma, grida vendetta al cospetto di Dio, se si pensa che un ricercatore universitario non guadagna quella cifra in tutta la vita.
Piero Comin Chiaramonti
 Sanremo: esordio con parolacce 14/02/2012  
Riceviamo e pubblichiamo una mail pervenuta all’Aiart dopo pochi minuti dall’inizio del Festival di Sanremo.
 Uno, tra tanti, che alza la voce 11/02/2012  
Sono un utente televisivo, deluso, indignato, costernato, amareggiato e scandalizzato per la continua, persistente e sempre piu’ opprimente violenza che passa quotidianamente su tutte le emittenti televisive. Non so quante mail di protesta ho gia’ inviato, compreso quegli enti istituzionali che dovrebbero controllare il contenuto dei palinsesti ma, ahime’, senza il ben che minimo riscontro. Il grave e’ che la fascia protetta e’ come se non esistesse; assistiamo a scene di volgarita’, violenza, sesso e anche blasfemia che hanno totale disprezzo della morale (e come utenti rai dobbiamo pure pagare il canone). Finisco con il chiedervi una cortesia: date voce ai cittadini come me; combattete la "buona battaglia", denunciando con forza questo malcostume, perche’ se restiamo indifferenti, commettiamo un peccato altrettanto grave.
Giorgio Sartoris Omegna (VB)
 La “gogna” mediatica ha qualche limite? 11/02/2012  
Vi scrivo per segnalare ciò che in molti avranno visto in tv riguardo alla tragedia della “Concordia”. In tv, da alcuni giorni, non si fa altro che maltrattare, in tutti i modi, la figura di uomo, il comandante Schettino, che giorno dopo giorno, si sta cercando di trasformare in un mostro. Siamo tutti d’accordo nel dire che questo comandante si è comportato da irresponsabile, che ha messo a repentaglio la vita di quattro mila persone e che la sua disattenzione è costata la vita a più di trenta passeggeri, ma in tv stiamo assistendo ad un processo prima del processo. Inoltre, in moltissimi talk show televisivi, ho sentito da parte di comici da strapazzo, battute, storielle, aneddoti, sul quel comandante che, di punto in bianco, è divenuto il simbolo di un’Italia menefreghista e codarda. Io sono stato un uomo di mare e conosco bene i rischi di questo mestiere, ma tutto cio’ che sento nei programmi televisivi è solo veleno, mandato in onda per far conoscere ad una nazione i particolari della vita di uomo che dovrebbero restare, specialmente in un simile contesto, totalmente ai margini dell’inchiesta. Ricordiamoci che l’umiliazione di quest’uomo (che nella notte del naufragio, ha commesso un errore che segnerà per sempre la sua esistenza) sarà, in questi giorni, una vero macigno per i suoi familiari, amici e colleghi. E’ ingiusto attaccare e sbeffeggiare la figura di uomo che ha sbagliato, che ha sottovalutato il rischio, e che si è sottratto ai suoi doveri, ma che resta pur sempre un essere umano.
Giuseppe Asaro (Trapani)

 La scemenza del Villaggio 11/02/2012  
Sono profondamente deluso e offeso dalle parole del comico Paolo Villaggio, che nella trasmissione “Brontolo” condotta da Oliviero Beha, su RaiTre, ha affermato con una battuta che “in Sardegna nascono pochi bimbi, perché molti pastori hanno relazioni con le pecore”. Si dirà che Villaggio voleva solo fare una battuta, che non voleva offendere. Ma già ci sono quelli che, come me, si sentono colpiti dalla sua frase e chiedono giustizia. “Il servizio pubblico, pagato dai cittadini, non può portare avanti tutti quegli stereotipi che sono segno di stupidità, volgarità e ignoranza”.
Corrado Apeddu (Cagliari)
 Anche alla radio tanta spazzatura 11/02/2012  
In fatto di volgarità anche la programmazione radiofonica fa ...progressi. Per esempio: questa il 21 gennaio 2012 su Radio 2 è andato in onda, tra le facezie (a volte piacevoli e non volgari) di "Ottovolante", un comico che si è dilettato nel descrivere l’incontro clandestino tra una "fornara", moglie di un traditissimo marito al lavoro nella sua panetteria ed un focoso amante. L’espressione "meno" volgare è stata il verbo "scopare". Mi piacerebbe conoscere i nomi di chi dirige Radio 2 e del funzionario che sovrintende a "Ottovolante". Così, per collaborare alla tenuta dell’albo d’onore del servizio pubblico radiotelevisivo e dei suoi benemeriti protagonisti.
Adriano Z. (Roma)
 “Ti lascio una canzone” e “Io canto”: a quale prezzo? 30/10/2011  
Grande successo riscuotono due spettacoli trasmessi dalla Rai “Ti lascio una canzone” da Canale 5 e “Io canto” che hanno per protagonisti cantanti giovanissimi, comunque minori di età.
Ho seguito qualche puntata di “Ti lascio una canzone” e la prima impressione è di ammirazione per le voci bene impostate dei giovanissimi cantanti e per la formidabile memoria dei testi. Si può ammirare anche la volontà di questi cantanti giovanissimi nell’interpretare canzoni le cui tematiche appartengono a situazioni del mondo degli adulti (amori infranti, delusioni esistenziali, gelosie, ecc.). Vederli atteggiarsi come adulti, con pose, gesti, movimenti evidentemente imposti dal regista, è sconvolgente. Per non parlare delle domande sui sentimenti che la conduttrice rivolge a bambini e ragazzini/e, i quali rispondono o imbarazzati o assecondando con frasi rituali. I genitori dei piccoli cantanti non mancano di lacrime di orgoglio e commozione e il pubblico è osannante. Tutto questo avviene tra le ore 21 e le 24.
Dette le mie impressioni negative, ho constatato con simpatia alcuni interventi critici su questi spettacoli: quello del direttore attuale dello Zecchino d’oro, padre Alessandro Casoli che ha ricordato come lo “Zecchino” rispettava i bambini, calibrando su di loro tutto lo spettacolo. A questo intervento si aggiunge quello dell’AIART (l’associazione cattolica che vigila sulla televisione) e l’Osservatorio sui diritti dei minori, il cui direttore Pedrini constata l’assenza della dimensione gioco. Marzio, consulente della commissione parlamentare per l’infanzia, chiede al direttore della RAI e al presidente di Mediaset di sospendere i due programmi «per palese violazione del codice di autoregolamentazione TV e minori che contempla di non utilizzarli in grottesche imitazioni degli adulti».
Su Avvenire di sabato 9 ottobre, Mirella Poggialini, critica i genitori: «ora si affascinano le famiglie con seduzioni illusorie, nell’alone di una labile fama da afferrare, di una fortuna che non deve sfuggire. E’ un messaggio ambiguo che la tv ha la forza di fare diventare costume, proponendo come dono quello che invece è furto dell’infanzia».
Una domanda retorica: la RAI e Mediaset non hanno soldi per pagare dei pedagogisti e degli psicologi che indichino come vanno trattati i bimbi e i ragazzi?
Saverio, la comunità “Parrocchia Sacro Cuore di Mestre”
 E “Forum” offende i cattolici 14/10/2011  
Vorrei manifestare il mio sdegno in merito alle argomentazioni trattate ed emerse durante la puntata di Forum trasmessa su Canale5 lunedì 06 Giugno 2011 prima del telegiornale delle 13,00, quindi durante una fascia giornaliera protetta ed aperta a tutti i telespettatori di ogni età.
La mia lamentela è rivolta, in particolare, a Marco Senise che ogni giorno affianca la conduzione del programma.Io sono una giovane donna di 35 anni, cattolica cristiana molto credente.
La puntata in questione parlava di una signora molto anziana che voleva mettere in casa una bara per quando sarebbe arrivato il suo momento e per questo è stata sollevata la questione da prima superstiziosa poi tramutata in chiave religiosa dal poco informato in merito alla questione pubblico in sala.Nel finire della puntata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della decenza è stata l’affermazione dell’appunto Senise che, a difesa della povera anziana uscita sconfitta dalla causa dopo la sentenza del Giudice, ha affermato con il suo solito modo di fare provocatorio e a tratti ironico quanto segue: “Il crocefisso portato al collo da milioni di cristiani, sarebbe un simbolo di morte in quanto rappresenta un uomo morto appeso alla croce e non un simbolo di salvezza, di pace, amore e speranza per milioni di credenti sul quale è appoggiata tutta la nostra fede. Io come Cristiana mi sento estremamente offesa da queste parole senza senso.
Marzia Zoppini

 La fascia protetta e il TG5 14/10/2011  
Vorrei segnalarvi un episodio a dir poco scioccante. Tg5 ore 13,00 di oggi giovedì 18 agosto, annunciano la morte del regista del documentario (ai tempi e tutt’ora vietato ai minori di 14 anni) "Mondo Cane". Ad accompagnare l’annuncio le immagini del documentario: terribili! Io stavo pranzando con alcuni colleghi. Non vi dico le reazioni. Il pranzo mi è rimasto sullo stomaco. Come è potuto accadere? Come possiamo difenderci noi adulti e i nostri figli (le 13,00 sono fascia protetta) da certe immagini da parte di un telegiornale (una volta) autorevole? E che dire delle immagini, sempre al tg5, del reggiseno insanguinato della povera Meredith? Sono profondamente indignata.
Violetta Armanini
 Chi di spot ferisce di spot perisce 14/10/2011  
Può capitare di pensare all’estate, dopo un anno duro di lavoro e immaginarsi finalmente pace, relax, tranquillita’ assoluta, intervallati, tra tante altre cose, dal piacere di vedere dei buoni programmi televisivi e magari, perchè no, i films della vecchia guardia cinematografica italiana. Come non apprezzare ancora, anche dopo innumerevoli vicini, i films con Totò e Peppino, Gassman, la coppia Loren, Mastroianni, il grande De Sica, l’inimitabile Sordi, fino a quelli del Neorealismo più nostrano, con tematiche esistenziali anche forti e, tratti, ancora attuali. Ma può capitare di non essere grandi, psicologicamente parlando, a sopportare l’ultimo affronto partorito dalla mente perversa di pubblicitari disonesti, e, a questo punto bisogna aggiungere, anche molesti. Ovvero lo spot del chewingum “vivident blast”. La scena si apre con un uomo abbastanza avanti negli anni che, rivolgendosi al figlio, gli rivela di non essere quello che lui ha sempre pensato che fosse, ovvero suo padre, ma in realtà sua madre. E per meglio avvalorare la sua tardiva confessione si sbottona la camicia lasciando intravedere un reggiseno da donna che non lascia adito ad alcun dubbio. A sua volta il figlio che, evidentemente non vuole essere meno del padre, gli svela di non essere il suo pargolo, ma, in verità una marionetta e si trasforma all’istante in questa, come una sorta di processo neonatale inverso a quello di pinocchio. Unica consolazione, l’immagine surreale alla fine, dello stesso omone schiacciato spietatamente da una gigantesca balena bianca. Della serie: chi di spot ferisce, di spot perisce. Con la crisi d’identità dilagante in quest’era moderna e di paradossale culto dell’individualismo ci sembra che i pubblicitari in questione abbiano usato male e fuori luogo i riferimenti concettuali presenti nello spot.
Giuseppina Papa (Gruppo Aiart Frosinone)
 Il monito di Bagnasco 14/10/2011  
Sono pienamente d’accordo con il Card. Bagnasco quando afferma che “In Italia bisogna purificare l’aria ammorbata dai comportamenti licenziosi”, parole nette e inequivocabili che io, da cattolica, aspettavo da tempo. Le “relazioni improprie” di cui ha parlato il Cardinale hanno davvero portato un grave danno alla società italiana. Senza una netta inversione di tendenza, credo, che potremmo solo abbandonarci al declino del nostro Paese, sempre più “umiliato” nel costume e nel linguaggio. Da cittadina mi sento mortificata, nel venire a conoscenza di atti e comportamenti (a livelli diversi) che mettono in luce stili di vita che non sono rispettosi della dignità delle persone, del decoro delle istituzioni e della vita pubblica.
Anna Pulci (Roma)
 L’arduo compito di educare 15/09/2011  
Lettera di Daniela e Marco Baratella
 C’era una volta il comune senso del pudore 15/09/2011  
Lettera di Attilio Sangiani
 Informazione nei talkshow televisivi 26/05/2011  
Sono indignato come spettatore e come cittadino. Non è possibile stare con le mani in mano. Ancora una volta si sta tentando di mettere il bavaglio all’informazione libera. E, come tante altre volte è capitato, nel mirino ci sono i talk show della Rai. Perchè quando si avvicinano le elezioni i membri della commissione di Vigilanza Rai provano a “spegnere” i dibattiti politici e i talk show? So bene che la sospensione alla fine è stata rifiutata, grazie anche all’intervento di Sergio Zavoli, ma è davvero incredibile come il servizio pubblico pensi solo a salvaguardare la politica, penalizzando totalmente gli spettatori che pagano il canone.
Giorgio Sabatini (Roma)
Preoccupati e indignati per il continuo degrado della Rai, anche noi dell’Aiart infatti abbiamo aderito all’iniziativa di protesta, indetta dall’associazione Articolo 21, contro lo stop ai talk show, partecipando il 30 Marzo scorso a Roma alla manifestazione davanti Palazzo San Macuto, sede della Commissione di Vigilanza Parlamentare della Rai. E’ indispensabile e urgente far sentire la voce dei telespettatori cattolici, per i reiterati attacchi alla libertà di informazione e per il continuo peggioramento dei programmi televisivi, causa non ultima del declino morale e culturale dell’Italia.
 Troppa violenza nei tg della sera 26/05/2011  
Con questa lettera vi chiedo se è possibile censurare le notizie di cronaca che giornalmente i vari telegiornali delle ore 20 (Rai 1 e Canale 5) propinano in modo crudele e raccapricciante incuranti di chi “indifesi” in quell’ora ascoltano, vedono e devono subire. Mi riferisco per fare un esempio concreto alle notizie annunciate da Cristina Parodi nel telegiornale delle 20 di Domenica 13 marzo relativamente alla notizia che a sommi capi diceva “…macabro ritrovamento di un cadavere di donna trovato decapitato e fatto a pezzi degli arti con coltello dall’omicida che ha voluto che i resti della vittima venissero trovati .. ecc..” Non bastasse ciò l’inviato speciale ha ribadito il quanto con altri particolari agghiaccianti. E la digestione della cena si è presto bloccata. Ma pazienza quella. Io mi chiedo quanti altri danni irrimediabili possono causare queste notizie nelle fasce più deboli e non solo bambini ma adulti psicologicamente disabilitati e psicopatici.
Ma in questo modo, mi chiedo, se non si interviene,si vuole che anche i nostri. figli, nipoti e bambini indifesi diventino con il tempo dei mostri omicidi, perché vittime di questi bollettini di guerra che tutti i giorni i telegiornali propongono.
Ma il garante dove sta?
Non basta dire che i genitori devono sorvegliare i figli perché ci sono situazioni che in quell’orario (ore 20) i bambini guardano indisturbati la televisione o perché i genitori lavorano o non possono essere presenti per varie ragioni, o perché si vuole che le notizie vengano discusse assieme. Però non proposte in quel modo crudele e spietato. Questa è pura violenza e va sicuramente censurata.
Non capisco poi come i direttori dei vari Tg lascino fare e così pure non intervengono le varie associazioni di genitori ed a difesa dei bambini.
Roberto Cian (Venezia)
 Quando “finisce” il Grande Fratello? 26/05/2011  
Scrivo per parteciparvi il mio pensiero su un programma che, per varie ragioni, riscuote ancora un certo successo: il Grande Fratello.
Io personalmente ho sempre seguito la trasmissione serale perché mi regalava momenti di puro e semplice svago! Ho visto persone semplici, sincere, sensibili, oneste e generose, ma anche e soprattutto finte, volgari, opportuniste, mistificatrici, disposte a fare qualsiasi cosa, anche la più immorale, pur di mettersi in mostra e far parlare di sé! Da persona intelligente, quale ritengo di essere, ho sempre distinto la realtà dalla finzione, la verità dalla menzogna; in quei pochi frammenti di programma era chiaro ai miei occhi su chi e cosa valesse la pena soffermarsi!
Da telespettatrice critica, ma non assidua, mi sfuggiva però l’opera di costruzione realizzata dagli autori del programma! Quest’undicesima edizione del GF non lascia alcun dubbio: è una vera e propria truffa!!! Il gioco qual è? Screditare coloro che non hanno “santi in paradiso”, quelli che decidono di vivere a modo loro quest’esperienza, che hanno abbastanza dignità da non farsi manovrare, e farli fuori con ogni mezzo, persino taroccando il televoto.
Anche se ci fosse un cambiamento di rotta degli autori, e di tutti quelli che “lavorano” per mettere in scena patetici teatrini, (a seguito delle innumerevoli proteste dei telespettatori derubati) io credo che il Grande Fratello debba comunque chiudere i battenti!!!
Calpestando la dignità e insultando l’intelligenza di tantissime persone ha davvero raschiato il fondo!!!
Martina Celena
 Preoccupazione di una mamma 08/04/2011  
Sono una mamma preoccupata, ho due bimbe di 5 e di 2 e mezzo ieri sera verso le 18:30 ho visto che trasmettevano il telefilm CSI, che per le immagini e i temi trattati, non credo si possa lasciare in fascia protetta. In molti programmi
non vedo più i pallini, vorrei capire come funziona la cosa, una cosa che funziona dovrebbe essere meglio vigilata non credete?
Luisa I.
Certo. Purtroppo le regole sono inadeguate e quasi sempre non vengono rispettate. Perciò come Aiart, invitiamo tutti a protestare, inviando denunce (sul sito Aiart sono indicati i modi per protestare e sono pubblicati i moduli per inoltrare le denunce)
 K2: una montagna di stupidità 08/04/2011  
K2 è un canale demenziale che propone programmi demenziali per futuri dementi. Possibile che nessuno se ne renda conto e nessuno abbia il coraggio di dirlo? Io sto cercando di contattare i responsabili di redazione per poter meglio argomentare il mio pensiero e chiedere loro innanzitutto se hanno dei figli e se sono in grado di mettersi in discussione ed ammettere il basso livello educativo dei programmi che propongono.
Chiara Deo
 Troppa in Tv la spazzatura 08/04/2011  
Ho scoperto purtroppo solo ora l’esistenza di questa associazione: l’ho scoperta in occasione di un incontro avente ad oggetto "La Tv dei 1000 canali" c/o il Centro Cardinal Ferrari di Como.
Premesso che ci sarebbe da perderci le ore nel leggere le varie notizie pubblicate sul sito, tanto sono interessanti, mi chiedevo se come associazione riuscite ad ottenere qualcosa con le vostre segnalazioni.
E’ fuori dubbio che occorre lottare contro interessi inimmaginabili e che comunque non occorre mai stancarsi di farlo: quello che mi chiedo è, come mai, nonostante esistano delle fasce orarie protette per i minori, a tutte le ore della giornate appaiono immagini, spot ecc. che secondo me non sono adatte a minori e disturbano anche gli adulti?
Premetto che guardo pochissimo la TV, mi trovo qualche volta con le figlie (di 10 e 12 anni) a vedere passare anche spot che offendono la dignità della donna (vedi da ultimo pubblicità di telefonini dove c’è Belen che si spoglia!). Non sono una bigotta ma perchè per fare la pubblicità di un cellulare occorre che il corpo di una donna venga presentata in questa veste? E poi ci sarebbero molti altri esempi simili.
E che dire dei film e sceneggiati violenti, telegiornali dove c’è il gusto di entrare nei particolari macabri? Finora ho cercato di evitare i TG alle mie figlie ma ora richiede la visione dei TG anche la scuola; che fare? Ho avuto dei consigli in quell’interessantissima serata tenuta da Don Tiziano (vedi ad es. TG di Tele200 o il TG de La7), ma non se ne può più di questa violenza a tutte le ore e di sentire ripetere particolari raccapriccianti sugli omicidi delle povere ragazzine!
Spesso mi trovo a indirizzare le mie figlie sulla visione di certi programmi, e sono contenta di esserci riuscita finora, ma ora la più grande vorrebbe guardare quello che guardano le ragazzine della sua età e spesso mi trovo a dire no: è una lotta continua che si potrebbe evitare se la TV fosse un pò più di qualità e meno spazzatura!
Scusate la schiettezza: forse per cambiare qualcosa dovrebbe sparire dalla circolazione il nostro Primo Ministro! visto che sono oramai 15-20 anni che sta cercando, e in parte ci è riuscito, a manipolare le menti degli italiani!
Cristina Vaccani
 Zapping e il dissenso 08/04/2011  
Alla radio strane trasmissioni democratiche: mi riferisco a Zapping su Radio1 condotta da Forbice e a Cruciani su Radio 24. Quando gli ospiti non sono graditi per non essere troppo in consonanza col conduttore vengono tacitati o rimbrottati. Si può capire se la persona in linea usa parole volgari, ma se esprime semplicemente le sue idee sarebbe auspicabile farlo parlare. Un poco di galateo non guasta, altrimenti le trasmissioni rischiano di essere allineate. Non va bene. Non si insegna molto.
Giorgio Tagliavini (Milano)
E’ proprio il caso di “fare zapping!”
 Più equilibrio nei dibattiti politici in Tv 15/02/2011  
In un difficile periodo di transizione politica, in cui parole infuocate e gesti non consoni la fanno da padrone, spesso nei vari talk show televisivi, occorre rilevare un preoccupante e costante sfaldamento dell’etica professionale in chi tali programmi conduce.
Lontani ormai i tempi in cui giornalisti volutamente o forzatamente super-partes animavano i dibattiti politici, non è una novità affermare che oggigiorno sono molti i professionisti dell’informazione che si lasciano tentare da una partecipazione attiva, per non dire faziosa, al confronto in corso. Per alcuni dei più noti: Vespa, Santanchè, Fede, Gruber, Liguori, Floris, Lerner, ma anche gli ultimi arrivati Telese e company e alcuni dei pur bravi giornalisti di “Omnibus”.
Che dire poi, quando si constata una condizione impari nel numero degli inviati, sicchè alcuni gruppi ideologico-politici appaiono più numerosi rispetto ad altri di matrice contraria e con ciò palese favoritismo?
Una cosa è evidente! In queste condizioni lo spettatore è impossibilitato a costruirsi un’opinione equilibrata sugli argomenti trattati con tutte le conseguenze che ciò comporta sulle sue scelte professionali e sul diritto di esercizio della democrazia che tali premesse vengono ad inficiare.
Gruppo Aiart Frosinone
 Via gli oroscopi dalla televisione 15/02/2011  
Da cattolico praticante ringrazio per la presa di posizione dell’Aiart contro la “indecente Rai che si occupa di oroscopi, di superstizione. Quale altro servizio pubblico in Europa si comporta in questo modo?”. Mi aspetto altresì analoga e proporzionata presa di posizione su tutti i programmi educativi che il nostro servizio pubblico trasmette con costanza e precisione durante tutto il resto dell’anno.
Gianni Tadiotto (Milano)
La protesta dell’Aiart contro i programmi televisivi della Rai sugli oroscopi ha sortito un parziale e positivo effetto.Rai2 ha, infatti, quest’anno modificato l’orario del programma, spostato in seconda serata, con un conseguente notevole calo di ascolti. Un segnale positivo, anche se il nostro obiettivo è quello di “bandire” dalla Tv pubblica, programmi di oroscopi, astrologi, maghi e chiromanti!L’Aiart continuerà la sua battaglia finchè non centrerà l’obiettivo: Fuori dalla Rai gli oroscopi!
 Un “servizio” postale indecente 15/02/2011  
Scrivo per segnalarvi una questione che da tempo sta causando disagi ai lettori de Il Telespettatore. Vorrei farvi notare che il numero di Novembre è arrivato a casa mia, con notevole ritardo, solo il 12 Gennaio. Avendo rapidamente consultato alcuni amici (anche loro abbonati da anni) mi hanno confermato i grossi ritardi con cui il giornale arriva nelle abitazioni. Certo è che situazioni del genere non dovrebbero accadere! Perchè tutti questi disservizi nella distribuzione dei giornali? Le Poste continuano a non rispettare la puntualità. Dunque noi cittadini paghiamo, ma continuiamo a subire comunque un disservizio: il ritardo fisiologico delle nostre poste. Per quanto tempo ancora saremo costretti a subire queste mancanze? È solo la punta dell’iceberg, ma è il sintomo di quanto il servizio postale si stia allontanando dai bisogni dei cittadini. Vi chiedo dunque un sollecito intervento al fine di riportare alla normalità un servizio che in altri tempi veniva svolto in modo adeguato. “Poste Italiane” non ha preventivamente pensato alla gestione stabile di un così importante servizio alla collettività?
Mario Bellini (Roma)
Di lettere come la Sua ne abbiamo ricevute tante. Ormai “spedire” per posta è un atto di ...speranza. Per un mensile come il Telespettatore (ritardi anche di 30 giorni e continui disguidi) il danno è insopportabile! Specialmente se consideriamo che oggi, dopo gli aumenti delle tariffe, spedire una copia del Telespettatore costa 0,289 euro; prima dell’aumento la cifra era di 0,066 euro. Un aumento del 500%. E il servizio è sempre più scadente! (L.B.)
 Quando la Tv insegna a rubare 06/01/2011  
Sdegno e disapprovazione, di un lettore della nostra rivista mensile Il Telespettatore, per la banalizzazione del senso e del valore dell’onesta’ messo in onda in una trasmissione televisiva del 3 Dicembre scorso.
 Grande Fratello: nessun limite al peggio 06/01/2011  
Ogni anno che passa i reality in Tv appaiono sempre più fuori controllo. Non sono un’appassionata dei programmi come il Grande Fratello ma mi è capitato di assistere nell’undicesima puntata del reality condotto da Alessia Marcuzzi ad un ennesimo gravissimo episodio. In particolare mi riferisco alla “confessione” di uno dei concorrenti relativa alle molestie sessuali subite da bambino. Con piacere ho letto che l’Aiart si è duramente scagliata contro un atto di simile irresponsabilità da parte degli autori del programma di Canale 5.
Davanti a milioni di spettatori, fra cui moltissimi ragazzi, non si può trattare un tema così delicato come quello delle molestie sessuali sui minori. Chi costruisce le puntate del Grande Fratello non sembra avere un minimo di coscienza nel capire che un programma televisivo non può parlare di questi argomenti a cuor leggero.
Sono rimasta sconcertata dalle parole di Alessia Marcuzzi a proposito dello squallido episodio di violenza di cui il giovane concorrente è rimasto vittima. La conduttrice ha cercato di tirar fuori i sentimenti del ragazzo, dicendogli che in questo modo si sarebbe“tolto un peso” dicendolo in diretta Tv! La nostra televisione è ormai abituata a mettere in primo piano vicende personali, violenze e tradimenti. In nome degli ascolti sempre più alti, gli autori dei reality (e non solo) non si fanno scrupoli. Cercano anzi di creare a tavolino scandali e storie sempre più torbide al fine di “spingere il programma” e darlo in pasto al maggior numero di spettatori possibili.
Gli scandali pagano tantissimo anche in termini di carriera del “personaggio da reality”. Mi spiego meglio. Un ragazzo o una ragazza che partecipano ad uno show televisivo come il Grande Fratello cercano di utilizzare questa opportunità come trampolino di lancio nel mondo della Tv o del Cinema. Tantissimi sono stati a traghettare (purtroppo) dal reality alla fiction negli anni scorsi. Tantissimi sono quelli che si riciclano come opinionisti da strapazzo nei vari talkshow di Rai e Mediaset. Chiunque abbia fatto parlare di sé ha la possibilità di allungare la propria “vita televisiva” ancora di qualche mese o addirittura di qualche anno. Episodi come una violenza sessuale quasi sempre garantiscono pesanti accelerate nelle ospitate in Tv. Per quanto tempo ancora dovremmo sorbirci tutto questo?
Marta De Angelis (Roma)
 Concorsi canori e pedofilia 14/12/2010  
Ho letto con piacere sul “Venerdì” di Repubblica un articolo di Giorgio Bocca che segnala lo “sfruttamento televisivo della pedofilia”. Con toni molto duri, Bocca si riferisce alle trasmissioni e ai concorsi canori in cui ai bambini e agli adolescenti si chiede di imitare gli adulti in modo forzato o allusivo. Perché questi programmi Tv che giocano sulle vite dei bambini si fanno soltanto al giorno d’oggi mentre ieri sarebbero stati giudicati come volgari e scandalosi?
GIACOMO NOBILI (NAPOLI)

