Basta una firma per diventare comunità

Ricorda di destinare l’8 x mille alla Chiesa italiana
Anche l’Aiart partecipa alla campagna lanciata dalla Conferenza Episcopale Italiana. Gli ambiti in cui i beneficiari dell’8 per mille possono impiegare i fondi ricevuti sono principalmente il sostegno economico dei sacerdoti, la costruzione o manutenzione degli edifici di culto, le opere benefiche a favore delle classi disagiate e le missioni nel mondo.
Il 20 maggio 1985, con la legge numero 222, è entrato in vigore il sistema dell’8 per mille: lo strumento con cui la Chiesa cattolica ha potuto realizzare migliaia di progetti, diffusi in modo capillare sul territorio, che si contraddistinguono per la rilevanza sociale, il sostegno all’occupazione, la tutela del patrimonio storico, culturale e artistico, e la promozione dello sviluppo dei Paesi poveri.
Oggi questo strumento si va riducendo anche a causa di una diversa sensibilità della nostra società.
Un tema allarmante, perché la scelta dei contribuenti sulla destinazione di questa quota di tasse – che si attua con una firma – sta diminuendo in maniera preoccupante, mettendo a repentaglio la sostenibilità economica della Chiesa italiana. Negli ultimi 20 anni la percentuale dei firmatari per la Chiesa cattolica è passata dal 90% al 70%. Solo con la collaborazione di tutti questa tendenza potrà essere invertita.











