Usa, Meta patteggia. Nuove misure contro la dipendenza dai social media. Aiart: “Anche il Governo italiano sia più tempestivo”

“Un accordo extragiudiziale a favore dei nostri bambini, ragazzi e adolescenti, e al loro diritto alla salute. L’introduzione da parte di Meta di nuove tutele e controlli invita a riflettere sulla portata storica non solo del verdetto giuridico ma anche della nuova consapevolezza dei ‘proprietari della AI’. Giudica così Giovanni Baggio, massmediologo e presidente nazionale dell’Aiart il recente accordo raggiunto dalla società di Zuckerberg nella causa per l’induzione alla dipendenza che i social media creano negli adolescenti.

“Una battaglia legale – continua il presidente nazionale dell’associazione italiana ascoltatori radio-tv, oggi associazione cittadini mediali – che legittima il lavoro dell’Aiart e non chiude probabilmente il problema ma ci fa capire quanto sia grande e significativo un aspetto su cui la nostra associazione si è sempre battuta: la dipendenza dei giovani dalle piattaforme social e i problemi di salute ad essa correlati”.

“Una decisione che ovviamente crea un precedente storico-precisa l’Aiart- anche per gli altri attori del settore, come YouTube, TikTok e Snapchat, che pure si trovano ad affrontare migliaia di cause legali in tutto il Paese”.

Le modifiche tecniche che Meta dovrà apportare riguarderanno il tempo che gli adolescenti possono trascorrere sulle sue piattaforme, l’imposizione di blocchi notturni, il rafforzamento dei meccanismi di limitazione dell’età per l’iscrizione sui social, la possibilità per i genitori di avere maggiori strumenti di controllo e il divieto di funzionalità che alimentino problemi di salute mentale.

“Un’ammissione di responsabilità da parte dell’azienda -precisa Baggio- e un chiaro invito a riprendere un serio processo educativo integrato ed efficace su cui anche le nostre Istituzioni hanno il dovere di lavorare con una maggiore tempestività in difesa di un problema di salute pubblica”.

L’Aiart si fa portavoce dei tanti genitori che continuano a scrivere all’associazione in questi giorni e in procinto del nuovo anno scolastico rinnova l’appello-come ha affermato anche il sindaco di New York Mamdani – ‘a sospendere l’utilizzo dell’IA Generativa per studenti dell’infanzia fino alle scuole media’ e al bisogno, per i ragazzi e le ragazze, di interazione umana, di insegnanti veri e non di robot.

“Di regole comprensibili e ferme- scrivono gli utenti- e di una responsabilità adulta in grado di rendere la vita reale abbastanza ricca da poter competere con uno schermo. I ragazzi magari alzeranno gli occhi dallo schermo e ci sorrideranno. E’ quella, ancora oggi, rimane la notifica più bella”.