 L’ambiguità del “parental control” 14/12/2010  
Più volte ho assistito all’avviso, da parte dell’annunciatrice televisiva di turno ed in occasione di film scabrosi per l’argomento trattato, di limitare la visione ad un pubblico adulto oppure ai minori in presenza dei genitori.
Quest’ultimo aspetto mi ha fatto più volte sobbalzare perchè, a mio avviso, determinati film, non andrebbero proiettati perchè i minori con o senza la presenza dei genitori verrebbero ugualmente scossi da visioni scabrose foriere soltanto di messaggi in negativo per la psiche, per la morale e per la stessa educazione di chi è ancora in formazione. A parte il fatto che in molti casi a tutto voler concedere vi è la presenza di un solo genitore, dato l’elevato numero di coppie separate e divorziate, ma la sostanza non cambia anche perchè le coppie normali per le quali si verifica molto spesso che il marito vede un programma televisivo mentre la moglie ne vede un altro.
Che cosa dire poi se il minore resta solo a vedere il film perchè la madre o il padre è fuori casa o riceve una telefonata o una visita di amici o per altro motivo di emergenza?
Nelle prime fasce orarie della serata e per tale fascia io considero le proiezioni televisive comprese nell’arco orario tra le ore 20,00 sino alle 22,00, è indispensabile evitare e proibire la messa in onda di film di disvalore morale,e tanto, a prescindere dell’avviso di consentire le visione ai minori con la presenza di uno o di entrambi i genitori. Quelli che noi chiamiamo minori, oggigiorno hanno un grado di cultura, di informazioni e di sapere molto vicino se non addirittura superiore ai maggiori di età, per cui mi domando e dico: “Che cosa potrebbe fare un genitore che assiste col figlio di 10 anni ad una scena di omicidio o di stupro?” La scena bruta resta indelebile al di là delle mille spiegazioni che il genitore potrebbe offrire al figlio! Nel peggiore dei casi, e sarebbe già un toccasana, si potrebbe abbondare nel dire: “Vietato ai minori di 18 anni”. Oppure “Vietato ai minori degli anni 14”.
La famiglia italiana è già allo sfascio. Con la collaborazione delle TV potrebbe essere distrutta!
TOMMASO CALCULLI (MATERA)
 Blob ci prova ancora! 04/12/2010  
Non è la prima volta che il programma di Enrico Ghezzi ha suscitato l’indignazione da parte dei telespettatori. Di seguito, due segnalazioni: una del dicembre 2008 e l’altra del dicembre 2009
 Quando gli utenti denunciano 26/11/2010  
Di Alfonso De Lucia Lumeno
E’ di questi giorni la notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pm Stefania Buda, con l’accusa di atti osceni, del legale rappresentante di Telecapri. L’inchiesta è nata ed ha avuto seguito proprio grazie all’esposto di alcuni cittadini che lamentavano la messa in onda di film hard dall’alto tasso erotico e dall’esplicito contenuto, in certi casi anche violento. Telecapri, emittente televisiva privata della Campania, leader del versante tirrenico del Meridione, non era certo nuova ad “iniziative” di questo genere: è da anni infatti che in chiaro e in tutta tranquillità, tutte le sere, anche nelle ore per legge considerate “a fascia protetta”, vanno in onda film di questo tenore. In barba a qualsiasi legge e regola, come il decreto legislativo voluto nel 2007 dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che vieta la trasmissione di immagini hard in tv, ore notturne comprese, pena multe salate (dai 5 ai 50mila euro) per i trasgressori; il divieto si estende a tutte le emittenti, pubbliche e private, nazionale e locali, via satellite e via cavo. Ma evidentemente le sanzioni non vengono applicate ai trasgressori di tale norma, o sono ben poca cosa in confronto ai ricavi stimati dalla messa in onda di film vietati ai minori. E così Telecapri ha potuto agire indisturbata, finchè un gruppo di telespettatori ha deciso di dire basta: si era superato il limite della normale decenza ed accettazione. E’ auspicabile che non sia solo un fuoco di paglia estemporaneo, ma che le regole vengano rispettate e si abbia da ora in poi un maggiore tutela per la visione dei programmi in televisione.

 Le scuole di giornalismo 06/11/2010  
Gentili amici dell’Aiart, volevo ringraziarvi per il deciso comunicato stampa dedicato al ricorso indiscriminato ai ragazzi delle scuole di giornalismo per il portale del Tg1. Ormai questo mestiere (non è una professione) non esiste più.
Giuseppe Picciano (48 anni, giornalista professionista, precario da dieci)


 Quei telefilm americani… 06/11/2010  
Sono arcistufo di tutti questi orribili telefilms polizieschi americani contemporanei, in cui spesso e volentieri i poliziotti appaiono più odiosi e antipatici degli stessi criminali (soprattutto nelle scene degli interrogatori). E’ evidente che l’impronta giustizialista che sovente caratterizza questi prodotti tecnicamente ben fatti ma eticamente discutibili, è specchio fedele del Paese che li realizza. Un Paese che non esita a mandare a morte, proprio a causa del suo fanatismo giustiziero, anche i disabili mentali (come Teresa Lewis), ma che allo stesso tempo non si fa scrupolo, in nome di quella stessa mentalità liberal che viene ignorata alla vigilia delle esecuzioni capitali, di uccidere i malati terminali (vedi Terry Schiavo). In quest’ultimo caso, però, nessuno finisce condannato a morte.
Giovanni Pirrera (Agrigento)
 Quando la Tv fa rabbia e orrore 06/11/2010  
Vi trascrivo una lettera che ho inviato a Rete 4 con la finalità di renderla più sensibile circa una tematica a me molto cara e spero che possiate aiutarmi nel raggiungimento di questo obiettivo.
Sono una vostra appassionata telespettatrice. Credo che la vostra programmazione sia tra le più piacevoli della nostra televisione, dai film pomeridiani e in seconda serata, magari datati ma senza dubbio interessanti, a pianeta mare e mela verde etc...compreso il programma che racconta la vita dei santi. Non sono una fervente cattolica ma questa trasmissione ha arricchito il mio bagaglio su personaggi a me quasi del tutto sconosciuti e ne sono contenta. E’ davvero qualcosa di unico nel suo genere e prego di porre i miei complimenti al religioso che ha il ruolo di narrare....riesce ad essere veramente molto chiaro. La mia replica in oggetto riguarda una constatazione di cui purtroppo ho avuto ulteriore conferma proprio ieri sera e che mi reca molta rabbia e addirittura orrore. Mi spiace molto affermare ciò ma mi sono resa conta che soventemente vengono trasmessi film di una certa impressionabilità senza che siano apportate, secondo il mio avviso, le dovute censure. Un esempio riguarda un film del genere fantastico storico trasmesso in pieno sabato o domenica pomeriggio, narrante la storia di Re Artù in cui si vede una esplicita scena di sesso mentre il marito del personaggio di Ginevra viene ucciso in maniera abbastanza atroce. L’ultimo esempio riguarda il film trasmesso ieri sera in prima serata in cui si mostra una ragazza che viene brutalmente violentata mentre la madre al telefono ascolta il tutto. Basic instict in prima serata viene censurato! E questo genere di film perché no?Io ho dei nipotini e da brava zia quando sono sotto la mia custodia vengono monitorati durante la visione della televisione ma credo che la televisione dovrebbe coadiuvare questo controllo. Prima ce ne era di più e bollini verdi-gialli-rossi rispettavano maggiormente la realtà della programmazione. Rete 4 in questo mi ha deluso perché non considera in pieno le fasce orarie. Quella scena così orribile spiattellata alle 9.15 della sera non solo è un’offesa per i telespettatori che hanno una certa sensibilità ma soprattutto è un pericolo per i fruitori più piccoli di quell’orario. Mi spiace molto di usare termini così duri ma da vostra fedele ho sentito il bisogno di esprimere tutto il mio dissenso in modo da contribuire ad evitare situazioni del genere.
Elisa Tavanti
 La volgarità di Striscia 28/07/2010  
Carissimi, mi chiamo Giorgio Ballarini, sono il papa’ di 4 figli di 12, 14, 18 e 21 anni. Non sono un grande appassionato di TV, inoltre i miei orari di lavoro mi permettono di guardarla solo dopo le 20 e 30. Una delle trasmissioni che, dato l’orario e la breve durata, ogni tanto riusciamo a guardare assieme in famiglia e’ STRISCIA LA NOTIZIA, perche’, nonostante la presenza delle "solite" veline (possibile non si possa fare una trasmissione senza ??) mi e’ sempre piaciuto il carattere di denuncia per quei fatti spesso colpevolmente "dimenticati" dai telegiornali nazionali. Ultimamente pero’ STRISCIA, con la scusa di sbeffeggiare altre trasmissioni, trasmette di fatto il peggio delle stesse. Venerdi 14 maggio scorso, secondo me si e’ superato il limite della volgarità, con servizi durati parecchi minuti, dedicati al peggio del peggio della TV Italiana, con immagini indecenti. Capisco che gli autori di certe trasmissioni prese in giro da STRISCIA dimostrano la loro "grande" intelligenza e capacita’ artistica offrendo solo nudo e volgarita’, proponendo un cliche’ vecchio come il cucco adatto a guardoni rimbecilliti, di fatto ognuno di noi ha la liberta’ di guardarle o non guardarle certe cretinate, pero’, quando a riproporre le stesse schifezze e’ una trasmissione che dovrebbe occuparsi d’altro, ti fa’ sentire vigliaccamente raggirato !! La ciliegina sulla torta e’ il saluto che all’inizio di STRISCIA danno ogni sera i 2 conduttori: "CIAO BAMBINI". Ma come? sono consapevoli che la trasmissione e’ seguita da tanti bambini e la imbottiscono di volgarita’?
Giorgio Ballarini
Giuste le sue riflessioni. Purtroppo la “gara” tra i programmi TV a chi può fregiarsi del titolo “il più volgare” è molto accesa: e così i programmi – anche in Rai – giorno dopo giorno, diventano più volgari, insulsi, offensivi della dignità dei telespettatori, soprattutto dei minori.
 L’Inter e il TG1 28/07/2010  
Egregio Direttore,
le suggerisco di fare la conta delle persone interessate alla memoria della strage di Capaci e quella relativa ai simpatizzanti della squadra di calcio Inter FC. Un tiggì che democraticamente assolve all’informazione del maggior numero di telespettatori non mi pare da demonizzare, o no? Noti che l’Inter mancava da questo risultato da 45 anni, mentre le rimembranze storico-politiche sono affare quasi quotidiano, visto il loro gran numero. Guarda mai Rai Storia? Gliela consiglio, perché densa di avvenimenti e approfondimenti che nessuna altra rete manda in onda, neppure Raiuno. Noti che manca pure di pubblicità …Esulti anche lei per la bella vittoria dell’Inter, dia esempio di sportività … O almeno sia clemente verso coloro che hanno acceso la TV proprio per “godere” del successo sportivo della propria squadra! Le prediche relative proprio a quella edizione informativa le faccia in altri momenti, ascolti me. Approfitto per suggerire anche un cambiamento di orientamento che non può mancare nella nostra società: occorre quanto prima trasformare le fila degli “spettatori” del piccolo schermo in “attori”, diversamente in Italia (e nel mondo intero) “andrà tutto a schifiu”. Internet, nel suo piccolo-piccolo, sta solleticando il popolo bue, ma occorre qualche guida autorevole che aiuti a pensare eticamente. Non so lei, ma io la TV la guardo solo per programmi specifici, odiando cordialmente i (falsissimi) talk-show e la permeante pubblicità; oppure la uso come semplice monitor per vedere film ed altro.
Carlo Omizzolo (Milano)

Grazie, per la sua garbata critica, per il suo suggerimento e, soprattutto, per l’ auspicio di una guida a “pensare eticamente”. Quanto alla critica al Tg1, essa non scaturisce da una valutazione sportiva, né tantomeno dalla minore o maggiore soddisfazione per il grande successo dell’ Inter, ma dal fatto che numerosi telespettatori hanno segnalato un certo disagio per l’ eccessivo spazio (oltre 7 minuti) riservato all’ evento dal Tg1 e per la collocazione giudicata giornalisticamente non opportuna. Forse l’ asprezza della critica deriva anche dal fatto che il Tg1, giorno dopo giorno, perde autorevolezza e, conseguentemente telespettatori. I dati sono oggettivi e parlano chiaro. La fuga dei telespettatori dal Tg1 è continua e crescente; e per Rai, servizio pubblico, è un grave danno (anche economico) e un segnale inequivocabile di declino, morale e culturale.
L.B.


