Nasce la Fondazione Patti Digitali: un’alleanza nazionale per affrontare l’emergenza educativa nell’era dell’IA

• Formazione, ricerca, advocacy, informazione, confronto politico e sociale, sviluppo tecnologico, punto di incontro della società civile, della politica, delle professioni, della ricerca, delle famiglie e dei ragazzi.
• La Fondazione, attraverso la Rete Patti Digitali, coordina già 10.000 famiglie e 200 gruppi locali su tutto il territorio nazionale

Milano, 16 dicembre 2025 – In un momento in cui l’uso di smartphone e social media tra i giovani cresce a ritmi senza precedenti e l’Intelligenza Artificiale generativa pone sfide imprevedibili, arriva una risposta nazionale con la nascita della Fondazione Patti Digitali ETS.

“Abbiamo visto gli effetti dell’ondata di smartphone e social, per cui ci siamo trovati impreparati” ha dichiarato il Prof. Marco Gui, Presidente della Fondazione Patti Digitali. “e ora siamo investiti dalla prossima, ancora più imprevedibile: l’Intelligenza Artificiale Generativa. Le famiglie sono in cerca di risposte, ma manca un approccio coerente di tutti gli attori educativi. La Fondazione Patti Digitali nasce per colmare questo vuoto, offrendo alleanze educative, strumenti chiari e una regia strategica che faccia in modo che l’innovazione tecnologica sia a servizio dello sviluppo di bambini e ragazzi.”

Linee di azione e contesto
La Fondazione Patti Digitali nasce come soggetto nazionale indipendente per coordinare e rafforzare la Rete dei Patti Digitali, un movimento educativo cresciuto in tutta Italia negli ultimi due anni e composto da 10.000 famiglie e 200 gruppi locali, volto a creare un ambiente più sano per i minori, dove le famiglie collaborano seguendo le linee guida del Manifesto dell’Educazione Digitale di Comunità.

La nuova organizzazione ha come obiettivi principali lo sviluppo e il consolidamento dei Patti sul territorio, la formazione di nuovi gruppi e supporto a quelli esistenti, la creazione di percorsi educativi per genitori, insegnanti e minori sull’uso consapevole delle tecnologie, la ricerca e le valutazioni di impatto sul rapporto tra digitale e benessere, e l’attività di advocacy verso politica, imprese e stakeholder per promuovere una regolamentazione più attenta e consapevole.
La Fondazione mira, inoltre, a contribuire allo sviluppo tecnologico affinché sia rispettoso del benessere dei minori e della loro crescita personale, colmando il divario tra la rapidità dell’innovazione tecnologica e la capacità della società di gestirla, contrastando frammentazione, confusione e solitudine educativa attraverso norme condivise e sostegno concreto.

L’emergenza educativa e la sfida dell’IA: alcuni numeri
I numeri sottolineano l’urgenza: il 97% degli adolescenti italiani usa Internet quotidianamente, ma un minore su quattro mostra un uso problematico dello smartphone, con segnali di dipendenza (Fonte: Ricerca Altroconsumo). A novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che propone di fissare a 16 anni l’età minima per social, piattaforme video e AI companions, consentendo l’accesso tra i 13 e i 16 anni solo con l’autorizzazione dei genitori e promuovendo lo sviluppo di un sistema UE di verifica dell’età.

Nel 2023, inoltre, il 47% degli adolescenti tra 11 e 19 anni ha trascorso più di cinque ore al giorno online, mentre circa un terzo dei bambini tra 6 e 10 anni usa lo smartphone quotidianamente, con un incremento significativo rispetto al 2018-2019 (Fonte: ISTAT). Tra i preadolescenti (11-13 anni), il 62,3% possiede almeno un account social, nonostante la legge europea (GDPR) richieda almeno 14 anni (Fonte: Rapporto 2025 Save the Children). Secondo la Ricerca EYES UP dell’Università Milano-Bicocca, Università di Brescia, Associazione Sloworking e Centro Studi Socialis, il 45% dei ragazzi riceve lo smartphone a 11 anni e il 30% possiede già un profilo social. Il 53% consulta lo smartphone appena sveglio, il 22% durante la notte, e il 51% lo usa occasionalmente durante i pasti, anche se solo il 10% lo fa regolarmente. I dati evidenziano un impatto negativo della precocità di utilizzo regolare dei social media sulle performance scolastiche nel lungo periodo.

La struttura e la governance della Fondazione
La Fondazione Patti Digitali ETS è stata costituita, lo scorso 12 dicembre, su iniziativa di un Comitato dei promotori, composto dagli esperti che hanno ideato e sviluppato l’esperienza dei Patti Digitali: Marco Gui, Marco Grollo, Stefania Garassini, Brunella Fiore, Simone Lanza, Stefano Boati e Chiara Respi. Fanno inoltre parte dei fondatori la Fondazione Bicocca, riferimento scientifico della rete, l’Associazione MEC – Media Educazione Comunità. Collaborano con l’iniziativa anche le associazioni Aiart e Sloworking. Supportano, infine, le attività della Fondazione Patti Digitali anche la Fondazione Oltre e l’organizzazione non-profit internazionale Human Change.

Alcune figure di primo piano nel panorama educativo, politico e scientifico nazionale hanno accettato di far parte da subito del Comitato Consultivo della nuova Fondazione: Adriano Bordignon, Presidente del Forum Nazionale delle Famiglie; Alessandro D’Avenia insegnante e scrittore; On. Marianna Madia deputata per il PD, firmataria alla Camera dei Deputati di un disegno di legge su media e minori; Sen. Lavinia Mennuni, senatrice di FdI, prima firmataria al Senato di un disegno di legge su media e minori; Alberto Pellai medico, psicoterapeuta e scrittore; Stefano Vicari, Direttore dell’Unità Operativa complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Il Consiglio di amministrazione è guidato dal Presidente Marco Gui, affiancato da Marco Grollo (Presidente dell’Associazione MEC), Stefania Garassini (giornalista, docente universitaria, presidente Aiart Milano), Giovanna Iannantuoni (Presidente della Fondazione Bicocca) e Gianluigi De Palo (Direttore della Fondazione Oltre).

Ufficio stampa Fondazione Patti Digitali:
Laura Castellazzi
email: laura.castellazzi@gmail.com
cell: 351 8739212