Intelligenza Artificiale: riflessioni dal Convegno del 14 novembre 2025

Il convegno del 14 novembre 2025 dedicato all’intelligenza artificiale ha ospitato contributi di studiosi, docenti, sacerdoti e rappresentanti di Aiart, offrendo una lettura profonda delle trasformazioni culturali, sociali e antropologiche del nostro tempo.

Riportiamo qui una selezione di articoli di AgenSIR in versione abbreviata. I testi integrali sono disponibili sul sito dell’agenzia tramite il link alla fonte.


Battiato (Catania): “L’occhio della macchina non è più passivo”

“L’occhio della macchina non è più passivo. È diventato un interprete del reale, capace di ricostruire ciò che vede e di immaginare ciò che non esiste”. Lo ha affermato Sebastiano Battiato, docente di Matematica e informatica dell’Università di Catania, intervenendo al convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, promosso da Aiart con l’ateneo, con Meter e con la diocesi, nell’auditorium del Disum al monastero dei Benedettini. Battiato ha spiegato che lo sviluppo dei modelli generativi nasce da “un semplice gioco a due operatori, in cui una macchina giudica e l’altra impara”, un processo che ha reso possibile la produzione autonoma di contenuti: “A un certo punto la macchina lancia la sua monetina e sceglie tra milioni di possibilità quella che più assomiglia al mondo umano”. Secondo il docente, ciò che sta accadendo è “così rapido da farci vivere come dentro una macchina del tempo”, perché molte ipotesi formulate nei laboratori “sono oggi realtà quotidiana”.
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Don Marraffa (Aiart): “La dignità umana non può essere calcolata: no all’algocrazia”

“La dignità umana non può essere calcolata. Nessun algoritmo potrà decidere sul valore dell’uomo”. Così don Oronzo Marraffa, segretario della Commissione regionale cultura e comunicazione sociale della Cep (Conferenza episcopale pugliese) e consulente ecclesiastico Aiart, presentando al convegno organizzato da Aiart con l’Università di Catania, Meter e la diocesi una riflessione sul profilo etico dell’IA delineato da Papa Francesco al G7 del 2024. Il sacerdote ha ricordato che l’innovazione digitale “tocca tutti gli aspetti della vita, sia personali sia sociali” e che l’intelligenza artificiale si trova “al cuore del cambiamento d’epoca che stiamo attraversando”. Quindi, ha richiamato le parole del Papa sul rischio di “una più grande ingiustizia fra nazioni avanzate e nazioni in via di sviluppo” e dell’indebolimento della “cultura dell’incontro”.
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Buoncompagni (Univ. Macerata): “Viviamo in una società delle allucinazioni”

“Viviamo in una società delle allucinazioni, in cui diventa difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è soltanto verosimile”. Lo ha detto Giacomo Buoncompagni, ricercatore e docente di sociologia dei media dell’Università di Macerata, intervenendo al convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, in corso nell’auditorium del Disum al Monastero dei Benedettini e promosso da Aiart con l’Università di Catania, Meter e la diocesi. Il relatore ha spiegato che la diffusione dell’immagine nota come “Papa Balenciaga” ha mostrato “la credibilità estetica dei contenuti sintetici” e il rischio di una realtà “costruita da simulazioni che precedono l’esperienza”. Ha osservato che con i sistemi generativi “non si rappresenta più, si genera”: testi, immagini e video non derivano da un fatto, ma da “modelli probabilistici costruiti su miliardi di dati” che producono versioni alternative dei fenomeni.
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Bennato (Univ. Catania): “Le relazioni affettive entrano nella sfera dell’IA”