 Le didascalie in sovraimpressione 06/06/2010  
Vorrei tanto sapere chi è quel genio del giornalismo e della comunicazione radiotelevisiva che ha avuto l’idea di “integrare” le notizie del TG2 della Rai con didascalie in sovrimpressione che, però, parlano di altri fatti e di altre cose.
L’effetto, peraltro prevedibile, è un senso di confusione e di fastidio. Tempo fa è capitato anche che mentre le immagini (e il parlato) del TG2 si riferivano ad un evento lieto, ritraendo gente allegra e festante e belle ragazze sorridenti con un commento parlato adeguato al contesto, la didascalia dava invece la notizia nello stesso tempo, della morte violenta di una persona: si lascia immaginare l’effetto di questo (pur non voluto) “abbinamento” presso i telespettatori più attenti e sensibili.
Paolo Bafile (Roma)

 Una scialba e assurda relazione 06/06/2010  
Sabato 24 aprile ho avuto la gioia di poter ascoltare la viva voce di Benedetto XVI nell’Aula Nervi a conclusione del convegno “Testimoni Digitali”. Mi sono commossa nel sentire il Santo Padre parlare dei “media”, incoraggiando quanti (e noi dell’Aiart tra questi) sono impegnati ad essere “testimoni” nel mondo dei media. Da iscritta all’Aiart da tempo (tessera 2010 n. 33255), ne ho tratto motivo di soddisfazione. Purtroppo, prima del discorso del Papa, ho dovuto “sorbirmi” l’intervento del Vice direttore della Rai Lorenza Lei. Un compitino scialbo e insignificante letto, per altro, nell’indifferenza quasi generale, e tra tanti brusii di disapprovazione.
Sono sicura che il mensile della mia associazione non pubblicherà questa mia lettera che, comunque, invio per protestare in modo garbato per una relazione che chi guarda la Tv pubblica non può non giudicare assurda. Cordiali saluti.
Rosaria Marchese (Roma)
Il Telespettatore è un giornale libero, di un’associazione libera e democratica. Pertanto – come vede, smentendola – pubblica la Sua lettera che forse, in modo eccessivo, critica una relazione “scialba e insignificante” che ha deluso molti, anche chi risponde alla Sua lettera. (L. B.)
 Cala la vendita dei videogiochi? 06/06/2010  
Ho letto sul Sole 24Ore del 7 U.S. Che i profitti della Nintendo sono calati del 18% rispetto all’anno precedente, con vendite di Wii e Ds diminuite del 22%. Per l’Aiart che contrasta con forza i videogiochi violenti e consiglia un uso moderato di tutti i videogiochi è una buona notizia?
Mario Cicala (Catania)
In generale un calo di vendite non è una buona notizia; ma se, come speriamo, questo calo ha comportato una minore circolazione di videogiochi violenti, allora è veramente una buona notizia.
 I prodotti sempre più scadenti del servizio pubblico 06/05/2010  
Spettabile Il Telespettatore,
ormai la Rai è divenuta nella quasi totalità una specie di Paese dei balocchi di collodiana memoria: non si contano più i varietà, i quiz e gli shows, sempre più stupidi, insulsi e stucchevoli, che le reti pubbliche ci ammanniscono, a parte Raitre (i cui varietà hanno comunque il grave difetto di essere orientati a sinistra, come La 7). Per non parlare del Tg1: più che un organo di informazione, sembra sia divenuto una sorta di dozzinale rotocalco infarcito di servizi che definire cretini, frivoli e superflui è davvero troppo poco (non potrò mai scordare, ad esempio, un fondamentale servizio sulle ciglia finte, o un altro, altrettanto basilare, su come ci si pettina, oppure gli imprescindibili consigli su dove andare a sciare et similia). Tuttavia, la Rai raggiunge il massimo della faccia tosta allorchè, con ossessiva tracotanza, ci invita quotidianamente a pagare il canone, onde evitare sanzioni e balzelli (in tv, verrebbe da chiosare). Canone? Visti i contenuti dei propri palinsesti, vista la qualità spesso scadente dell’ informazione fornita dai suoi TG, vien voglia di chiamarlo racket di Stato, altro che canone! Mi domando e dico: dov’è finita la grande tradizione culturale della Rai, quella basata sugli sceneggiati d’ autore, o sulle inchieste giornalistiche alla Zavoli o alla Biagi? E dov’è finita l’attenzione per il cinema d’autore, o il teatro, lirico, di prosa o musical che sia? E le commedie di Garinei e Giovannini, che venivano proposte spesso in tv, dove sono andate a finire? Sono rimaste al Sistina di Roma?
Giovanni Pirrera
 Quando approfondimento fa rima con superficialità 06/05/2010  
Sono una mamma di due bambini e vorrei sottoporre alla vostra attenzione un caso - purtroppo non isolato - di pessima TV che investe i temi della famiglia e della maternità a mio parere in modo allarmante. Oggetto della mia segnalazione: la trasmissione "UnoMattina - weekend" trasmessa questa mattina sabato 20 marzo su RaiUno e condotta da Sonia Grey. Ospite il prof. Vincenzo Mastronardi, autore del saggio "Madri che uccidono. Le voci agghiaccianti e disperate di oltre trecento donne che hanno assassinato i loro figli", la trasmissione ha trattato questo drammatico tema praticamente con lo stessa modalità con cui si sarebbe potuto presentare la ricetta della torta di mele. Partendo dal recente caso di cronaca che arriva dalla Liguria, in cui la magistratura sta indagando sulla morte di un bambino con il sospetto che sia stato vittima della violenza della madre e di un amico di lei, il professore i conduttori della trasmissione hanno lasciato passare il messaggio che il matricidio può scaturire semplicemente da una "bassa soglia di resistenza allo stress". La percentuale di maschietti vittime di questa terribile morte sarebbe superiore a quella delle bambine perché "i bambini sono più irrequieti, non stanno mai fermi davanti alla TV". La superficialità con cui l’argomento è stato affrontato è, per l’ennesima volta in questa pessima TV italiana (pubblica e privata), a dir poco scandalosa. Quello che ho riportato tra virgolette sono frasi esattamente pronunciate con quelle parole, ma posso dire che tutto il cosiddetto "approfondimento" sul tema è stato trattato con questo stile che io giudico estremamente pericoloso ed anche violento. Dovremmo accettare che uccidere un figlio da parte di un genitore "può succedere" così come arrivare tardi in ufficio, così come si percepiva dalle parole pronunciate dal professore e della conduttrice? Da mamma di due bambini, sono rimasta turbata.
Claudia Chiti
Gentile signora, grazie per la segnalazione. Condividiamo la Sua motivata critica e "giriamo" la protesta-segnalazione" al Consiglio Nazionale Utenti (Agcom) e al Comitato Media e Minori.
 Il diritto di cronaca non è un “assoluto” 19/04/2010  
Ho appena finito di vedere il tg2 delle 13 e vorrei avere delle spiegazioni in merito alla trasmissione delle immagini della morte dell’atleta georgiano durante le prove di slittino SENZA AVVISARE IL PUBBLICO. Io madre, che ha appena vissuto un lutto in famiglia, avrei prontamente cambiato canale onde evitare ai minori presenti con me in casa di vedere delle immagini così forti, e rovinarci il week end. Ora so bene che la soglia di crudeltà delle immagini trasmesse da tutti i Tg è molto alta, oltre la pubblica decenza in quanto non aggiunge nulla al diritto di cronaca ma serve solo a colpire gli animi, ma E’ DIRITTTO DEL TELESPETTATORE POTER DECIDERE COSA GUARDARE ED AVERE UN MINIMO DI GARANZIE SULLE IMMAGINI TRASMESSE IN FASCIA PROTETTA! Vorrei sapere se è legale e se è possibile fare qualcosa per evitare che in futuro accada ancora.
Emanuela Carsana - carsana7@yahoo.it
Grazie, signora Carsana, per la segnalazione. Condivido in pieno la Sua indignazione e la Sua protesta. Purtroppo anche in Rai - servizio pubblico, sempre più simile e omologato alla tv commerciale - si fa fatica a rendersi conto che il diritto di cronaca non può "prevalere" sul diritto dell’utente ad essere informato con correttezza ed intrattenuto nel rispetto della dignità e identità di ogni persona. E pur di accrescere di un punto l’audience finiscono per violare ogni regola, anche quelle del buon senso! Cosa fare? Denunciare il caso - utilizzando i moduli che può scaricare sul sito aiart.org - al CNU o all’aiart.
 Sexy Shop e San Valentino 19/04/2010  
Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, su Radio 2 dalle ore 18 alle ore 19 circa (orario protetto mi pare) nel programma “Le colonne d’Ercole”, in occasione della festa degli innamorati si è parlato soprattutto di sesso: sexy shop, giocattoli sessuali, disfunzioni sessuali etc. come se l’amore fosse solo ed esclusivamente sesso.
Povera Italia! Poveri giovani, quali modelli vengono presentati! Mi spiace che il mio canone televisivo vada a finanziare questi programmi, i dirigenti Rai che permettono tali trasmissioni radiofoniche e indirettamente i rivenditori di giocattoli sessuali.
Romolo Cinti - Genova
 Rai e Mediaset. Chi è la volpe ? 19/04/2010  
Complimenti per la bella copertina del Telespettatore di febbraio. Una vignetta che, forse più di un articolo, mette in luce la situazione (gravissima)del nostro sistema radiotelevisivo, gestito da un unico centro di potere economico e politico. Ma, sinceramente, non capisco perché Mediaset è raffigurata da una grande volpe e la Rai da un piccolo gatto. Non era meglio il contrario ? Ancora complimenti!
Gianna Contini – Bologna
Grazie. Non solo Lei si è complimentata. Ci sono pervenute più lettere ma pubblichiamo la Sua per la garbata e “scherzosa” critica. In effetti Mediaset è – nella copertina – dominante. Purtroppo anche nella realtà Mediaset ha un ruolo egemone nel sistema televisivo italiano e fa la parte del leone (per rimanere tra gli animali) nella raccolta pubblicitaria. La Rai, purtroppo, – avendo smarrito la sua funzione di servizio pubblico – può vantare soltanto il primato del numero dei dipendenti,(circa 13.000!), di gran lunga superiore a quelli di Mediaset. Quanto ai programmi – per qualità e quantità – è difficile assegnare la palma del primo; sono tanto uguali !
Comunque a Mediaset spetta certamente il ruolo della volpe scaltra e vorace…di polli!

 “Horror” in Tv e nelle nostre case 19/04/2010  
Sono rimasta allibita nel vedere un film catalogato come "horror" andare in onda alle 21.30 su Italia1, il film era "30 giorni di buio".
Premetto anche che a scrivere è una persona adulta che nella videoteca personale ha decine di horror, essendo un genere che amo particolarmente. A livello dis-educativo ci sono programmi peggiori in Tv, ma questo film mi è sembrato abbastanza forte a livello di immagini...sangue ovunque, corpi triturati, maciullati, mangiati vivi da vampiri dalle sembianze umane... Insomma, non credo che siano immagini da mostrare alle 21.30 di sera. Da anni ho fatto la scelta di guardare il minimo possibile la televisione, ma ogni volta che lo faccio rimango esterrefatta: ieri sera ero anche arrabbiata perchè non si può gettare in pasto al pubblico, spesso giovane e non controllato da adulti certe scene, che sono, certo, frutto della fantasia: ma restano comunque forti e possono impressionare chi magari, passando da un canale all’altro, si imbatte in questo film...oppure il bimbo che passa davanti alla TV, in alcune case accesa 24 ore su 24, e assorbe immagini che nemmeno riesce ad elaborare. E’ vero che dovrebbero essere gli adulti a spegnere la TV o a fare attenzione al tipo di programmazione, ma sono convinta che ci voglia un grande sforzo in più anche da parte di chi organizza i palinsesti.
Baldo Caterina – Padova
Gentile signora Caterina, grazie per la Sua segnalazione. Anche altri spettatori hanno espresso l’indignazione e hanno protestato. E’ appena il caso di dirLe che condivido in pieno la Sua critica.
 Segnaliamo “Il Segnalibro” 16/03/2010  
Pochi sanno – chi scrive è fra questi – che a Milano esiste (ed opera da anni) un’associazione che può ben definirsi “sorella” dell’aiart.
Si chiama “Il Segnalibro” ed è nata nel capoluogo lombardo 15 anni fa. L’associazione si occupa di libri, in una città come Milano “centrale” per l’editoria (si pensi a Mondadori, a Rizzoli, ma anche al Corrierone e ai settimanali più diffusi). L’Aiart e “Il Segnalibro” hanno in comune qualcosa di molto importante: gli ideali, gli scopi per cui esistono ed operano: la ricerca – quasi la fissazione – per la qualità dei programmi televisivi e, rispettivamente, dei libri. L’attenzione – tutta particolare – riservata alle esigenze anche educative dei ragazzi e dei bambini, il rispetto che sempre si deve alla loro particolare sensibilità, emotività, vulnerabilità. “Il Segnalibro” è diretto a Milano, dalla signora Laura Prinetti in Bertola, la quale ha, fra i suoi titoli, anche quello di essere socia dell’Aiart.
Paolo Bafile
 Quando i bambini “cantano” 16/03/2010  
E’ in onda, in questo periodo, il sabato sera su Canale 5 il programma canoro “Io canto” condotto da Gerry Scotty, copia pressoché identica di “Ti lascio una canzone” presentato da Antonella Clerici sulla Rai.
In entrambi i casi i protagonisti dello spettacolo sono dei bambini di età molto precoce fino ai dodici-tredici anni circa, che si cimentano nell’interpretazione di brani italiani e stranieri. Grande la professionalità di questi piccoli interpreti e sorprendente il virtuosismo canoro di cui, specie alcuni, danno dimostrazione. Ma qualcosa, va detto, bisogna eccepire. Innanzitutto sorprende che in quest’epoca in cui da più parti si parla di “bamboccioni”, “adolescenza prolungata” nei giovani, esiste una tendenza diametralmente opposta ad “utilizzare”, i bambini. Che senso ha, ci si chiede, che dei bambini cantino canzoni da adulti come per esempio “Dieci ragazze per me” o le canzoni di Raf o Britti, ospiti di Gerry Scotti? Il loro contenuto è lontano mille anni luce dai testi come quelli dello Zecchino d’oro. Siamo proprio sicuri che questo tipo di esibizione, complice il pur legittimo orgoglio dei genitori, e la ricerca di
audience, venga vissuta dai bambini con il giusto distacco e senso del gioco? O piuttosto essa è il riflesso di un modo di pensare e di e si agire tipico del mondo dei “grandi” dove sovente la competizione esasperata finisce per soppiantare ogni vera passione per quello che si fa? E tutto ciò a dispetto delle rassicuranti dichiarazioni degli stessi partecipanti al programma?
Papa Giuseppina
Aiart Frosinone
 Uno spot di pessimo gusto 16/03/2010  
Volevo una vostra opinione sulla seguente pubblicità televisiva. “Lo spot ruota intorno a una giovane coppia di fronte alla vetrina di un negozio di articoli per bambini. Tra i due si crea un fraintendimento. La ragazza invita il partner a guardare nella vetrina qualcosa che le piacerebbe. Lo sguardo del compagno si perde impaurito tra biberon, vestitini da neonato e culle. L’uomo fa un sospiro di sollievo quando capisce il vero interessamento della donna: il bel paio di scarpe rosse della commessa all’interno del negozio, “tutto il resto può aspettare”, è il claim di chiusura.”
E’ la pubblicità di una nota azienda automobilistica. Nessuno si è lamentato? Personalmente la ritengo molto, molto offensiva del valore primario della famiglia. Io non sono sposata, non ho figli, non ancora. Ma mi ferisce molto sentir pubblicizzare che la famiglia può attendere, meglio un paio di scarpe rosse o un’automobile. Il mondo gira così, ma pubblicizzarlo pure ai ragazzi non mi sta bene.
(segue la firma)
Pienamente d’accordo con la Signora, Nulla da aggiungere salvo invitare a non comprare l’auto pubblicizzata.
 Oroscopi in Tv 07/02/2010  
Egregi Signori, finalmente leggo sui giornali qualcosa contro questo sconcio degli oroscopi nelle tv di Stato. Quello di Rai2 non è comunque l’unico. C’è di peggio. Da tempo sto cercando di portare all’attenzione lo scandalo di Raiuno “La prova del cuoco” di ogni sabato. In quella trasmissione dedicata ai bambini e con decine di bambini in studio, una tale arzigogola su stelle e pianeti. Se ciò è assolutamente volgare ed in-educativo in linea generale, farlo in presenza di bambini è irresponsabile e colpevole.
Francesco Ottanà
 La TV all’acme della volgarità 07/02/2010  
Ho letto su Avvenire del 27 dicembre scorso una bella intervista a Renzo Arbore. Che uomo di spettacolo, ‘inventore, scopritore, rivoluzionario ‘gentile del linguaggio televisivo’ (sono parole dell’intervistatore Massimo Tondini) come Renzo Arbore esprima giudizi sulla TV in piena sintonia con quelli dell’Aiart è un fatto importante, che merita di essere segnalato. Perché non pubblicate l’intervista? Grazie
Gino Lentini (Roma)
Condivido il Suo giudizio e trascrivo alcuni dei più significativi brani dell’intervista di Arbore.
“La Rai mi corteggia da tempo. Ma non c’è spazio vitale per uno come me che non vuole sottostare alla tirannia dei numeri. Quando non posso fare programmi di qualità, io mi ritiro. Ma non sono l’unico. Anche Fiorello l’ha fatto. Arrivato al top, non poteva rischiare che i giornali scrivessero: il suo show in prima serata ieri ha perso centomila spettatori…
La dittatura della quantità è assurda e sbagliata. Ricordo un titolo di giornale di qualche anno fa: ‘la zingara batte Biagi’. Emblematico no?
Ma chi l’ha detto che chi vince in base ai numeri sia il migliore? Speravo nella bontà della teoria di Vico dei corsi e ricorsi storici, cioè che dopo la cattiva TV degli anni ’90 sarebbe tornata la qualità. Invece dalle sorelle Lecciso, capaci solo di accarezzarsi i capelli guardandosi nei monitor, adesso si deve sputare in diretta o fare altre robacce che vediamo nei reality o nei talk show. E’ una corsa al peggio. Meglio la musica, con la mia Orchestra Italiana e la Napoli di ieri e di domani”.
Altro che la sua ‘Bandiera gialla’. Lei sventola proprio bandiera bianca….
“oggi per fare audience devi invitare Fabrizio Corona o parlare di lui, anche se ti ripugna. Questa è la comunicazione. Tutto è rissa in un clima sovraeccitato che nasconde la mancanza di vere idee e di capacità artistiche. In ossequio ai numeri, rischi di diventare il ‘migliore’ anche se sei un bestemmiatore. Ma nell’arte la regola dei numeri non può essere un totem”.
Si faccia pure la TV commerciale, e anche la Rai in parte, lo è diventata, purché non sia diseducativa. Da liberale filoamericano che non ha mai demonizzato ideologicamente il mercato e le sue leggi, ho dovuto rivedere questa posizione. Tutto questo pregiudica la bontà e la qualità della comunicazione, anche sui giornali, dove la rissa e il gossip dominano. Siamo all’acme di questo momento drogato. Dall’ideologico ossequio all’arte pura non commerciale degli anni ’60 e ’70 si è passati alla tirannia dei numeri, oggi maschera di ogni volgarità”.
 I ‘tagli’ al Cinema 15/12/2009  
Finchè al cinema i fratelli Vanzina (e simili) continueranno a propinarci le loro solenni idiozie, e finchè le TV pubbliche e private continueranno in modo arrogante ad affliggerci con i loro palin(dis)sesti infarciti di volgarità, violenza e insulsaggini assortite, ben vengano allora i sacrosanti tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) imposti dal governo. E i cosiddetti divi e le cosiddette star ci risparmino i loro piagnistei: con tutto quel che guadagnano, o hanno guadagnato in precedenza, non hanno alcun diritto di protestare e lamentarsi.
Giovanni Pirrera - Agrigento
 Il ruolo ‘ancillare’ del TG1 15/12/2009  
Nel numero di luglio del Telespettatore, in prima pagina, l’editoriale di Luca Borgomeo ha per titolo ‘La pagina più nera nella storia del TG1’. Al TG di Minzolini il presidente dell’Aiart contesta la “clamorosa scelta di occultare le notizie sgradite a Berlusconi” ed in particolare le “squallide e umilianti storielle su Casoria, Certosa e Villa Grazioli”. Condivido il duro giudizio critico. Purtroppo a quella pagina ‘nera’ se ne aggiungono quotidianamente tante altre. Per quanto può valere ho deciso di non guardare più il TG1, nonostante la lunghissima abitudine di guardare in famiglia quello delle 20,00. Non è possibile, non ce la faccio più. Che pena, il TG1 ridotto a megafono di Berlusconi! 
Maria Russo – Cirò (Kr) 
Gentile Signorina, forse può confortarla sapere che non è l’unica lettrice, iscritta o meno all’Aiart, che esprime preoccupazione per il ‘servizio’ che il TG di Minzolini rende a Berlusconi e non al Paese, violando peraltro le fondamentali regole del giornalismo. Come pure credo che La conforterà sapere di essere in buona compagnia: sono numerosi, numerosissimi i telespettatori che si rifiutano di guardare il TG1. Come Aiart intensifichiamo l’appello ai telespettatori di essere ‘vigili’, ‘attenti’, ‘responsabili’ e di utilizzare più fonti di informazioni. Qualche volta (!) anche il TG di Emilio Fede può essere utile a …. confrontare le notizie! (l.b.)
 Ancora Proteste! 14/12/2009  
Egregio Direttore, vorrei esprimere tutta la mia indignazione sul telefilm " 90210 " , trasmesso dal 2 canale della Rai , alle ore 17 di giovedì 17 settembre. La scena , che non mi è piaciuta assolutamente, è relativa al pigiama party , dove le protagoniste, tutte adolescenti, festeggiavano con la birra e i superalcolici. La Rai , ancora una volta , si è assunta la responsabilità di divulgare un messaggio deleterio tra i giovanissimi e i giovani, in una fascia protetta. La ringrazio per la cortese attenzione e le porgo i miei più distinti saluti.
Anna Maria Fasoli
Desidero segnalare con la presente il programma in oggetto, in onda su Rai1 dalle 10 alle 11 perchè ho notato (nonostante lo abbia visto poche volte) che in esso vengono discusse pressochè sempre cause giudiziarie a tema familiare, come separazioni, divorzi e liti tra genitori e figli; ciò per me è ingiusto perchè dà un’immagine della famiglia scoraggiante specie per un giovane come me e può incentivare coppie in crisi a separarsi spinte da un meccanismo emulativo. Vi chiedo pertanto di intervenire affinchè simili argomenti, squisitamente personali e privati, non siano più oggetto di programmi televisivi. Confidando nella Vostra comprensione Ve ne ringrazio sentitamente in anticipo.
Giacomo Odoardi
Direzione, al TG2 del pomeriggio di lunedì 14 c. m. è stata riportata la notizia di un’indagine da parte di un gruppo di ginecologi circa l’educazione sessuale dei giovani, intendendo però con questo termine impegnativo semplicemente la conoscenza e l’uso dei preservativi; si facevano notare le differenze numeriche dell’uso degli stessi tra diverse regioni italiane, in particolare poi si faceva il paragone con uno stato scandinavo in cui l’uso di tali strumenti è molto più alto che in Italia, sempre facendo intendere che il progresso educativo (l’inchiesta naturalmente non faceva cenno alla situazione familiare di quelle nazioni). Rimaneva ovviamente assente ogni accenno all’aspetto etico del tema, come se la sessualità sia solo questione di conoscenza e pratica di tecniche anticoncezionali o non invece un problema di fondamentale educazione morale all’amore, in vista della vita di coppia, di generazione e di formazione delle persone e dei giovani in particolare, con tutte le conseguenze nella vita. Non mi pare giusto e corretto da parte del servizio pubblico.
Grazzola Renato
 La sanità del Lazio e la faziosità di Report 14/12/2009  
La puntata di Report del 17 ottobre scorso, dedicata ai precari della sanità del Lazio, mi ha profondamente delusa e – per l’assoluta faziosità – indignata. Questa puntata di Report nuoce notevolmente alla buona reputazione di un programma Rai, segnalatosi spesso per il rigore nella presentazione dei fatti e dei dati, per l’approfondimento delle ricerche, per il “coraggio” di tante denunce. Ma l’altra sera ha fatto un vero e proprio flop. Stiamo ai fatti. Conosco abbastanza bene i problemi della sanità della Regione Lazio, in quanto vi lavoro – in posizione di non scarso rilievo – dal 1993. Ne ho viste di tutti i colori. Quanto sta avvenendo in questi giorni in Regione - e che la stampa sbatte in prima pagina ogni giorno – dovrebbe far riflettere.
Report ha dato informazioni non veritiere sui cosiddetti precari e sui costi della reinternalizzazione e, denunciando la drammatica situazione della sanità laziale, anziché indagare sui legami affaristici tra politica e imprese, punta ad individuare nel dimissionario assessore Augusto Battaglia la causa principale del disastro. Eppure bastava – semplicemente – chiedersi perché è stato costretto a dimettersi, dopo aver tre anni lottato contro sperperi e ruberie, riorganizzando il settore e ponendo un argine insormontabile alla dissipazione di un patrimonio di risorse, strutture e professionalità e, soprattutto, fatto scendere il deficit. Tra il 2006 e il 2007 il deficit si è ridotto di 270 milioni di Euro: questi sono i dati del Tesoro sui quali Report ha sorvolato.
Gabanelli & C. non si sono chiesti “a chi”, a quali poteri (impasto maleodorante di politica e affari) questa gestione pulita della sanità avrebbe causato problemi? Bastava seguire questa pista per far veramente luce ed evitare a Report di apparire – al di là forse delle intenzioni – paladino del ritrovato asse di ferro tra politici e affaristi. Questo di Report non è servizio pubblico, è un servizio reso a ben individuati interessi. Grazie per l’eventuale pubblicazione (in tal caso vi prego di omettere il mio nome).
Lettera firmata.
Se i dati sulla drastica diminuzione del deficit della sanità laziale sono reali, oggettivi, documentabili, è del tutto evidente che il programma di Report, che individua nell’ex assessore Battaglia uno dei responsabili del disastro della sanità del Lazio, è un programma “mirato”, forse
commissionato, comunque ispirato e legato a pregiudizi. Il Telespettatore – che dà voce a quanti denunciano le faziosità della tv e di quella pubblica in particolare – non ha elementi sufficienti per ritenere questa faziosità un errore involontario o una scelta precisa, autonoma o etero diretta. Quel che sgomenta è il modo sbrigativo di Report di trattare temi complessi qual è quello dei precari e di scaricare la crisi della sanità del Lazio su chi ha cercato di contrastare il degrado, liberando la sanità dall’abbraccio mortale (partiti-affaristi), eliminando gli sprechi. Se la riduzione degli sprechi è un fatto positivo per i cittadini non lo è per quanti vi costruiscono fortune miliardarie (di euro!). Da qui la loro “difesa”: questa volta assicurata, purtroppo, dal servizio pubblico televisivo.
 Da buttare nei cassonetti 14/12/2009  
“Nei reality l’insulto non è reato” . Con questo titolo il ‘Corriere della Sera’ del 24 settembre scorso dava notizia di una sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto la domanda di risarcimento di danni di un partecipante definito da un altro concorrente, “pedofilo”. Per la Corte i reality “sollecitano il contrasto verbale fra i partecipanti” e, pertanto, nei reality l’insulto e l’offesa, non sono reati.Incredibile! Ma allora, è proprio vero che al peggio non c’è limite! Perché l’Aiart non protesta? Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Marisa De Nicola (Roma)
E’ comprensibile la sua indignazione. E’ una sentenza ‘singolare’, che fa riflettere e, per certi aspetti, lascia interdetti. Non commentiamo la sentenza, né tantomeno ci inerpichiamo sugli aspri sentieri della valutazione giuridica della sentenza. Rileviamo con amarezza che, al di là delle intenzioni dei giudici della Corte, la sentenza può diventare un incoraggiamento ai concorrenti dei reality ad insultarsi: e se pensiamo a quanto siano trasgressivi, violenti (non solo verbalmente), volgari e ‘cafoni’ molti partecipanti ai reality, è facile prevedere un’ulteriore escalation di insulti, offese, scurrilità e spazzatura. Della quale non si avverte proprio il bisogno. L’Aiart non protesta? Non rientra credo nei compiti dell’Aiart protestare contro le sentenze. L’Aiart, dà volentieri spazio alla sua lettera, che condivide, e approfitta dell’occasione per invitare i telespettatori a non perdere tempo a guardare quei programmi demenziali che sono i reality.
 Una giusta protesta 08/09/2009  

