“L’Ai non capisce niente, non è un oracolo. L’etica non è un algoritmo”: l’inventore del microchip Federico Faggin al Salone del Libro

di Simone Bauducco
Classe 1941, fisico, imprenditore e inventore del microprocessore e del touch screen. Bill Gates ha detto di lui: “Senza Federico Faggin, la Silicon Valley sarebbe soltanto una valle”
“Dobbiamo svegliarci e capire che l’intelligenza artificiale non capisce niente, siamo noi che capiamo e per usarla bene dobbiamo saperla più lunga dell’AI”. Dal Salone del Libro di Torino, arriva il monito del padre del microchip, Federico Faggin. Fisico, inventore e imprenditore, classe 1941. Bill Gates ha detto di lui: “Senza Faggin, la Silicon Valley sarebbe soltanto una valle”. E oggi, a 84 anni, non smette di riflettere sul ruolo delle nuove tecnologie nella società. “In questo momento storico il futuro è incerto perché con l’irruzione dell’AI nella nostra vita dobbiamo capire, non dico come difenderci, ma come usarla bene – spiega al Fattoquotidiano.it – l’intelligenza artificiale non capisce niente, siamo noi che dobbiamo capire quello che dice lei e capire che, siccome non capisce niente, può dire anche delle stupidaggini”. Il problema secondo Faggin è che l’AI oggi viene presentata come “un oracolo”.
Ma il problema è più profondo. “Quella che chiamiamo AI, per noi non è intelligenza – prosegue Faggin – l’intelligenza per noi è la creazione di nuovi significati all’interno di noi stessi ma il computer non può farlo perché non ha interiorità………..https://www.ilfattoquotidiano.it











