Studio su 8.119 ragazzi: confermato il legame tra dipendenza da schermi, deficit di attenzione e problemi comportamentali

Uno studio su 8.119 adolescenti collega l’uso problematico di schermi a depressione, deficit di attenzione e disturbi del sonno (25,7%). L’abuso di social e smartphone aumenta anche il rischio di avvicinamento precoce ad alcol e tabacco nei dodicenni.

Spesso i genitori si preoccupano di quante ore i figli passano davanti a un display, ma una nuova ricerca suggerisce di guardare oltre l’orologio. Uno studio recente, apparso sull’American Journal of Preventive Medicine, indica che il vero campanello d’allarme non è la durata, ma l’uso problematico dei dispositivi. Quando l’utilizzo diventa un’ossessione, caratterizzata dalla perdita di controllo e dalla difficoltà a smettere, possono emergere conseguenze serie per il benessere dei più giovani.

I ricercatori hanno seguito per un anno un gruppo molto ampio di bambini americani, ben 8.119, tra gli 11 e i 12 anni. Si tratta di una fase delicata della crescita, in cui il cervello è molto plastico e sensibile agli stimoli esterni. L’indagine, parte dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study (ABCD), ha messo in luce come certi comportamenti compulsivi con smartphone, social media e videogiochi possano anticipare disturbi mentali e problemi del sonno a distanza di dodici mesi.

Differenze tra smartphone, social e videogiochi

Non tutti gli schermi pesano allo stesso modo sulla salute dei ragazzi. Dallo studio emerge che l’abuso di telefoni cellulari e social media tende a portare con sé un numero maggiore di difficoltà rispetto ai videogiochi.

Secondo gli autori della ricerca, l’uso problematico di telefoni e social “è stato prospetticamente associato a punteggi più alti di problemi depressivi, somatici, di attenzione/deficit, oppositivo-provocatori e di condotta”. A questi si aggiungono rischi legati a “comportamenti suicidari; disturbi del sonno; e inizio di uso di sostanze”.

Per chi gioca ai videogame in modo compulsivo, i dati mostrano un quadro leggermente diverso. Sebbene ci sia un legame con sintomi depressivi, deficit di attenzione, comportamenti oppositivi e disturbi del sonno, lo studio non ha evidenziato connessioni dirette con problemi fisici (somatici), disturbi della condotta o l’avvicinamento a sostanze come alcol e tabacco.

Un dato interessante riguarda l’ansia: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la ricerca non ha trovato un collegamento significativo tra l’uso problematico degli schermi e lo sviluppo di ansia in questa specifica fascia d’età.

Il riposo a rischio

Il sonno è uno dei primi aspetti a risentire di queste abitudini. Quando i ragazzi non riescono a staccarsi dagli schermi, il riposo ne paga le conseguenze, sia in termini di quantità che di qualità.

Nell’anno successivo all’inizio dell’osservazione, il 25,7% dei partecipanti presentava disturbi del sonno. Jason M. Nagata e il suo team spiegano che “un maggiore uso problematico di telefoni cellulari, social media e videogiochi è stato tutto prospetticamente associato a una durata del sonno più breve e a una maggiore probabilità di disturbi del sonno”. Dormire poco o male a questa età può avere ricadute immediate sull’umore e sul rendimento scolastico……continua a leggere su https://www.orizzontescuola.it/