Le scrivo per una ragione seria. Ieri sera, per puro caso e per eccezione, mi è capitato di vedere, in prima serata e su RAI1, parte di un film a mio giudizio di una gravità eccezionale (qualcosa come "La notte prima dell’esame"). Verso le 22,15 - quando ho incominciato a vedere - si presentava sullo schermo una folla di ragazzi e ragazze quasi tutti nudi che affollavano folleggiando allegramente il ponte S. Angelo (si erano conosciuti e dati appuntamento per vie elettroniche).  Dopo un bel pezzo interveniva la polizia. Un genitore, chiamato dall’ispettore, sdrammatizzava: non abbiamo fatto tutti delle ragazzate? Tutto finiva con una ramanzina. Il resto della fiction proseguiva tra oscenità di comportamento e di linguaggio dei giovani accettata serenamente come ovvia e in buona parte condivisa da genitori e professori. Infine uno degli eroi, dopo aver passato la notte sul treno per Parigi con la sua bella, ritornava precipitosamente a Roma per l’esame di maturità. Tra varie peripezie di un falso sentimentalismo strappava un misero 60. Ma ritrovava subito la serenità e si riconciliava con la vita perché il terzino della nazionale segnava il goal della vittoria. Qui seguiva una scena a mio giudizio ancora più oscena dell’altra: una folla di giovani forsennati che festeggiano per le strade la vittoria della nazionale. Ma ormai l’eroe è tranquillo e sereno e si gode il meritato riposo con una cuffia audio, mentre si viene a sapere che la sua bella poco dopo lo lascerà, senza drammi né rimpianti. Tutto ciò viene ammannito come ovvio, naturale, perfettamente sereno: così è e così deve essere la nostra gioventù, e non molto diversa la classe degli adulti.
Non c’è più dunque nessun garante, nessuna fascia protetta? Dobbiamo stare a guardare e basta?
D. M. Lapponi  (Roma)


>> Continua

 Videogiochi: non abbassare la guardia! 08/09/2009  

Sull’Espresso del 18 giugno ho letto un breve articolo dall’accattivante titolo ‘Professor Videogame’ e sono rimasto allibito. Come è possibile fare un elogio al videogioco e addirittura affermare, citando studiosi americani, che giocare porta benefici! A mio figlio non ho ‘vietato’ di giocare con il videogame. Ma ho ‘controllato’ il contenuto dei videogiochi e soprattutto, l’ho convinto che stare più di un’ora a fissare il videogioco, nuoce alla sua salute (gli dico “ti rimbambisce!”) e che ci sono mille altre cose più belle da fare. La sua ‘passione’ per il videogioco, sta scemando.
Da iscritto Aiart ho seguito ed apprezzato la campagna contro i videogiochi violenti da voi condotta. Non abbassate la guardia! Grazie. 
Gian Andrea Russo (Pozzuoli)
Bene. Complimenti! E, stia sicuro, l’Aiart non abbassa la guardia. La nostra –contro i videogiochi violenti- è una battaglia di civiltà. Quanto all’articolo de l’Espresso, non deve meravigliarsi. La pubblicità si fa anche in questo modo! Certo sorprende che un settimanale autorevole ‘tratti’ i suoi lettori come ‘consumatori’ e si presti –magari involontariamente- a sostenere gli interessi di quanti su i videogiochi fanno affari d’oro, senza assolutamente preoccuparsi di eventuali danni.(specialmente ai minori).

>> Continua

 Come questa TV cambia l’Italia 08/09/2009  

“L’Italia è una Repubblica fondata sulla televisione. La sovranità appartiene a chi possiede la televisione e la esercita come gli pare”. Ho letto questa polemica ‘riscrittura’ dell’art. 1 della nostra Costituzione nel libro ‘L’Anomalia’ di  Manlio Cammarata (ed. Iacobelli). Da iscritta da oltre dieci anni all’Aiart, condivido questa ‘provocazione’ distinguendo la prima parte (oggettiva, una Repubblica fondata sulla televisione) dalla seconda (soggettiva, l’esercizio della sovranità). Credo, infatti, che nessuno possa mettere in dubbio che i media e la Tv in particolare hanno notevolmente cambiato –(purtroppo in peggio)- l’Italia che è sempre più degradata soprattutto sul piano morale. Perché l’Aiart non denuncia con maggiore forza questa grave situazione? 
Mariette Rubini (RM)
L’Aiart ha sempre sostenuto negli articoli su questo giornale, su la Parabola, sul suo sito web, nelle dichiarazioni dei suoi responsabili e iscritti che la televisione –sia quella pubblica, sia quella privata- è la principale responsabile della crisi dei valori etici, culturali e sociali dell’Italia e del suo declino quasi inarrestabile. Lei ‘ lamenta’ che la denuncia dell’Aiart non è abbastanza forte e quindi non efficace. Sull’efficacia ha ragione, nettamente, sulla ‘forza’ no. Anche se la forza va commisurata al potere di un’associazione di volontari con limitate risorse e strutture, come è l’Aiart.
Se la ‘forza’ si misura dai risultati, Lei ha perfettamente ragione: ma non ha ragione –come credo-, se la forza riposa sul valore delle idee, sulla coerenza tra principi conclamanti e azione quotidiana e sulla convinzione che comunque occorre battersi per affermare diritti sacrosanti come quelli dei cittadini telespettatori che hanno DIRITTO AD ESSERE INFORMATI CON CORRETTEZZA E AD ESSERE INTRATTENUTI NEL RISPETTO DELLA LORO DIGNITA’ E IDENTITA’ MORALE E CULTURALE.
Sperando, come dice con saggezza ed ironia Eduardo, che: “ passi la nuttata”.

>> Continua

 Troppo evidente il male in TV 10/07/2009  

Sono rimasta inorridita a vedere in TV le immagini cruente dell’aggressione a Palermo di due anziani ridotti in fin di vita a colpi di martello. Non è possibile dare la notizia senza le immagini e, soprattutto, senza insistere con la telecamera su scene e particolari raccapriccianti? Lo sanno in TV che i telegiornali sono visti, magari durante la cena, anche dai minori e che è oggettivamente difficile, data l’organizzazione della vita familiare, impedire ai minori di assistere a scene tanto drammatiche e violente? L’Aiart protesta. Fa bene a protestare. Purtroppo non cambia niente! 
Antonietta L. (Subiaco) 
Condivido la Sua protesta. C’è, ovviamente il rispetto del diritto di cronaca. Non si possono nascondere o censurare i fatti. C’è comunque, modo e modo di ‘fare televisione’, anche maneggiando eventi scabrosi, tragici e violenti. Purtroppo sembra predominare la regola che la notizia deve essere data in modo da stimolare l’attenzione (anche la morbosità) ricorrendo al sensazionalismo, all’immagine forte, al titolo gridato. E tutto ciò per ‘bloccare’ il telespettatore su quel programma, temendo che il dito corra sul telecomando.
Questa non è buona TV, ma una TV fatta da irresponsabili che puntano ad aumentare gli ascolti e che per un punto di ‘share’ sono disponibili a violare norme e principi morali.
Anche il ‘male’ può essere raccontato in modo responsabile e professionalmente corretto. A questo tema è dedicato un
saggio pubblicato sull’ultimo numero de ‘La Parabola’, ( n. 15-maggio’09) curato da Piero Damosso e Francesca Giordano. La sua lettura -che raccomando vivamente-  può fornire utili elementi di riflessione sulla Sua giusta protesta.

>> Continua

 Un ‘esempio’ da non imitare 10/07/2009  

Come padre di famiglia sono del parere che i servizi che Striscia la Notizia manda in onda utilizzando come "giornalista" il sig. BRUMOTTI sono a grossissimo rischio emulazione da parte di minori che, come Mediaset sicuramente sa, ascoltano numerosissimi questa trasmissione.
Se proprio non è possibile sostituire questi servizi con un "giornalista" più professionale e meno propenso a pubblicizzare in primis la propria immagine anziché il tema del servizio stesso chiedo che almeno per tutta la durata dei servizi del sig. Brumotti sia mandato in sovrimpressione un avvertimento del tipo: "BRUMOTTI E’ UN ACROBATA PROFESSIONISTA: NON CERCARE DI IMITARLO!” 
Gian Walter F.

>> Continua

 Porta a Porta contro le rughe 10/07/2009  

Il 20 aprile nella 1 rete della Rai, servizio pubblico, è andata in onda una trasmissione di Porta a Porta, tutta incentrata sulle cure di bellezza, le creme, il lifting, la chirurgia plastica. Una vergogna! L’argomento dovrebbe essere oggetto, tutt’al più di un programma di intrattenimento, di un reality o Grande Fratello e non di un programma giornalistico, di approfondimento com’è, o dovrebbe essere, il programma di Bruno Vespa. Non si può mettere un freno a questo andazzo della TV pubblica? E’ possibile che non ci sia altro rimedio che imprecare contro il canone e, soprattutto, cambiare canale o spegnere la TV? 
Marcello Leoni (Roma) 
Ha perfettamente ragione. Anche altri lettori hanno manifestato stupore e sdegno per il programma che Lei critica. In  effetti oltre che a fare –forse involontariamente- pubblicità gratuita ai chirurghi estetici, alle cure di bellezza, alle creme antirughe, rassodanti, dimagranti, rivitalizzanti, abbronzanti, ecc. ecc., e oltre a ingenerare nei telespettatori la convinzione che ‘basta poco’ per apparire sani, belli, giovani, atletici, prestanti (e c’è abuso della credulità popolare previsto all’art. 661 del Codice Penale?),  il programma di Vespa – con l’inevitabile ‘ciarpame’ di attricette e veline - si è ritagliato uno spazio di rilievo nell’opera che la TV, tutta la TV, svolge per affermare dis-valori, per veicolare messaggi ‘rassicuranti’, omologanti, finalizzati forse a convincere il pubblico che l’Italia è il bel Paese, ben governato, un paese felice, ammirato nel mondo!
Il consenso si costruisce anche così! Che poi, debba essere anche il servizio pubblico, la Rai, a produrre quote rilevanti di TV spazzatura non può che far riflettere e, purtroppo, contribuire a consolidare il giudizio negativo sulla TV italiana, ormai proiettata alla conquista della maglia nera della peggiore TV d’Europa.

>> Continua

 Uno squallore forte e chiaro 25/05/2009  

la scandalosa violenza e volgarità del programma "forte e chiaro" di Antenna 3. Non si può fare nulla collettivamente? Grazie dell’attenzione e cordiali saluti. 
Agnese Rizzi (RM) 
Grazie per la segnalazione. Condividiamo la Sua indignazione e invitiamo Lei – come tutti i telespettatori – non solo a segnalare all’Aiart casi così volgari come quelli di una trasmissione violenta e “negativa” come “Forte e Chiaro”, ma anche a inoltrare denuncia al Consiglio Nazionale degli utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, indicando titolo del programma giorno e ora di trasmissione e il motivo della protesta. A volte arrivano – e sono pesanti – anche sanzioni. Per una guida nel compilare la denuncia, vedere sul sito Aiart: www.aiart.org e cliccare su Attività e quindi su “Per proteste e segnalazioni” .