“Stiamo assistendo a un cambiamento rapido, che ci mette di fronte a forme inedite di digitalità e a modi nuovi di vivere le relazioni”. Lo ha detto Davide Bennato, docente di sociologia dei media digitali dell’Università di Catania, intervenendo al convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, in corso nell’auditorium del Disum al Monastero dei Benedettini e promosso da Aiart con l’ateneo, Meter e la diocesi. Il relatore ha spiegato che l’IA è ormai una “commodity”, ricordando che “sono passati appena due anni dal lancio di ChatGPT e oggi la utilizziamo come un’estensione naturale del nostro sistema comunicativo”. Ha introdotto il tema della digitalità emotiva a partire da un episodio scolastico: “Una mia studentessa mi raccontò di una compagna che faceva analizzare a ChatGPT gli screenshot di WhatsApp con il fidanzato”.
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Griffini (CEI): “La tutela richiede un safe-guarding dal linguaggio universale”

“La tutela richiede un safe guarding dal linguaggio universale”. Lo ha detto Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale Cei per la tutela dei minori, intervenendo al convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, promosso da Aiart con l’Università di Catania, la diocesi e Meter, nell’auditorium del Disum al Monastero dei Benedettini. Griffini ha ricordato che “la Chiesa italiana, prima ancora delle linee guida del 2019, ha avvertito la necessità di creare una rete di presidio sul territorio”, attivando tra il 2014 e il 2018 servizi e centri di ascolto che rispondono “non solo a ciò che accade negli ambienti cristiani, ma anche nelle famiglie e nei luoghi di vita quotidiana”. Quindi ha evidenziato che le politiche di tutela “sono oggi politiche di salvaguardia della cultura e dell’identità umana”, e che diventa urgente chiedersi “qual è il bene che vogliamo promuovere nella crescita dei minori”, soprattutto nel rapporto tra relazioni reali e relazioni virtuali. Presentando l’approccio ecclesiale ha richiamato tre parole chiave: “educativo, etico e responsabile”.
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Nepi (Aiart): “Siamo tutti fruitori e l’IA si nutre dei nostri dati”

“Siamo tutti fruitori e l’IA si nutre dei nostri dati”. Lo ha detto Lindo Nepi, formatore e referente Aiart di Ascoli Piceno, intervenendo al convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, promosso da Aiart con l’Università di Catania, la diocesi e Meter, nell’auditorium del Disum al Monastero dei Benedettini. Nepi ha spiegato che “mentre parliamo, lavoriamo o dormiamo, gli algoritmi delle aziende, delle banche, del servizio sanitario e dei social elaborano i nostri dati”, ricordando che ogni azione online “contribuisce ad addestrare i modelli di machine learning che ormai governano le vite di tutti noi”. Citando il paper “How people use ChatGPT”, ha sottolineato che la piattaforma ha raggiunto “circa il 10% della popolazione adulta mondiale”, con tre usi prevalenti: “practical guidance”, “information seeking” e “writing”. Ha osservato che i messaggi non legati al lavoro “sono oltre il 70% di tutti gli utilizzi” e che per molti ChatGPT “è diventato un amico con cui confidarsi”.
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Baggio (Aiart): “L’IA sia un alleato per il progresso umano”

“È fondamentale interrogarsi sul ruolo dell’IA nella nostra vita quotidiana, sulle sue potenzialità e sui rischi che essa comporta, soprattutto in relazione alla tutela dei minori e alla costruzione di una società più giusta e inclusiva”. Con questo richiamo Giovanni Baggio, presidente nazionale Aiart, ha aperto questa mattina il convegno “IA. Un territorio da esplorare tra confini e sconfinamenti”, in corso a Catania nell’auditorium del Disum al monastero dei Benedettini e promosso da Aiart in collaborazione con Università di Catania, Meter e diocesi. Baggio ha ricordato che l’associazione “da tempo offre spunti stimolanti, segnala i possibili sconfinamenti e indica qualche utile confine, senza allarmismi ma anche senza ingenuità”, richiamando alla necessità di una responsabilità condivisa per comprendere le trasformazioni in atto. Ha invitato i presenti a “immergersi nell’esplorazione”, contribuendo con idee e valutazioni capaci di orientare un uso dell’IA che “sia un alleato per il progresso umano”.
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