Novara: “Tenete lontano i bambini dagli smartphone, compromettere l’apprendimento della lettura e della scrittura”

Quando Daniele Novara parla della necessità di vietare gli smartphone ai bambini, chiarisce subito che il riferimento non è generico. Il limite, per lui, è chiaro: fino ai 14 anni. La ragione non è ideologica, ma legata a un principio di sviluppo. “Ogni cosa a suo tempo”, scrive nel suo post su Facebook.
L’infanzia ha bisogno di concretezza
Nei primi anni di vita, ciò che serve ai bambini è un ambiente sensoriale, concreto, fatto di esperienze fisiche e linguaggi reali. Il mondo digitale – spiega Novara – non offre nulla di tutto questo. Anzi, propone un codice simbolico astratto, spesso incompatibile con lo stadio evolutivo della mente infantile.
L’illusione della competenza digitale
I bambini piccoli, osserva, possono sembrare molto abili nel maneggiare un touchscreen. Ma è un’impressione fuorviante. “Paradossalmente nei primi sei anni possono apparire svelti davanti a un touchscreen”, scrive, ma in realtà si tratta di una reazione immediata, non mediata da capacità di filtro o controllo.
Il motivo è neurobiologico. In questa fase della vita, la corteccia prefrontale, quella deputata alla regolazione e all’autocontrollo, non è ancora sviluppata. Questo rende i bambini utenti perfetti per il mercato digitale: esplorano senza protezioni, agiscono d’impulso. Ma proprio questa assenza di filtro, per Novara, è da considerare un “deficit evolutivo” e non una forma di agilità……..continua a leggere su https://www.orizzontescuola.it/