>> Continua

 Pagare il canone per una TV volgare 25/05/2009  

Caro Direttore,
anche per il 2009 sono riuscito a pagare il canone Rai, dopo molti ripensamenti che mi spingevano a non rinnovarlo, adducendo come giustificazione l’obiezione di coscienza. Ritengo infatti che, nonostante la positività dello strumento mediatico che ha rivoluzionato gli stili di vita, esso si manifesti non sempre corretto nei suoi programmi. I diritti dei cittadini sono spesso disattesi e calpestati con trasmissioni non rispettose della loro dignità, in particolare di ragazzi e giovani. Il guaio maggiore è costituito dalle trasmissioni con contenuti inaccettabili, di misero profilo, compresi certi intermezzi pubblicitari diseducativi. Non tutto può essere addebitato alle trasmissioni per le quali si paga il canone. È l’intero sistema mediatico che, più volte nella giornata, propone agli utenti programmi irrispettosi della coscienza, in particolare di quella dei bambini, che hanno diritto ad essere preservati. È un diritto universalmente riconosciuto e sancito. Perché allora pagare, divenendo così corresponsabili di un servizio che spesso è diseducativo? D’accordo che occorre rispettare la libertà di tutti, ma questa finisce dove inizia quella altrui, specie se minorenni e incapaci di valutare. È pure vero che i canali sono numerosi e che la maggior parte, senza alcun canone, opera attingendo agli introiti della pubblicità, fonte dei molti guai, lamentati. È anche vero che esiste un sistema scolastico nazionale, con il compito di istruire ed educare. Può tuttavia accadere che l’azione della scuola sia vanificata e contraddetta da quanto può divenire distruttivo, con trasmissioni televisive e ora anche tramite Internet. Le cronache, mai come negli ultimi tempi, riferiscono di tristi episodi di stupri di donne e ragazze. L’opinione pubblica è informata sul potenziamento delle forze dell’ordine, dell’impiego anche di militari, ora anche di possibili ronde" per garantire sicurezza e aiuto. Ma questo può bastare? Su Avvenire del 4 febbraio si leggeva che il Grande Fratello nella sua prima serata ha conseguito un record di ascolti con 7 milioni di spettatori. Il lunedì successivo, quando ai telegiornali della sera veniva dato l’annuncio della morte di Eluana, nella seconda puntata del programma si toccavano i 9 milioni di spettatori. Più fonti riferiscono che detto programma sia caratterizzato da una palese negatività. A me sono bastati alcuni lanci promozionali con stralci della trasmissione per rilevare la presenza di immagini inaccettabili. Non c’è allora da stupirsi se, grazie anche a questa televisione «cattiva maestra» veniamo a conoscenza di episodi allucinanti, con ragazzi per protagonisti. C’è un’emergenza educativa che sollecita a cambiamenti di stili di vita. Giustamente nel Vangelo Gesù manifesta la più pesante e decisa condanna per chi procura del male ai bambini: «Chi scandalizza uno di questi piccoli...». Giusto e doveroso manifestare sentimenti di pietà per la drammatica morte di Eluana, ma quanti altri «morti» si causano, in nome della libertà e per lo scandalo su piccoli e grandi?
Alfredo Tornaghi Carugate (Mi) 

Ho pubblicato con soddisfazione la Sua lettera inviata all’Avvenire perché esprime in modo compiuto ed efficace lo stato d’animo di milioni di telespettatori, sempre più “indignati” per il degrado della TV ed in particolare della Rai, servizio pubblico finanziato con i soldi dei cittadini che continuano – nonostante tutto – a pagare il canone alla Rai.

>> Continua

 La macabra e inquietante vignetta di Vauro 25/05/2009  

Mi unisco al coro di proteste per la puntata di Annozero, relativa al terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Più che la “faziosità”, ormai proverbiale di Santoro, mi ha indignato e profondamente offeso la vignetta di Vauro che ha avuto l’impudenza di disegnare delle bare e ironizzare sulla cubatura del cimitero e sulla Via Crucis. Perché l’Aiart non è  intervenuta per criticare questa vergognosa pagina della TV pubblica? 
Giuseppe Angelini (CE)

Condivido al 100 per 100 la Sua indignazione. Ma l’Aiart ha fatto sentire la sua voce. Infatti con una nota d’agenzia del 15 aprile, l’Aiart ha affermato che “L’intervento disciplinare del direttore generale della Rai Mauro Masi contro Annozero è un segnale importante, un segnale di attenzione a quella che deve essere la missione del servizio pubblico. La satira non è tale quando scade nell’offesa”. “Satira – afferma Borgomeo – non vuol dire offendere la sensibilità dei telespettatori. E Vauro non è la prima volta che assume atteggiamenti del genere. L’intervento del Direttore Generale Masi è quindi opportuno e, semmai, doveva essere intrapreso dalle direzioni precedenti. In questi giorni abbiamo ricevuto molte telefonate ed e-mail di protesta per Annozero”. Fin qui il comunicato dell’Aiart che, purtroppo, non ha trovato molto spazio sui quotidiani attenti soltanto a quel che dichiarano i politici, anche se sprovveduti e rappresentanti – a volte – di poche centinaia di italiani. Ai giornali non interessano i commenti delle associazioni e della società civile. A loro basta e avanza il parere dei politici (!).

>> Continua

 Pubblicità della birra 25/05/2009  

Sono un salesiano educatore che vive con un gruppo di adolescenti, assidui lettori del quotidiano "La gazzetta dello sport".  In questo giornale compare spesso in prima pagina la pubblicità di alcoolici: nell’edizione odierna ad es. vi era in bella mostra a piè della prima pagina la pubblicità di una birra di fabbricazione giapponese avente ben il 5% di alcool. Ho già provveduto a scrivere al suddetto giornale, che tanta diffusione ha tra gli adolescenti e i giovani, ma non mi ha degnato di una risposta. Dall’alto della vostra benemerita Associazione potreste avere più voce in capitolo, magari coinvolgendo altre realtà come la vostra? La seconda richiesta è se potete ripristinare in qualche modo un servizio di orientamento alla tv settimanale, magari insieme alla rubrica Famiglia TV di Famiglia Cristiana, visto che quella del settimanale diocesano di Como è sospesa da mesi. 
Don P.P. Rossini SDB 

Grazie per la segnalazione. Purtroppo ‘pecunia non olet’ e per nulla i giornali rinunciano a fare pubblicità, anche quella ‘negativa’ per le bevande alcoliche. Quanto alla ‘Guida TV’ può trovarla settimanalmente sul ns. sito alla voce ‘Rassegna TV’. >> Continua

 Un esempio di ‘inciviltà’ 25/05/2009  

Tempo fa, durante la trasmissione ‘Paperissima Sprint’, in onda su Canale 5, dalle ore 20,40, ho assistito alla scena che descrivo: “durante la celebrazione di un matrimonio, lo sposo si comunica attingendo dal calice. Quando il sacerdote, dopo una prima sorsata, accenna a riprendere il vaso sacro, il protagonista gli fa cenno con la mano di aspettare e continua a bere. A questo punto scoppia a ridere, spruzzando sul suo abito, sull’inginocchiatoio e dappertutto in giro il vino consacrato. La risata e la relativa ripresa durava diversi secondi”. Sono rimasta allibita, addolorata e sconcertata di fronte ad un gesto che ritengo oggettivamente sacrilego, ma mi sento profondamente offesa, come cristiana cattolica e cittadina italiana, e sono indignata nei confronti dell’emittente televisiva che si è permessa di mandare in onda la scena suddetta, per di più attribuendole una valenza di comicità e di divertimento, secondo lo spirito della trasmissione. Chiedo, pertanto, tramite l’Aiart che il Consiglio Nazionale degli Utenti, prenda gli opportuni provvedimenti che la legge prescrive in questi casi.
G. Piccoli (Pavia) 

Allibita, addolorata, sconcertata. Così dice di essere ‘restata’, guardando l’inqualificabile programma di Canale 5. Ha perfettamente ragione ad indignarsi. Siamo di fronte ad un atto incivile, offensivo dell’intelligenza e della dignità di qualunque persona. Viene da chiedersi se l’ideatore della ‘trovata’ sia uno stupido, un idiota, un imbecille o se –lucidamente (si fa per dire) ha pensato di ‘far ridere’ con una provocazione! In entrambi i casi la responsabilità è di Canale 5, rete Mediaset, che –forse senza neanche accorgersene- giunge ad un tale livello di degrado e abiezione che induce IL TELESPETTATORE, in genere prudente, moderato e tollerante, a non  trattenere un salutare “fate proprio schifo!”.

>> Continua

 Raccogliere le firme per la media-education 25/05/2009  

Come abbonata da tanti anni alla rivista Aiart che ritengo interessante, utile e positiva, fra tanta cartaccia stampata, mi son fatto un dovere morale raccogliere le firme per l’iniziativa ‘Nella scuola l’educazione ai mass-media’. Confesso che ho trovato tanta difficoltà fra l’ignavia, l’indifferenza e la chiusura mentale della gente che pur si dice cristiana e istruita. Ciò è molto deludente. Ci si abitua molto facilmente allo schifo e lo si ritiene pure normale. 
Rosa Quatraro (Acquaviva) 

Grazie per l’impegno delle firme. Purtroppo può capitare che la persona a cui chiediamo di ‘firmare’ ci risponda negativamente, sia perché non condivide l’iniziativa o, più semplicemente, non ne comprende il significato. In questo caso bisogna avere la pazienza di spiegare che è indispensabile che i ragazzi siano educati ad usare bene i media. La posta in palio è troppo importante per il loro futuro e, quindi, per quello dell’intera comunità.

>> Continua

 Il “Grande Fratello” una vera vergogna 25/05/2009  

Salve sono una telespettatrice ma, soprattutto una mamma indignata. Quello che si è visto in questa edizione del GF da parte di Federica è veramente scioccante; fortunatamente  è uscita ma, quello che mi chiedo e soprattutto mi ha chiesto mio figlio, perché essendo stata squalificata, avendo fatto quel gesto ed essendo stata spesso in preda ad isterismi incontrollabili, creando panico tra i suoi compagni, è rientrata in studio?Mi sembra che nelle passate edizioni non sia andata così; inoltre di isterismi e pazzie da parte di Federica ne abbiamo viste anche troppe, potevano risparmiarci il suo falso pentimento e buonismo anche da studio (vedendo la madre abbiamo capito il problema qual’é), comunque gradirei per la buona visione del programma di non vederla più in studio, inoltre per il rispetto dei nostri figli penso che una persona simile non debba neanche girare nella varie trasmissioni "Mattino 5","Pomeriggio 5" "Questa Domenica", come fosse una diva o vittima. Noi facciamo di tutto per insegnare ai nostri figli le buone maniere, il rispetto, che nella vita bisogna sudare e comportarsi bene per guadagnarsi qualcosa e, se loro, soprattutto gli adolescenti vedono una persona simile, che, con i gesti e le azioni che ha fatto va in televisione o sui giornali cosa pensano? Spero vivamente che ci tuteliate come telespettatori ma, soprattutto che vengano tutelati i valori dei nostri figli. 
Una telespettatrice, mamma, piper@tiscali.it

Giusta la sua protesta. Condivisibile la sua indignazione. Ma, gentile Signora, perché non spiega a suo figlio che il GF è ‘spazzatura’ e che a guardarlo non solo perde tempo, ma finisce per fare la figura dell’ignorante? Non perda, gentile Signora, ogni occasione per raccomandare a suo figlio di non dire in giro che guarda il GF. Evita così di fare una brutta figura!

>> Continua

 Cartoni animati stupidi e violenti 02/04/2009  

Vi sollecito per il bene dei nostri bambini a impedire che vengano trasmessi  cartoni animati stupidi e violenti specialmente nelle prime ore del mattino. Non esistono più le belle storie di un tempo? E, poi, fate in modo di eliminare il Grande Fratello, tanto stupido e diseducativo! Ed ancora, perché la “ricciolina” di Trebisonda deve apparire sempre “svestita”, ora che fa anche freddo! 
M. Zani – Bergamo

Abbiamo,cara signora, preso alcune frasi della Sua lunga lettera e la ringraziamo per i giudizi e le critiche che condividiamo in tutto e per tutto.

>> Continua

 Rai Mediaset matrimonio di fatto 02/04/2009  

Siamo quasi a un passo dalle reti unificate,come in occasione del discorso del Presidente della Repubblica. La cosa divertente è confrontare i telegiornali: i titoli in scaletta sono quasi all’unisono con preferenza cronaca nera e rosa,se non peggio il tutto è sfornato in fascia protetta. Passando ai programmi d’intrattenimento si può spaziare solo verso il peggio, perché il meglio è ridotto a poche unità settimanali. Naturalmente per i programmi più impegnati è riservata la fascia notturna dalle 23 in poi come se nessuno andasse a lavorare. Potenza della pubblicità .che tocca anche le tv locali e guai a non obbedire nel fare programmi scadenti c’è il rischio di essere penalizzati! Anche quando ci sarà il digitale con centinaia di canali non cambierà nulla. Solo gli utenti possono fare qualcosa tirando la giacca ai politici se ci riescono e minacciare le case produttrici di andare a comprare prodotti senza carico pubblicitario a cominciare dai prodotti alimentari direttamente dal contadino! Ci vogliono costringere a servirci dei canali a pagamento e il canone a chi serve? 
G. Tagliavini  (Milano)

D’accordo con la Sua protesta e con le Sue valutazioni. Quanto alla sacrosanta domanda “a chi serve il canone?” la risposta la può trarre in ogni numero de Il Telespettatore che definisce –e spiega il perché- il canone la “tassa più odiata dagli italiani”.

>> Continua

 Buona la tv buono anche tu 02/04/2009  

Lo slogan che la Rai ha utilizzato per la campagna abbonamenti è incredibile. Roba da mentecatti. Come si fa a chiedere di pagare un canone odioso e odiato, prendendo in giro i telespettatori. Buona la tv, buono anche tu ? Credo che questo spot faccia crescere il già elevatissimo numero di evasori, dando loro un ulteriore motivo per giustificare il mancato pagamento. Il canone anche quest’anno l’ho pagato, ma non nascondo che ho accompagnato il mio dovere di contribuente con qualche garbata …imprecazione.
Eugenio Persiani( Torino)

Che dire? Ha perfettamente ragione. Verrebbe la voglia – prendendo a modello lo slogan della Rai – di dire “Stupida la Tv, stupido anche tu”.(che paghi il canone). Per il prossimo anno suggeriamo alla Rai di impostare la campagna pro-canone in questo modo: cari telespettatori, scusateci per i programmi negativi, stupidi e volgari; scusateci se non siamo in grado di fare una tv di qualità; vi chiediamo di accordarci ancora la vostra fiducia e di darci il vostro…obolo. Vi promettiamo di essere più rispettosi dei vostri diritti di telespettatori, di informarvi correttamente e di intrattenervi rispettando la vostra identità e la vostra dignità di persone Grazie.

>> Continua

 Perché Tv Talk ignora l’Aiart? 02/04/2009  

Sono un assiduo spettatore del programma che va in onda il sabato mattino su Rai Tre, Tv talk, condotto da un bravo giornalista, Massimo Bernardini. Il programma è tutto incentrato sulla tv e fornisce, con l’aiuto di esperti e di molti giovani ( a volte un po’ sprovveduti) valutazioni su quanto passa nella tv italiana. Un programma interessante e, in generale, piacevole che dà conto dei giudizi, positivi e/o critici, che sui vari programmi hanno espresso studiosi, esperti, giornali ecc. Ma mai, e non vorrei sbagliarmi, mai dicevo ho sentito nominare l’aiart, alla quale sono iscritto dal lontano 1988. Eppure la mia associazione è molto attiva e spesso interviene con prese di posizione, con giudizi, critiche e proposte sui principali programmi. Basta sfogliare il Telespettatore per rendersi conto di quanto sto affermando. E basta anche vedere come le posizioni dell’aiart siano riprese dalla stampa, dalla radio e anche dalla tv.Ma a Tv talk, che pure cita pareri di critici di quotidiani locali e di scarso rilievo, mai, mai è citata l’aiart che opera dal lontano 1954 e che ha un notevole séguito ed una presenza su tutto il territorio nazionale. Come spiega, Lei, questa “chiusura”all’aiart ? 
Giuseppe Dolce ( Roma) 

Giro la domanda ai curatori della trasmissione. Non posso confermare che a Tv Talk non si sia mai parlato dell’aiart, in quanto questa trasmissione non è” monitorata” direttamente dall’aiart  ,né “assegnata” a nessun gruppo d’ascolto aiart. Ritengo comunque fondato il rilievo sul silenzio di Tv talk sull’aiart.  Escludo, comunque, che ci sia “ostilità” nei confronti dell’aiart, anche se ci rendiamo conto di essere molto critici nei confronti del sistema radiotelevisivo italiano e, quindi, della rai. Ma, per quanto riguarda i programmi, l’aiart non fa di tutta l’erba un fascio e, pertanto, apprezza alcuni programmi e di altri ne denuncia con forza lo squallore, la volgarità e la violenza. Certamente tv talk non è tra i programmi che l’aiart  giudica negativamente. Il fatto che non citano mai l’aiart può sollevare curiosità, ma non comporta in alcun modo un giudizio negativo sulla trasmissione.

>> Continua

 Una domanda 04/01/2009  
Salve,
leggo che avete avuto modo di polemizzare per il fatto che la RAI abbia utilizzato "soldi pubblici" per dare spazio alla superstizione mediante la trasmissione Mezzogiorno in famiglia. L’oroscopo può piacere o no..ma lo stesso discorso,allora,dovrebbe valere x i tanti soldi spesi dalla rai x eventi organizzati dal Vaticano e che noi non cattolici siamo costretti a sorbirci tutti i giorni..Cosa rispondete su questo?Se la superstizione non è gradita ad una parte,VOI,perchè la presenza clericale dovrebbe essere gradita ad una parte,se pur minoritaria del paese???
Fabiano Fico
Grazie per la Sua domanda che, anche se provocatoria, merita una risposta. Lei può condividere o meno la protesta dell’Aiart sullo spazio riservato dalla Rai agli oroscopi (negli altri Paesi – Inghilterra, Francia, Spagna, ecc. - la tv-servizio pubblico si guarda bene dal mandare in onda programmi sugli oroscopi) e l’Aiart può condividere o meno la Sua opinione che, comunque, merita rispetto. Quel che mi sembra improprio e forse strumentale è, invece, collegare la trasmissione sugli oroscopi all’informazione religiosa e, in particolare, a quella cattolica. Forse Le sfugge che la stragrande maggioranza degli italiani-telespettatori sono cattolici e che l’informazione religiosa ha un valore morale anche per i non cattolici, per i fedeli di altre confessioni religiose e per i non credenti. Forse non condividerà questo mio giudizio, ma sono sicuro che lo rispetterà, come io ho mostrato di rispettare - fornendo una risposta - la Sua domanda.
Cordiali saluti
Luca Borgomeo >> Continua
 Una pubblicità vergognosa 04/01/2009  

Scrivo perchè vorrei informarvi su una questione indecente che riguarda l’affissione in tutto il territorio del manifesto pubblicitario, che vi allego, di un film: "Frontiers, Ai Confini Del Mondo" distribuito dalla Moviemax. L’immagine diffusa, che lascio a voi giudicare, è ovviamente alla portata di tutti e ovviamente anche dei bambini.
Confido che la questione possa essere affrontata nel tempo più breve posto che detti manifesti agghiaccianti campeggiano tutt’ora nelle nostre città. 
Claudio Belli

>> Continua

 Le volgarità di Blob 04/01/2009  

Domenica 7 dicembre, terminato il TG3 Regione, casualmente, non ho spento la TV quando è iniziato "Blob" (ore 20 circa), trasmissione che mi è parsa irriverente nei confronti della religione cristiana. La prima inquadratura era su una interpretazione cinematografica di Gesù in croce che diceva "Padre nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,45) e le parole di Gesù stesso in latino "Consummatum est" (Gv 19,30) sono state riprese come titolo di successive inquadrature tra le quali quelle del didietro di alcune donne in tanga. Preferisco non capire quale fosse il nesso.
Quindi, per i titoli di "Blob" si ha bisogno di ridicolizzare delle frasi tratte dal Vangelo che, stando solo in Italia, decine di milioni di cristiani, particolarmente nella Settimana santa, meditano con venerazione. 
Anche noi cattolici, che paghiamo il canone (tra l’altro, come famiglia, ha iniziato mio padre più di cinquantacinque anni fa) per vedere un simile scadimento, potremmo fare un’obiezione di coscienza e disfarci prima o poi del televisore per non finanziare chi ignora i valori che sono anche patrimonio della nostra cultura (v. anche discorsi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). Ringrazio per l’attenzione e per quanto potrete fare  e cordialmente saluto. 
Francesca Arnaboldi 
La sua critica è fondata e condivisa. Più volte abbiamo criticato Blob, denunciando le continue “violazioni” di norme e delle elementari regole del buon senso. Soprattutto l’Aiart ha rilevato l’ingente dispendio di risorse che una trasmissione come Blob comporta per le esangui casse della Rai (basta vedere quanti sono i …..collaboratori, che a fine trasmissioni sono resi noti quasi…. additandoli al pubblico…..encomio). purtroppo questa è la Rai e questo il “giornalismo” (sic) che gli utenti devono sopportare….

>> Continua

 Le “ricette” via cavo 04/01/2009  

Spett.le Aiart, questa volta non protesto per spettacoli licenziosi e ragazze troppo spogliate che la televisione ci propina spesso. Protesto perché ci sono alcune pubblicità in cui si vedono degli “amici” che, senza essere medici, danno consigli medici agli “amici”. Ad esempio: “Hai il colesterolo alto? Fai come me: dieta e …(e qui c’è il nome di un prodotto). Io in persona mi trovo spesso ad essere un po’ scortese verso chi mi dice:”Fai così….”, “Prova questo…” e rispondo sempre: “I consigli medici li voglio dai medici”. Così avviene che non si parla più, con me, di problemi di salute e relativi rimedi. Non so se quest’uso di distribuire consigli medici sia un malvezzo solo italiano, ma penso che la TV non dovrebbe incoraggiarlo. 
Maria Cimino (Roma)
Ha perfettamente ragione. Purtroppo dietro questi “consigli” c’è spesso l’intento di fare pubblicità a qualche prodotto o procurare notorietà a medici e case di cura. Il problema è di grande rilevanza sociale e dovrebbe essere affrontato dal Ministero della Salute che, almeno, dovrebbe intervenire per vietare (come avviene in molti altri Paesi) la pubblicità dei medicinali che, per i messaggi veicolati e destinati ai malati (veri o immaginari), finiscono per “assicurare” guarigioni, cessazione dei dolori, miglioramenti di vista, udito, tono muscolare, linea ecc… . Un modo di fare “affari” speculando sulla salute, senza preoccuparsi che un telespettatore, indotto dalla pubblicità, può seguire i “consigli all’acquisto” e – senza controllo medico – curarsi con la “medicina fai da te”, con possibili negative conseguenze. Ma se è vero che “pecunia non olet” è pur vero che bisogna “pensare alla salute”!

>> Continua

 Ugly Betty: Un programma insidioso 03/01/2009  
caro Direttore la mia figlia più grande (11 anni) è un’accanita fan della giovane ragazza protagonista del telefilm, e non perde una puntata. Sono preoccupata perché giudico moralmente molto discutibile il programma che, oltre tutto, ha una parvenza perbenista. E’ infondata la mia preoccupazione? 
Sara Tonetti (Bergamo)
No, affatto. Consiglierei di guardare insieme  a sua figlia Ughy Betty e rimarcare con riflessioni pacate le “cadute” morali che purtroppo non mancano nel telefilm, in materia di sesso, e di “esaltazioni” di furberie, invidie e violenza. >> Continua
 Una giusta protesta 03/01/2009  

Nella puntata odierna (26 ottobre 2008) di Domenica IN rubrica Lambertucci,si è trattato l’argomento -neoplasia mammaria-con una gravissima superficialità,riferita  nella fattispecie,alla incidenza delle recidive con relative metastasi a distanza di oltre vent’anni.
Immagino che ci siano state molte telespettatrici che da anni convivono con questo importante problema di salute,come ripetutamente sottolineato dall’oncologo presente in trasmissione.
Ogni controllo è una spada di "Damocle"per chi,come me,è stata operata!
Non è consentito ad una emittente di Stato o privata,diffondere allarmismo e panico invece di rassicurazioni che ci vengono puntualmente  e professionalmente dispensate dagli specialisti che ci seguono.
Il rigore scientifico è alla base delle divulgazione!!!!Le trasmissioni di intrattenimento si occupino solo di "gossip" Si trasmetta questa protesta al Garante delle telecomunicazioni!  
Anna Giacò  (Genova)

>> Continua

 La famiglia in: Provaci ancora, prof. 03/01/2009  

Il giorno 23 ottobre 2008, ore 21, sul 1° Canale nazionale è stato trasmesso il seguente programma: « Provaci ancora prof.» 3ª puntata. La sottoscritta firmataria protesta fortemente per i seguenti motivi:
nel 1° ciclo di anno scorso il programma era iniziato bene;
nel 2° ciclo è andato peggiorando;
nel 3° ciclo è schifoso dal punto di vista morale in famiglia: mostrando (= insegnando) come la famiglia oggi, se vuol stare nel solco normale, deve saper bilanciarsi sull’onda del compromesso e della infedeltà coniugale fino alla divisione della famiglia.
Il programma suddetto presenta un modello moralmente squallido e perdente di famiglia in Italia e lo offre come se fosse l’unico modo di vivere nella società moderna. Io devo tutelare mia figlia che potrebbe restare colpita dal modo disinvolto e accattivante di tale programma. Protesto, perché non è giusto che i cittadini spettatori (che pagano la tassa TV) vengano ingannati così.
Giovanna R. (Modena)
Certo l’impressione della famiglia, nel programma da Lei citato, è negativa. Condivido il giudizio. Ma, purtroppo, rispetto a quanto quotidianamente la TV propina ai telespettatori, mostrando famiglie anomale, singolari, omosessuali, a “geometria” variabile ecc., “Provaci ancora prof.” non è poi tanto “trasgressiva”.


>> Continua

 Domenica In? Che mettiamo dopo In? 03/01/2009  

Domenica 26 ottobre alle ore 14 ho assistito all’inizio della puntata di Domenica In. Ero a pranzo e con mio marito, mio padre e i miei tre figli. Due ragazze (16 e 14 anni) e il più piccolo di 7 anni.
Il programma si apre con l’annuncio del presentatore Giletti che “oggi Domenica In vuol verificare se gli italiani si specchiano nella TV. Solito bla, bla, solite facce. Solite banalità. Per verificare se gli italiani si specchiano nei programmi tv si prende …in esame L’isola dei Famosi. Sì, proprio quel programma demenziale, che in casa nessuno vede perché insulso, volgare, vera e propria tv-spazzatura. Ma a Domenica In non si fermano qui. Per attirare ancor più – si fa per dire – l’attenzione ecco che appare in tv una bella e giovane ragazza, laureata e disoccupata, salita agli onori della cronaca e della ribalta tv per aver pubblicato su un giornale un singolare annuncio:
per 1 milione di euro sono pronta a “vendere” la mia verginità, trascorrendo una notte con il danaroso di turno.  Ho subito cambiato canale. Ma è possibile che la tv pubblica, quella che paghiamo con il canone, debba scadere ad un livello così miserevole, che offende chi guarda, umilia chi lavora al programma, squalifica la Rai ? Perché dobbiamo sopportare questi veri e propri abusi?
Per favore fate qualcosa.
Franco Russo (Sorrento –NA)
La sua lettera è una delle tante giunte all’Aiart per esprimere l’indignazione e per protestare contro una puntata di
Domenica In che è indegna dello spettacolo, del giornalismo,  dell’intrattenimento.
L’Aiart ha subito protestato con il comunicato, che è stato IGNORATO da quasi tutti i giornali, ad eccezione de l’Avvenire. Ne riportiamo l’articolo, riconoscendo al giornale cattolico di essere  attento ai problemi del degrado dei programmi televisivi  e libero – più dei grandi quotidiani – dai condizionamenti del quadro politico e della pubblicità. 
ROMA. L’Aiart contro l’ultima puntata di «Domenica In». Per il presidente dell’associazione cattolica di telespettatori, Luca Borgomeo, «è intollerabile che la Rai, alle 14 di domenica, mandi in onda una Domenica In, centrata nella prima parte (condotta da Massimo Giletti, nella foto, ndr.) sull’Isola dei Famosi, infarcita di volgarità, oscenità e stupidaggini. Un vero esempio di tv spazzatura. Tutto presentato come un incredibile sondaggio finalizzato a scoprire se l’Italia si specchia nella tv dell’Isola dei Famosi». Per Borgomeo «è poi inconcepibile che gli italiani alle 14 di domenica nelle loro case debbano dalla tv pubblica apprendere, con un lunghissimo servizio pieno di particolari, che una ragazza, presente in studio, quasi una eroina, ha messo in vendita per 1 milione di euro la sua verginità. È poco dire che è squallido, indecoroso, vergognoso, offensivo?  Povera Rai, sempre peggio!».
A questo punto non resta che trovare cosa mettere dopo DOMENICA IN. Il Telespettatore  lascia ai lettori di scegliere tra tante possibili soluzioni: In-degna, in-sulsa, in-sipiente, in-etta, in-fima, in-utile, in-sultante, in-colta, in-solente, in-gannevole, in-cosciente, in-civile, in-fetta, in-tollerabile, in-sidiosa, in-etta, in-sopportabile, in-sensibile, in-fida, in-gannevole, in-tossicante, in-continente, in…

>> Continua

 Sempre più cronaca nera nei telegiornali 21/11/2008  

Sono socio AIART e desidero segnalare un articolo apparso sul quotidiano Italia Oggi.
Forse sarà troppo semplice o affrettata ma la mia conclusione è che ai direttori dei telegiornali non interessa minimamente sapere se "l’insicurezza dei cittadini cresce per l’aumento dei reati o perché nei tg c’è più cronaca nera" perché la loro convinzione è che devono fare "il loro mestiere, ovvero quello di informare". Informazione e basta: a tutti i costi.  Di fronte a tanta meschinità è inutile organizzare tavoli di discussione o di confronto: si perde solo tempo. Personalmente mi sto sempre più convincendo che l’unica cosa da fare è quella di iniziare a boicottare con operazioni di massa i prodotti di consumo la cui promozione è direttamente o indirettamente riconducibile ai tg o a programmi che non rispettano la sensibilità e la coscienza dei minori: prodotti che sono pubblicizzati durante le interruzioni pubblicitarie, prima, durante o dopo tali programmi.Punto e stop. La mia proposta? Che AIART si faccia urgentemente promotrice di una "campagna stabile di boicottaggio civile" dei prodotti d.c.s, in modo da permettere all’utente di "reagire in tempi utili" alle velocissime e sempre più creative provocazioni della TV e della pubblicità in generale e colpire direttamente chi trae beneficio dall’incremento dell’audience ottenuto in modo così indiscriminato e strafottente, e cercare di porre un freno a questa tendenza perversa. Apriamo un tavolo di discussione tra i soci AIART per studiare tempi e modi per attuarla.
G. Walter Federle (Breganze – VI)

Condivido la Sua protesta per la crescita dello spazio che i TG dedicano ai fatti di cronaca. Purtroppo anche la RAI segue questa “moda” dettata (oserei dire imposta) dalla continua e spasmodica rincorsa all’audience. Più ascolti, più pubblicità: più pubblicità più ricavi, più utili ecc. ecc. . Tutto a danno del telespettatore considerato sempre più soltanto un consumatore e,forse, un consumatore “stupido”, facile da convincere e da indurre a comprare, comprare, comprare… . In questo senso la proposta di “boicottare” alcuni prodotti ha una sua suggestione: è difficile,purtroppo,attuarla. Ma se non è poco praticabile un’azione generale e generalizzabile di boicottaggio, è sempre possibile un’azione personale magari – col passa-parola – suggerita a partenti, amici, vicini! Certo è una battaglia lunga. Ma anche un lungo cammino incomincia con un passo!

>> Continua

 La “svastica” dei Cesaroni 21/11/2008  

Ringrazio la vostra associazione che concede, a noi poveri telespettatori/genitori, questa opportunità di segnalazione. Vi chiedo innanzitutto se esiste un sito ufficiale, al quale si possa contestare la trasmissione di alcuni programmi televisivi; AGCOM non propone nessun spazio aperto o newsletter. La mia lamentela cade sulla sit-com "I CESARONI", trasmessa da canale 5 in orario di fascia protetta. Troppo spesso si sentono parole o esclamazioni degne del classico "BIP" di censura; ieri sera poi, papà Cesaroni impartiva una lezione di educazione sessuale, usando terminologie che proprio non si addicono a bambini che ancora non conoscono questo mondo, come i miei piccoli di 6 e 9 anni. In una puntata dello scorso inverno, Mimmo Cesaroni indossa una maglietta con un simbolo che mio figlio di 13 anni ha interpretato come svastica; prontamente fotografata, la allego a questa mail; secondo voi trattasi di messaggio subliminale? Personalmente trovo detta trasmissione di cattivo esempio per i ragazzi; tutto gira intorno ai soldi e alle menzogne. Dov’è finito il buon gusto di programmi, adatti a tutte le  fascie d’età, tipo Un medico in famiglia? 
Grazie
Luca Malagoli (Reggio Emilia)

Subliminale o meno, è un messaggio molto negativo. Se sia frutto di una mera ignoranza o di nostalgia di un’odiosa pagina di una storia di atrocità e violenza o, purtroppo, di una perversa volontà di fare audience con la provocazione non è possibile dirlo. Sta di fatto che impunemente immagini del genere, con il contorno di frasi insipide, stupide, volgari e offensive della dignità delle persone – non solo dei minori – entrino attraverso la TV nelle nostre case. Ma non è sufficiente indignarsi. Faccia denuncia. Sul sito del CNU-Agcom o dell’Aiart può agevolmente conoscere come fare la denuncia, utilizzando il relativo modulo. Basta una e-mail, basta un fax. Denunciate, denunciate, denunciate. Certo le leggi e le regole non sono del tutto idonee a contrastare questi ignobili programmi TV ma, comunque, qualche potere lo riconoscono all’utente. Che fa bene ad esercitarlo.

>> Continua

 STOP AI TESTIMONIAL PUBBLICITARI! 20/09/2008  

Una lettera "illuminante" della responsabile della Struttura Aiart di Teramo Marina Serra.

>> Continua
 Nei TG troppa cronaca nera 14/06/2008  

Da tempo assistiamo ad una crescita dello spazio che i telegiornali, a cominciare dal TG1, dedicano ai fatti di cronaca nera. Spesso il TG delle 20,00 è aperto da notizie di cronaca nera, con discutibili servizi ed approfondimenti del tutto inutili. Perché la Rai –servizio pubblico- senza limitare il diritto di cronaca, non attenua questa quasi morbosa spinta a “sbattere il mostro in prima pagina?”   
Gino De Michele (Treviso) 

Purtroppo anche in Rai si lasciano prendere dalla febbre dell’audience che –ritengono- cresce con notizie sensazionali, con immagini crude e cruente, con particolari morbosi dei gravi fatti di sangue. Certo se al TG1 si rendessero conto che alle 20, davanti al televisore, vi sono milioni di bambini, qualche immagine potrebbero risparmiarsela! Ma un punto di audience è più forte della regola che impone al giornalista di rispettare i diritti dei minori.Ma c’è purtroppo un’altra causa del dilagare delle notizie di cronaca nera. Queste sono, in generale, facili da preparare. Non a caso vengono curate da ‘cronisti’ più che da giornalisti e, soprattutto, le ‘notizie di cronaca nera’, in generale a differenza di quelle politiche ed economiche-finanziarie, non creano problemi ai Direttori.

>> Continua

 Messaggio ai visitatori del sito 29/01/2008  

Cari lettori,
abbiamo attivato la nuova cartella A tu per tu con il lettore per accogliere suggerimenti, proposte, osservazioni e punti di vista sulle tematiche della comunicazione.
Questo spazio non è sostitutivo del link Per segnalazioni e proteste, presente in home page, che fornisce i fac-simile dei moduli e gli indirizzi dei maggiori referenti della comunicazione a cui inviare eventuali vostre lettere di protesta.
La cartella A tu per tu non è un forum, nemmeno un blog ma uno spazio libero dove voi tutti potete esprimere le vostre idee in merito alla comunicazione dei mass-media in rapporto alla tutela della dignità della persona umana, con particolare riferimento ai minori.
Se volete inviare una lettera all’Aiart per la pubblicazione nello spazio A tu per tu con il lettore nel giornale Il Telespettatore o nel sito web, cliccate il seguente link: info@aiart.org, scrivete il testo della lettera e spedite il messaggio di posta elettronica, con esplicita richiesta di pubblicazione. 

Cordiali saluti
La redazione del sito Aiart


>> Continua

 E’ facile, (ed utile) protestare! 11/06/2008  

E’ possibile protestare contro spettacoli televisivi offensivi della morale, del buon senso, della buona educazione? E’ possibile protestare contro l’uso ricorrente di parolacce, di turpiloqui, di bestemmie, di aggressioni non solo verbali nei programmi TV? Se è possibile, a chi rivolgermi? 
                 Mario Longhi (Genova) 
Si. Non solo è possibile, ma giusto e doveroso. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Può inviare le sue proteste al Corecom della sua regione, al Consiglio Nazionale degli Utenti, all’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, all’Aiart, al Comitato media e minori, ecc. ecc..Gli indirizzi li trova sul nostro sito www.aiart.org. Sullo stesso sito trova i moduli da scaricare, compilare e spedire. Ma può fare la sua segnalazione anche per telefono, per fax, per e-mail. Trova tutti i numeri sul sito Aiart. Basta poco per far sentire la propria voce e la propria indignazione. E –posso assicurarla- se la segnalazione riguarda un programma che ha violato la legge o il codice di autoregolamentazione, all’emittente (nazionale o locale) saranno applicate le previste sanzioni.

>> Continua

 Film per ragazzi e cattiva pubblicità 10/06/2008  

Giovedì 1° maggio ho accompagnato  in un noto cinema di Roma mia figlia di 9 anni e una sua amichetta a vedere il film ‘Alla ricerca dell’isola di Nim’, che si ispira al famoso romanzo per ragazzi di Wendy Ort. Uno spettacolo piacevole e non solo per i bambini. Purtroppo il pomeriggio è stato ‘rovinato’ dall’incomprensibile leggerezza dei gestori del cinema che non si preoccupano affatto del pubblico di minori che affollano la sala e proiettano sullo schermo la programmazione di film del tutto inadatti e nocivi per i bambini; ed è noto che questa pubblicità dei film di prossima visione seleziona (si fa per dire) le immagini più spinte, spudorate, aggressive e cruente. E’ possibile sopportare questa grave violazione forse di leggi, ma certo di elementari regole di buon senso e di correttezza? 
                                                                  C.M.T. (Tivoli)  
Pubblico volentieri la sua giusta protesta. Perché non ha indicato la sala dove è andata a vedere il film e dove ha, purtroppo, dovuto assistere al comprensibile disagio di sua figlia e della sua amichetta per le immagini ‘dannose’ dei film di prossima programmazione? Avrei pubblicato nome e indirizzo del cinema per ‘invitare’ i lettori a non andare in quella sala cinematografica gestita da chi non rispetta elementari regole a tutela dei minori.

>> Continua

 Il triste record della stupidità 09/06/2008  

Per puro caso, saltando da un canale all’altro, mi sono imbattuta nella visione di un programma su Canale 5 che non so se definire disgustoso o demenziale. Il programma, condotto da Barbara D’Urso, si chiama lo ‘Show dei record’. Record assurdi, sgradevoli, offensivi per uno spettatore ‘normale’: un’immagine degradata degli uomini e delle donne. Che schifo! Ma come è possibile che una donna di spettacolo, come la D’Urso, accetti di fare una parte così abbietta? 
                                                                           Luisa Terra (Bari) 

E’ difficile rispondere alla sua domanda, anche se è facile comprendere il suo disagio. Peraltro all’Aiart sono giunte quasi cento ‘proteste’ per questo programma su Canale 5 che ha battuto quasi il record delle segnalazioni negative. Si è, infatti, visto di tutto. Niente è stato risparmiato. Immagini volgari, sconce, degradanti, offensive della dignità dell’uomo, che inducevano prima a chiudere gli occhi e le orecchie e poi finalmente a cambiare canale. I dati forniti dall’Auditel –per quanto poco o nulla attendibili- non sono comunque incoraggianti. La Tv spazzatura non fa… grandi ascolti. Ma resta il problema di fondo. Che cosa spinge un’emittente, vicina al Presidente del Consiglio, i suoi dirigenti, programmatori, sceneggiatori, presentatori, lavoratori, a degradarsi al punto da mandare in onda uno spettacolo (si può chiamare così?) che fa –come scrive lei- schifo? Al fondo c’è la voglia di far ‘comunque’ soldi e si sa che ‘pecunia non olet’. Ma forse –ed è ancor peggio- è l’inconscio desiderio di umiliarsi, di degradarsi, di confondersi con quanto di più squallido e perverso c’è sulla faccia della terra. E’ possibile impedire che questi programmi vengano trasmessi? L’Aiart ha sottoposto la questione al Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità delle garanzie nelle comunicazioni per verificare se e in che modo è possibile sanzionare –sulla base delle norme vigenti- un simile programma. Che, comunque, un record lo ha già battuto: quello del più squallido programma mandato in onda negli ultimi tempi.

>> Continua

 “I LICEALI” e sono rimasta esterefatta! 22/05/2008  

Ho seguito ieri sera 21 maggio la fiction “I LICEALI” e sono rimasta esterefatta!
Non tanto per i fatti descritti: persone di ogni età, ragazzini compresi  ( d’altra parte con gli esempi che hanno…)  che parlano volgarmente, che si comportano volgarmente o nel caso migliore fanno sesso come bere un bicchier d’acqua sono purtroppo la prassi.
Mi ha duramente colpito il messaggio che trapelava da ogni sequenza e cioè che la normalità, il giusto e il buono stava dalla parte di chi si filmava durante un amplesso e divulgava il filmato.
La ragione stava negli adulti che non rimproveravano in alcun modo gli autori della bravata e presentava come bigotti e repressivi quelli che ne rimanevano offesi.
Genitori trattati senza rispetto da figli maleducati a cui la fiction dava tutta la simpatia, professori ridotti a seguire gli alunni anziché farsi seguire…
Ciliegina sulla torta, un tentato suicidio che finalmente apre gli occhi ai truci genitori bigotti con finale volemose tutti bene…
Ahimè!
Rita Vergnano


Quando i liceali
non sono "maturi"
Giusta la sua indignazione. Fondata e pienamente condivisibile la sua protesta.
Programmi come "I liceali" degradono la TV e sollevano dubbi inquietanti sulla credibilità e moralità di emittenti nazionali come canale5. Trattandosi di TV spazzatura è quanto mai opportuno invitare i telespettatori a fare - usando il telecomando - la raccolta "differenziata", mandando al macero e all’incerenitore quanto offende il buon gusto, l’intelligenza e la dignità dei telespettatori.
Grazie,comunque,per la sua segnalazione.
>> Continua
 Se il videogioco fa diventare ebete 07/05/2008  

Apprezzo molto l’iniziativa che l’Aiart va sviluppando contro i videogiochi pericolosi. Purtroppo non vedo cambiamenti significativi e continuano ad essere reali i pericoli per i minori di imbattersi in video giochi nocivi alla loro salute fisica e psichica. Mio figlio di 10 anni ha una notevole quantità di videogiochi che, confesso, non ho mai guardato dall’inizio alla fine. Mi riprometto di farlo. Comunque anche i videogiochi non pericolosi possono procurare danno, in quanto ‘catturano’ per ore e ore i minori facendoli vivere fuori dalla realtà. Per questo motivo tento di ‘limitare’ il tempo che mio figlio dedica al videogioco, ma Le assicuro che è una battaglia difficile… 
Grazie per l’attenzione. 
Giuliana Castelli – Roma 
Condivido le Sue preoccupazioni ed apprezzo la sua sincerità “non ho visto i videogiochi di mio figlio”. Comunque è evidente che è consapevole dei rischi e dei pericoli che corre Suo figlio. Questo è un fondamentale punto di partenza: la piena consapevolezza che il videogioco può far male, e che quindi il genitore deve controllarne il contenuto e, soprattutto, limitare, limitare, limitare il tempo che viene dedicato alla visione del videogioco. Siamo infatti sempre più d’accordo con quanti affermano che un lungo e prolungato tempo di visione dei videogiochi produce danni ai minori e, in alcuni casi, può portare a vere e proprie forme di stravolgimento dell’equilibrio psico-fisico del minore, facendolo diventare un ebete.
Continui, gentile Signora, nel ‘contrastare’ la mania del videogioco del Suo bambino.

>> Continua

 Ancora le gambe di Sharon Stone 07/05/2008  

Nel TG2 delle ore 13,00 del 9 aprile è stata mandata in onda la vecchia sequenza del vecchio film ‘Basic Instinct’, ormai nota a tutti. Perché la TV pubblica non ha un sussulto di dignità ed evita di trasmettere immagini –alle ore 13,00- che, se non sono pornografiche sono certamente licenziose? Non si può fare niente per impedire queste ‘cadute di stile’ della Rai che noi alimentiamo pagando il canone e sorbendoci ore e ore di insulsa pubblicità? 
M. Testi (Giuliano-Napoli) 
Ha perfettamente ragione. La Sua è una delle tante proteste che l’Aiart ha inteso rendere pubbliche con la seguente nota ripresa dall’Ansa:
RAI:AIART CONTRO TG2 PER MESSA IN ONDA SCENA BASIC INSTINCT
(ANSA) - ROMA, 9 APR - ’E’ incredibile che il Tg2 delle 13 di oggi abbia trasmesso la sequenza di Basic Instinct in cui Sharon Stone accavalla le gambe’. A Parlare e’ Luca Borgomeo, Presidente dell’associazione di matrice cattolica Aiart. Il Presidente ha voluto ricordare ’al direttore della testata che all’epoca il film era vietato ai minori anche e soprattutto per quella scena, che e’ stata trasmessa integralmente. Una cosa da non credere. Non ci riteniamo dei moralisti - ha proseguito Borgomeo -, in poco più di un’ora abbiamo ricevuto decine di telefonate ed e-mail, e ci chiediamo se sia normale che in un’ora di punta vengano trasmesse immagini di questo tipo’.


>> Continua

 La Rai risarcisce un telespettatore 07/05/2008  

Su “Famiglia Cristiana” (n. 13 del 2008), a pag. 13 è apparso un articolo dal titolo “Sentenza clamorosa: la Rai risarcisce il telespettatore”. Credo sia utile trascrivere il breve articolo”. 
La sentenza è clamorosa. Un giudice di pace di Roma, Pietro De Gregorio, ha condannato la Rai a restituire 50 centesimi di canone, oltre a 400 € per danni morali e materiali, a un telespettatore che si era sentito offeso dalla trasmissione di Michele Santoro ‘Anno zero’ del 31 maggio 2007 sulla Chiesa e la pedofilia. Il giudice, considerando il contratto vero e proprio tra Rai e utente, ha dato ragione al telespettatore offeso. Nella motivazione scrive che il programma di Santoro, “condotto con superficialità e inesistente valore scientifico”, ha ingenerato “il dubbio che il fenomeno gravissimo e mondiale della pedofilia sia endemico e connaturato al mondo della Chiesa”. Il cittadino offeso è il prof. Carlo A. Bollino, presidente del Gse (il Gestore elettrico), la sentenza rischia i aprire la via ad una class action collettiva contro il canone Rai.” 
Grazie e cordiali saluti 
Assunta De Gennaro (Roma)
Grazie per la segnalazione. La notizia è molto significativa ed ‘utile’ nel senso che può indurre un telespettatore che ritiene “leso” il suo diritto ad essere informato con correttezza e ad essere intrattenuto con dignità a rivolgersi non solo al Consiglio Nazionale degli Utenti, al Comitato TV e minori, al Corecom regionale o all’Aiart, ma anche al giudice di pace per ottenere un risarcimento’.

>> Continua

 Che c’entra il Wrestling col calcio? 07/05/2008  

Domenica 6 aprile, ore 15,00. Con mio figlio di 9 anni, tifoso del Catania, seguo ‘Quelli che il calcio’. Tra tante stupidaggini e volgarità che caratterizzano il programma della Ventura questa volta mi tocca vedere il wrestling. Spengo la TV. Accendo la Rai e ascolto la radiocronaca delle partite. Perché non la smettono di provocare i telespettatori con le immagini violente ed insulse del wrestiling? 
Mario Rossi (Acireale)  
La sua non è la sola protesta giunta all’Aiart… Per questo motivo l’Aiart ha immediatamente preso posizione con il seguente comunicato stampa, ripreso dalle Agenzie e da alcuni quotidiani. Pubblichiamo il testo dell’Adn-Kronos: Roma, 6 apr.- (Adnkronos) - ’E’ davvero sorprendente come per fare un po’ d’ascolto in piu’ . ’Quelli che il calcio’ oggi abbia proposto spezzoni di Wrestling. Questo sport, diciamo cosi’, e’ del tutto diseducativo, incita alla violenza e comunque non dovrebbe andare in tv in fascia protetta. Due anni fa riuscimmo a convincere Italia 1 ad abolire una trasmissione del genere. Ora che sia proprio il servizio pubblico a riproporlo e’ davvero incredibile’. Lo afferma Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori di matrice Aiart.
’Non vorremmo piu’ vedere immagini di wrestling sulla nostra televisione, visto l’alto contenuto di violenza che contengono e il rischio di emulazione da parte dei minori. E siamo sorpresi che il servizio pubblico ricorra a questi spettacoli in fascia protetta - continua Borgomeo - Se persino Mediaset ha riconosciuto, seppur dopo una lunga nostra battaglia, di aver sbagliato a trasmettere questo sport, perche’ ’Quelli che il calcio’ dimostra cosi’ poca sensibilita’? Ci auguriamo che si sia trattato solo di un caso isolato".


>> Continua

 La scuola … di tifo della Wolkswagen 08/04/2008  

La nostra scuola, come altre, senza richiedere nulla, ha ricevuto un pacco del progetto didattico "Scuola di tifo", sponsorizzato dalla casa automobilistica Wolkswagen. Tra il materiale vi è un dvd con un reportage di discovery channel sulle tifoserie di cinque città italiane.
Una serie di interviste a capi ultras che ribadiscono la filosofia del "duro e puro", della difesa dell’onore della città e della squadra, del non guardare in faccia  a nessuno. Tutto condito con scene di violenza, insulti e urla negli stadi. È vero che ci sono schede per la riflessione sul filmato ma mi chiedo se non sia elevato il rischio emulazione e che comunque siano ben altre le immagini da proporre in una scuola. Chiedo se potete dar voce a questa mia protesta, rimarcando il danno d’immagine per Wolkswagen italiana che forse farebbe meglio a inviare materiale sull’educazione stradale.
 Marco Magni Valmadrera
(Lecco)

>> Continua

 Togli la croce! 08/04/2008  

Proprio questa sera ho visto una pubblicità, credo del Consiglio dei ministri … credo, perché l’ho vista una sola volta, che fa azione di prevenzione per la sicurezza lavorativa...in pratica c’è una medaglia che ruota in equilibrio ed in una facciata si vede un casco per i lavoratori, giallo, e nel retro una croce rossa su sfondo chiaro brillante e una voce fuori campo che dice TOGLI LA CROCE!
Credo che sia opportuno che venga fatto notare che, pur non essendoci intenzionalità, quel "TOGLI LA CROCE" sia tendenzioso e facilmente rimandi ad altri episodi che creano contestazioni abbastanza frequentemente e che il Segno della nostra scelta religiosa al di là della cronaca recente, non vada accostato verbalmente all’azione di togliere! Oltre a non essere proprio corretti nei confronti della nostra religione il fatto che la croce sia rossa disturba anche l’associazione di volontariato che tutti quanti noi conosciamo.
           A.G. Carbonia

>> Continua

 Una modesta proposta per risanare i conti Rai 08/04/2008  

Sarà perché, da bravo socio dell’Aiart e anche per documentarmi e tenermi aggiornato, vedo un po’ più di televisione di quanto non desideri vederne, sarà perché sono un gran pignolo, ho spesso notato –ma sarà capitato anche a voi consoci- che alcuni conduttori e, soprattutto, conduttrici di programmi di intrattenimento, di quiz o di talk-shows non cominciano a parlare se non pronunciano la parola “Allora…”, qualunque cosa abbiano da dire. Pare che non sappiano iniziare un discorso in altro modo. “Allora…” e solo dopo questa (magica?) parola riescono a dire qualcosa. Fateci caso, è così. Ma il fatto più straordinario mi è capitato di osservarlo, qualche giorno fa, su una rete Rai: la gentile (e carina) presentatrice ha preso la parola e, naturalmente, ha detto “allora…”. Dopo di che si è fermata ed è stata zitta. Insomma non aveva nulla, ma proprio nulla, da dire, ma non ha rinunciato a pronunciare il fatidico avverbio di tempo. Credo che questo sia il massimo: al di là non si può andare. Insomma, a guardare la TV, sembra di stare…. all’oratorio. E che dire  quando, nel corso dei telegiornali, la giornalista o il giornalista annuncia: “cambiamo decisamente argomento?” Perché “decisamente”? Non basta  cambiare argomento? E poi: se si passa dalle notizie sull’Iran all’emergenza rifiuti in Campania, non è chiaro a tutti, anche ai telespettatori meno acculturati o meno svegli, che si sta cambiando argomento? Che bisogno c’è di dirlo? E poi questa mania degli avverbi, anche quando non servono. A domanda spesso si risponde: “Assolutamente si”. Non basta dire si? Quando si dice l’enfasi ad ogni costo, anche quando è fuori luogo e non serve a nulla.
Ma veniamo alla “modesta proposta” del titolo. Vorrei suggerire alla Direzione generale Rai di comminare una sanzione pecuniaria –né alta, né bassa: diciamo 50 euro- ogni volta che un presentatore o conduttore o giornalista (uomo o donna fa lo stesso) inizino il loro dire con la parola “allora”, oppure pronuncino senza motivo, un avverbio del tutto inutile che finisce in “…mente”.
Nessuno dei multati potrebbe negare il fatto addebitatogli: esistono le registrazioni. Ma poi, per rendere meno afflittiva l’ammenda, si potrebbe provvedere con semplici ritenute sui rispettivi stipendi: ciò attenuerebbe l’effetto –assai più amaro e sgradevole- di un pagamento diretto e in contanti nelle mani di un odioso ed arcigno controllare-esattore.
Dimenticavo: dovrebbe essere anche previsto che, in caso di recidiva nell’arco dello stesso mese, l’ammenda venga raddoppiata. Triplicata se rilevata nel corso della stessa settimana. Quadruplicata se ripetuta all’interno della stessa trasmissione. Forse i bilanci della Rai non quadreranno solo per questo. Ma noi telespettatori ne trarremo, almeno qualche sollievo.
Paolo Bafile

>> Continua

 Perché pagare il canone Rai? 11/03/2008  

Sfogliando il Telespettatore, mi trovo certamente d’accordo a contrastare gli eccessi della pubblicità (peraltro utilissima per fare rifornimento di mandarini), a condannare le scene immorali, a manifestare approvazione per l’unico talk show che non degenera in risse, ...
Ma mi pare ci sia anche parecchio altro: la bassa qualità dei programmi, i talk show non costruttivi in cui ruotano sempre gli stessi personaggi, la prosa che non c’è, la buona musica che manca, i film d’autore che non si vedono, ... E sopratutto la pessima abitudine di propinare roba già vista, addirittura in prima serata. Ciò che costituisce una forma di vera e propria truffa. E allora? Perchè mai dovrei pagare il canone?
Giovanni Vittorio Pallottino (Roma)



Appunto! Perché pagarlo? Sul Telespettatore abbiamo indicato la via ‘legale’ per non pagare l’odiosa tassa. Basta seguire la via. Lo stanno facendo in molti; e a indurli è certamente il degrado dei programmi Rai, spesso insulsi, volgari, diseducativi, e …. indisponenti.

>> Continua

 Media volgari e giovani allo sbando 11/03/2008  

Leggendo le varie relazioni relative del convegno Aiart in Acireale, mi rendo sempre più conto dell’azione importante e meritoria che l’Aiart svolge e soprattutto in un contesto assai difficile.
La libertà di espressione è certo una possibilità concreta di una società democratica, frutto di una conquista (certamente) ma che –come assai bene è espresso nei vari interventi del predetto convegno viene troppo spesso deviata dagli obiettivi nobili e formativi, (efficacemente comunicativi!) che dovrebbe avere. Se ne fa spesso un uso volgare, immorale e perciò la si usa in modo da produrre danni assai notevoli ai più piccoli, agli adolescenti, ai giovani .
A tutto ciò si aggiunge l’avallo che molti cattivi e disincantati ‘maestri’ danno a questo tipo di espressione e comunicazione: è il risultato di un relativismo sempre più volgare ed arrogante.
In tutto questo l’Aiart fa quel che può e lo fa bene in un contesto nel quale domina la finanza e dolorosamente, anche nei governi di ‘centro-sinistra’ la politica sembra al rimorchio della finanza e con la finanza è stretto il legame di una pubblicità che in tanti convegni l’Aiart ha denunciato come stolta ed impudente.
Spero che il ministro delle Comunicazioni possa far sentire in modo più decisivo e convinto la sua voce: ne va dei destini di una gioventù alla deriva penalizzata sotto troppi punti di vista e che subdolamente si tenta di allettare con pessimi surrogati col consumismo deviante che impoverisce la mente e la tasca –per chi se lo può permettere-.
Spero che il ministro  faccia quel che è possibile: certamente  ha a cuore la cultura e perciò la formazione –per lo meno critica- di una gioventù facilmente allo sbando per le ingiustizie in una società avvilita dal consumismo e da uno sciatto relativismo che paradossalmente produce ‘idoli consumistici’ nei vari campi dello spettacolo e dello sport sempre più asserviti alla dittatura di una finanza che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e sempre più rischiosa la vita di chi produce a vantaggio della comunità.
Gino Collenea (Napoli)


>> Continua

 Le ‘insidie’ di una tartaruga 11/03/2008  

Ho acquistato presso una libreria nel centro di Mantova un DVD: ‘Una favola per amico’, per farne dono a un nipotino. Purtroppo questo DVD contiene un inserto pubblicitario, inserito prima della favola, veramente offensivo della dignità umana e, comunque, assolutamente non indicato per bambini adolescenti. Mi chiedo come sia possibile inserire elementi contrari all’etica e al buon senso in un prodotto per ragazzi. Spero che l’Aiart possa far sentire la sua voce nei confronti della casa produttrice e dei distributori di simili nefandezze.
Luciana Beneldini Badalotti (Mantova)

Purtroppo pecunia non olet!’Pur di fare affari si violano tranquillamente non solo le leggi, ma anche le norme morali e quelle del buon senso. Come Aiart diamo voce alla Sua giusta indignazione e alla Sua vibrata protesta espressa con garbo e competenza. E facciamo qualcosa in più. 1) invitiamo i genitori, i nonni, gli insegnanti a ‘guardare’ bene cosa comprano e mettono in mano ai minori; 2) invitiamo tutti a denunciare al Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni casi del genere indicando con precisione: titolo del DVD o di un programma TV, casa produttrice o di un’emittente e il  motivo della denuncia. Nel Suo caso, gentile Signora, provvederà direttamente l’Aiart a inoltrare al CNU-Agcom la denuncia, nei confronti dell’ ONE MOVIE, sperando che arrivino le sanzioni previste. A volte, -purtroppo non sempre- le sanzioni inducono i destinatari a comportamenti più rispettosi della dignità dei minori.

>> Continua

 PERCHE’ GLI ASSOCIATI AIART NON PASSANO ALL’AZIONE, TUTTI INSIEME, SENZA RIPOSO ? 23/02/2008  

Sono un associato, da anni, dell’A.I.A.R.T. Leggo con attenzione “IL TELESPETTATORE” e “LA PARABOLA”, sempre e senza distrarmi, come se si trattasse di una pratica legale importante affidata al mio studio.
         Non manco mai agli incontri che l’amico Infante organizza a Matera con entusiasmo e capacità. Perché sono un ammiratore e un seguace dell’A.I.A.R.T.?  E’ semplice: persegue un fine nobile che viene apprezzato e lo sarà sempre più nel futuro, in una umanità che di nobile non ha quasi più niente. Anche la nostra Italia non brilla molto per doti morali, civiche, spirituali.
         Temo senz’altro di ripetermi, ma devo spendere poche parole su argomenti che Voi avete spesso e volentieri diretti ai lettori e ai presenti nelle riunioni e negli incontri.
1)-La TV  oggi rappresenta il potere assoluto. Vince quasi tutte le battaglie contro la carta stampata, contro il potere politico, perfino contro la Magistratura.
2)-Il cittadino (bambino, ragazzo, adulto,  anziano), il cittadino facoltoso, povero, colto, illetterato, anche quello analfabeta è quasi sempre succube delle frecciate che partono dalla TV. Si può essere vittima in mille modi e non soltanto nell’acquisto di costosi prodotti che producono soltanto danni all’economia di famiglia e anche di altra specie, ben più gravi.
3)-Spesso la TV diventa giudice e giustiziera di persone che, poi, risulteranno innocenti.
4)-La TV propaga notizie segrete, benché da considerarsi blindate negli archivi dei palazzi di giustizia, dando in pasto agli utenti della TV, particolari  che spesso bruciano per tutta la vita l’indagato nonché la famiglia e gli amici dello stesso. Anche la stampa stampata segue la TV, ma non danneggia come e quanto la TV.
5)-Lottare contro la TV è un compito difficilissimo, degno degli spartani del terzo millennio. La TV ha ora a sua disposizione mezzi illimitati. Mi riferisco alla moneta, a personale specializzato e competente, dirigenti tesi sempre all’indice di ascolto che è il Vangelo della TV.
6)-Noi, dico noi dell’A.I.A.R.T., non siamo molti, non  rappresentiamo una massa come i metallurgici, gli impiegati statali o quelli degli enti pubblici, ad esempio.  Le guerre per principi sani non possono essere vinte da pochi contro un mostro divoratore e sempre affamato come la TV. Occorre  una moltitudine di associati e molto, molto denaro che sicuramente sarebbe speso bene.
7)–Si sta combattendo come leoni non addomesticabili. Non consideriamo la nostra lotta impari, non consideriamo un nostro successo una utopia. E questa guerra da pacifisti ci fa onore: Siamo un Davide modernissimo contro un GOLIA che non ha paura di niente. Neanche delle 2 fionde di nostra esclusiva proprietà: “IL TELESPETTATORE” e “LA PARABOLA”. Gli articoli pubblicati sono degni di grande rilievo. Lo saranno anche quelli che verranno. Ma basta tutto questo? Noi, ci sono anch’io, lo penso seriamente, siamo i 300 delle Termopili contro una potenza più potente dell’impero persiano anche perché spesso non combatte alla luce del sole ma con dardi che si vedono e non si vedono. Soltanto per non essere classificato, catalogato come nemico della TV devo ricordare che vi è la TV buona e quella cattiva come vi è la scienza buona e quella cattiva. Vi sono programmi favolosi perché educativi, di rafforzamento dello spirito, apportatori di gioia interiore, di risate, di arricchimento culturale etc. L’A.I.A.R.T. marcia contro i programmi che distruggono. E chi li crea e li mette in onda non è in buona fede. Vuole soltanto l’indice di ascolto, possibilmente stratosferico. Qualche commento?
8)-INTERNET deve essere il nostro cavallo di battaglia, l’asso vincente. Occorre tempo, occorre pazienza, occorrono tecnici di valore. 
                                              SUGGERIMENTI
                                                  P R I M O 
         Occorre avere una cassa piuttosto ricca. Tutti i miei redditi io li accredito a chi non ha voce (malati, bambini etc.). La nostra “voce” non è ancora tonante e vi sono moltissimi che non la odono.
         Occorrono sacrifici veri e non da operetta. Se crediamo in un ideale, e il nostro lo è, non dobbiamo impoverirci ma diventare meno ricchi o meno agiati o un po’ più poveri, ove lo fossimo. Ciò deve necessariamente avvenire se si combatte per un ideale! Le rinunzie dovrebbero diventare di casa, nostre amate ospiti, inquiline senza fine locazione. Le guerre non si vincono con parole e scritti ma con azioni che spesso comportano sofferenze di varia specie e peso. 
                                                    S E C O N D O
         Occorre invitare i lettori dei 2 periodici a:
a)suggerire un qualcosa o più di un qualcosa che potrebbe sembrare utile per elevare in ogni direzione e in alto l’A.I.A.R.T.;
b)incoraggiare l’A.I.A.R.T. accreditando somme in favore di questa associazione. Non si pretende “l’obolo della vedova” di cui si legge nel nuovo testamento;
c)scoprire nuovi associati. Si potrebbe sperare in una specie di moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il tutto sta ad iniziare “Chi ben inizia, è alla metà dell’opera”. Non  costa niente. Soltanto far trasparire entusiasmo e passione nel tentare di convincere l’eventuale nuovo……associato!;
d)scrivere sui giornali, importanti o meno, anche sui giornaletti parrocchiani. Ricordo a me stesso che: “la pubblicità è l’anima del commercio”. Servirsi con garbo, con diplomazia, con intelligenza di veri amici perché il Vostro, il nostro lavoro, mira a raggiungere un fine nobile, ripeto questa parola. I nostri sforzi sono altamente sociali, utilissimi  a tutti, nessuno escluso. E’ perfino utile ai delinquenti che vorrebbero sicuramente che i loro figli fossero nel futuro dei buoni cittadini senza che siano elettrizzati da programmi che forse, in buona fede di chi li pone in onda, esaltano la MAFIA  et similia, convincendo alcuni o molti giovani che il delitto, ad esempio, rende!;
e)
comprare una emittente televisiva o, almeno, all’inizio, diventare “socia” di qualche TV sia pure piccola, come una cenerentola. E si ritorna al “denaro” che è indispensabile, “denaro” che dovrebbe essere reperito dagli associati e, forse, anche da terzi movimentati dalla nostra pubblicità. 
                                                  
T E R Z O
         Dicono che sono un uomo d’azione: “Rifletto, decido ed eseguo”. Perché non lo diventiamo tutti? Io mi conosco troppo bene.
Concludo ricordando a me e a Voi un settimanale al quale sono abbonato da oltre mezzo secolo “FAMIGLIA CRISTIANA”. Potrebbe darci una mano d’aiuto? E AVVENIRE? E l’OSSERVATORE ROMANO? Ignoro se è già stato fatto qualche passo sostanziale anche nella direzione di Radio Maria e della TV del Vaticano. Perché non si tenta? Inserire qualche messaggio dell’A.I.A.R.T.? Una idea……. balorda? Può darsi! E se non fosse così incredibilmente stupida? 
         L’avvocato, il vero avvocato, quello che si autodistrugge per lottare con tutte le sue forze per ottenere un esito positivo in una causa (civile o penale) in cui crede molto, moltissimo, non si arrende mai! E studia ogni particolare, ogni eventualità, anche le tesi e possibilità che sfuggono alla normalità. Non ignoro tutti i Vostri tentativi in varie direzioni. 
         Questo dovrebbe, potendolo, l’A.I.A.R.T. Ma anche per questo non deve essere latitante il lavoro di tutti gli associati, né deve eclissarsi l’ottimismo! Il mondo si muove con le idee!         
                                                  QUARTO
  
Ciò che mi sbalordisce sempre di più è quando in TV, mentre sto per seguire un film, appare una scritta, certe volte accompagnata da un bollino di colore giallo-arancione, più o meno, del seguente tenore: “per la visione di questo film da parte dei bambini è consigliata la presenza degli adulti”. Spesso queste parole sono pronunziate dall’annunciatrice o dall’annunciatore. Occorre collocare al posto della parola “consigliata” 2 parole diverse, convincenti e di vera pressione: “è d’obbligo”. Non dire “è d’obbligo” equivale a consentire ai minori di vedere e sentire ciò che non dovrebbero né vedere, né sentire.
Questo sta a significare che, nel caso più comune, i genitori di questi bambini che vogliono vedere il film “bollato” devono affiancare i figli per TUTTA LA DURATA DEL FILM, che in media dura un’ora e trenta, due ore, se si contano anche le relative pause pubblicitarie.
Allora chiedo a me stesso: un genitore può realmente stare insieme al figlio o ai figli per due ore, senza neppur una minima distrazione? E le visite di amici o parenti? E il telefono? E la cucina? Ignorare tutto ciò che di ordinario si svolge in casa? O comunque i genitori devono trasformarsi, indossare la divisa da ufficiali, piantonare il figlio e, all’occorrenza, in presenza di scene violente o quasi, o a luci rosse o quasi, devono coprirgli gli occhi e le orecchie per non far vedere e anche in modo che non senta? E non occorrerebbero 3 mani? 2 per le orecchie e 1 per gli occhi?
Tutto ciò è ammissibile, è concepibile?
E per essere nella completezza, potrebbe essere un reato non dire: “è d’obbligo”? Non va dimenticato che i soggetti passivi sono dei minori!
Famiglia Cristiana “stampò” tempo fa una vignetta a colori, ed ho finito, in cui si vede un moribondo (disegno a colori vivaci) in un letto d’ospedale. Un suo parente, immagino, accende la TV che è collocata proprio davanti al degente, come è uso quasi abituale in alcuni ospedali, in alcune cliniche etc. Il paziente se ne accorge e, di scatto, adirato e preoccupatissimo pronuncia queste parole con ira: “NO! NO! Spegni la TV. Mi farà morire prima”
         E’ un atto di accusa più che severo e chiaro. La TV uccide noi e le nostre famiglie. Non sempre ma spesso.
Vorrete scusare la vivacità e la crudezza di quanto segue.
L’A.I.A.R.T., ma soltanto con alcuni associati, sta facendo miracoli. Da soli e con i mezzi a nostra disposizione non ce la faremo mai, neppure donando tutto il nostro tempo libero. Avvicinare le scuole, le parrocchie, le TV, i giornali, fare incontri e convegni, colloquiare con associazioni di volontariato che in genere sono o dovrebbero essere nostre amiche, studiare fino allo spasimo tutti i mezzi utili di comunicazione, riuscire a mettere da parte somme rilevanti che sono indispensabili, convincere gli associati e terzi ad essere generosi, avere progetti degni di essere ritenuti, e di esserlo sul serio, produttivi della moltiplicazione di associati entusiasti, ottimisti e generosi, entrare nelle famiglie, colpire i genitori e i loro ragazzi con colpi da maestro per riuscire a dirigerli sul giusto binario che condurrà al sognato traguardo. NON E’ PER NIENTE FACILE SE TUTTI, INDISTINTAMENTE TUTTI gli associati A.I.A.R.T. non avranno una forte autostima, se non saranno disposti a logorarsi, e senza lamentarsi, questa è la parola giusta  lamentarsi”, se TUTTI GLI ASSOCIATI non si cimenteranno a dare e a far dare soltanto la modestissima somma di € 16,00 o di € 6,00, ad esempio, se non sfodereranno tutte le loro capacità in una gara di superamento quotidiano, se le loro idee saranno relegate nel dimenticatoio, l’A.I.A.R.T.  non raggiungerà le vette che pur merita di conquistare. Ho dato e continuerò a dare  un qualcosa alla nostra associazione. Non mi tirerò indietro nel futuro per gli indispensabili accrediti.
Le battaglie, le guerre non si vincono con le parole ma con le azioni.
Il tempo non deve trascorrere troppo a rilento e per anni. Occorre la velocità degli aerei, dei treni, tipo giapponesi, delle auto guidate da campioni come il non mai dimenticato campione tedesco. Devo ricordare il nome? 
L’A.I.A.R.T. deve volare. Potrebbe farcela. Ora siamo pochi. Domani quanti potremo essere se, ora, proprio ora, e da subito, decideremo di affrettare i tempi e di muoverci TUTTI? 
         Intelligenti pauca!
Concludo: dobbiamo sperare, mai arrenderci con o senza condizioni. Dobbiamo essere solidali, amici per la pelle, senza gradi, tutti alla pari ma tutti, sempre tutti, in una gara per superarci a vicenda, con onestà sportiva e senza doping.  Ho fiducia illimitata nei dirigenti. 
         Cordiali saluti a tutti gli associati A.I.A.R.T. e ad maiora.
Matera, 14.01.2008                                              (avv.Tommaso Calculli)

Prendiamo atto e condividiamo tutto quanto da lei affermato

>> Continua

 Provaci ancora Blob! 23/02/2008  

Sabato 29 Dicembre su Rai3 è andato in onda uno speciale di Blob dal titolo "Hot zone"; all’ora in cui solitamente va in onda Blob, cioè le 20.10, ora in cui, in generale, le famiglie con i bambini, sono davanti alla TV.  Lo spettacolo era indegno; un quarto d’ora  di ragazze, attricette e veline mezze nude e tutte ammiccanti. Un quarto d’ora di glutei e seni al vento, tutto senza veli e in primo piano. Uno schifo! Non si può far niente per impedire questo sconcio?
Marco Fulvi (Roma)

Di lettere come queste per posta, fax, o e-mail ne sono giunte all’Aiart sedici. La denuncia è stata talmente forte che abbiamo voluto rivedere personalmente il programma che ci era... sfuggito. Che dire? Un programma al limite dell’oscenità, volgare, insulso, indecente. "Hot zone"? "Hot" si traduce con ardente, bollente, violento. Quanto a "zone" più che area si potrebbe definire - visto il programma - con i nomi delle parti anatomiche mostrate con insistenza e spudoratezza. Che dire ancora?  
Credo che a Blob debbano dire grazie, mille volte grazie:
1) I "guardoni" costretti a fare le ore piccole per vedere - in genere sulle TV private - spettacoli come "Hot zone".
2) I denigratori della associazioni e dei movimenti democratici dei diritti delle donne, considerate da "Hot zone" e da Blob come cose, oggetti, manichini e bambole
3) I sostenitori della necessità di abolire il servizio pubblico e di ‘chiudere’ una volta per sempre la Rai.
4) I ‘nemici’ delle famiglie, dello stesso istituto Familiare e di quanti hanno a cuore la tutela dei minori.
Anche l’Aiart, -severa, severissima nel giudicare questa puntata di Blob – ‘Hot zone’, che sta al giornalismo televisivo come la merda sta al cibo- deve un “grazie” all’esercito di persone (18!) che fanno Blob, sprecando tante risorse pubbliche: con questo ‘servizio’ (sic!) certamente Blob ha indotto qualche telespettatore –giustamente indignato- a decidersi finalmente a non versare alla Rai l’’obolo’ del canone, seguendo la procedura legittima, conforme alla legge, che ‘Il Telespettatore’ ha illustrato nel numero 12 e che è riportato sul sito  www.aiart.org .

>> Continua

 La ‘fatica’ di stare davanti alla TV 23/02/2008  

Cosa attende  il povero padre di famiglia che ha passato l’intera giornata sopportando clienti e direttori e confrontando badgets e grafici e che, dopo essere rientrato in casa, ha corretto i compiti dei figli, giocato un po’con i più piccoli, letto la bolletta della luce e del telefono, ascoltato dalla moglie l’elenco delle cose che in casa non ci sono e ci dovrebbero essere?
Il riposo, finalmente. Si infila le pantofole, si sdraia in poltrona e accende la televisione.
Martedì: Criminal Minds (Rai 2 ore 21,05) e Senza Traccia (Rai 2 ore 22,40); mercoledì: Doctor House (Canale 5 ore 21,10); giovedì: Grey’s Anatomy (Italia 1 ore 21,10); venerdì: CSI Miami (Italia 1 ore 21,10), CSI New York (Italia 1 ore 22,05) e Prison Break (Italia 1 ore 23,05); sabato: Cold Case-Casi irrisolti (Rai 2 ore 21,05) e Criminal Intent (Rete 4 ore 23,00); domenica: NCIS (Rai 2 ore 21,00). Peccato che Numbers e A.R. Medici in prima linea, siano ormai terminati.
Il povero padre di famiglia opta per la serie dei thriller polizieschi. Dopo una giornata di duro lavoro, davanti ai suoi occhi stanchi scorrono le rilassanti immagini di delitti plurimi ed efferati, realizzati e mostrati con dovizia di particolari: letti intrisi di sangue, schizzi di materia cerebrale su specchi e pareti, corpi torturati, cadaveri mummificati semisepolti in boschi o in cantine, pezzi di corpi umani racchiusi in sacchetti di cellophane, scheletri con appiccicati brandelli di carne e relativi vermi, cadaveri sezionati su tavoli anatomici, riesumazioni e autopsie con toraci squarciati e aperti come i due lembi di una tenda. Allora il povero padre di famiglia passa alla serie medico-ospedaliera. E si ritrova in ospedali, corsie, pronto soccorsi e sale di rianimazione, affollati come il mercato del sabato in piazza Loggia, con gente che entra, urla, si dispera, chiama; con medici che saltano da un tavolo operatorio all’altro indossando camici da macello comunale; con ammalati delle più strane e rivoltanti malattie, pustole, sbocchi di sangue, piaghe, tremori, parti anatomiche gonfie a dismisura, sangue che esce dai pori della pelle e dagli occhi, cannule nelle gole e nelle narici, flebo, defibrillatori, punture nel cranio e nel cuore; con sale operatorie nelle quali entra chiunque nel bel mezzo di un’operazione: infermieri con block notes e senza mascherina, parenti del paziente, paramedici innamorati dell’infermiera, medici gelosi del primario, personale che si odia reciprocamente. Il tutto con buona pace dell’ambiente sterilizzato. In quello squarcio (nel senso letterale) di umanità, il nostro povero padre di famiglia vive con medici avviliti da matrimoni falliti, con amori non corrisposti, con invidie di colleghi, con liti e diagnosi sbagliate o contraddittorie, guidati da uno, ad esempio, come il dr. House, che somiglia più ad un barbone stralunato e un po’ fumato che ad un primario chirurgo. Il povero padre di famiglia pensa con terrore “e se capitasse a me di finire in un simile ospedale!?”. E allora, alla ricerca di un po’ di serenità e tranquillità, gira sull’Isola dei famosi? Per carità, meglio il sangue. Rassegnato, punta sul telegiornale di seconda serata: una disgrazia dietro l’altra, a parte le notizie di politica (ma forse è una disgrazia anche quella): ubriachi e impasticcati che investono passanti, incidenti sul lavoro, rapine e furti, anziani raggirati, figli che ammazzano i genitori, li sezionano e li buttano nei cassonetti, vicini di casa che sterminano la famiglia dirimpettaia, fidanzati che uccidono fidanzate, mariti e mogli che si sparano, stupri, delitti di mafia, errori operatori mortali, ambulanze che non si trovano, ospedali che rifiutano i ricoveri, eccetera, eccetera. “Che sia finito su un’altra fiction?”, si domanda smarrito il povero padre di famiglia.
A questo punto due sono i possibili esiti: o il povero padre di famiglia entra da protagonista nella fiction/realtà, si barrica sul terrazzo e spara ai passanti; o fa come me: si guarda Don Camillo (per la centesima volta, ma sempre bello!) e legge un libro.
Ieri sera, che non c’era Don Camillo e avevo finito il libro, ho scritto questa lettera (ma stavo per salire in terrazza).
Enrico Gandolfini (Brescia)

Condivido le sue considerazioni e meno male che non è salito in terrazza!



>> Continua

 Quando diventerai un bambino? 23/02/2008  

Mi meraviglio da quanto tempo duri la pubblicità di Accademia del mobile, nella quale un uomo parla prima a un pinocchio e poi rivolgendosi a una donna incinta e toccandogli il grembo domanda al nascituro: "E tu quando diventerai un bambino?". E’ possibile che nessuno abbia reclamato riguardo a questo messaggio che subliminale non lo è affatto, anzi, è proprio sfacciato? Sarebbe da chiedere a qualsiasi donna incinta come chiama quel "coso" che ha in grembo. Non lo chiama forse il mio bambino? Se non possiamo definire questa pubblicità abortista, certamente rivela una mentalità che ne è il presupposto. Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Don Marcello Coretti, parroco di Piglio (FR).

Uno spot pubblicitario oggettivamente infelice e negativo. Come reagire? Denunciare, denunciare, denunciare e poi avere buona memoria dello spot quando si compra un mobile, penalizzando i prodotti pubblicizzati in modo scorretto.



>> Continua

 
web project & design: adecom www.aiart.org