Assemblea nazionale dell’Aiart per il rinnovo delle cariche

Messaggio del Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

Gent.mo Dott. Baggio,

cari amici dell’Aiart,

un saluto cordiale a tutti voi, riuniti a Roma per l’Assemblea nazionale chiamata a rinnovare le cariche a tre anni dal precedente appuntamento di Milano. Purtroppo, impegni familiari m’impediscono di essere lì con voi oggi per questo momento importante per la vita associativa. Vi chiedo scusa! L’occasione, però, è propizia per condividere almeno tre suggestioni.

La prima viene dai vari anniversari che hanno scandito questo mandato: il 65° dell’associazione, il 55° della rivista IL TELESPETTATORE e ora i 68 anni del cammino dell’associazione attraverso l’evoluzione della comunicazione al servizio della persona. Sono tappe importanti che segnano non solo il tempo passato, ma anche un orizzonte di senso con cui guardare al futuro. La scansione di tutti questi anni incrocia gli sviluppi della comunicazione. In modo particolare, ci si confronta sempre più con la pervasività delle fake
news e con l’omologazione e una sorta di appiattimento. Tutto ciò, nonostante la pandemia e, ora, una crisi internazionale inimmaginabile. L’Aiart può dare un contributo prezioso nel recuperare una dimensione comunicativa e culturale attenta alla persona umana. A voi il compito di offrire percorsi di senso. Il registro deve essere “ecologico integrale”, ovvero che comprenda tutto l’uomo.

La seconda suggestione è offerta dal tema della seminagione. Occorre saper seminare scegliendo il tempo e lo spazio opportuni. Negli ultimi due anni il concetto di tempo dedicato alla comunicazione ha indubbiamente assunto un nuovo significato, o più opportunamente ha recuperato il suo valore primario. La pandemia ha infatti insegnato la differenza tra “avere tempo” e “fare tempo”. La comunicazione, fondata su una visione relazionale, diventa movimento nel tempo, generando spazi di comprensione di sé e degli altri. A fare la differenza è sempre la qualità del tempo in cui si svolge la comunicazione. Proprio come il contadino che conosce il terreno e sa quando è il momento di seminare perché il raccolto sia ricco e sorprendente. I rovi ci saranno sempre… Ed, ecco, che luoghi
come l’Aiart diventano essenziali per progettare e far sì che nulla vada disperso. L’obiettivo è sempre la famiglia, la comunità, soprattutto i minori e i vulnerabili.

La terza suggestione richiama il valore delle alleanze e delle sinergie. Se è vero che l’educazione – anche digitale – è fondamentale, è altrettanto vero che, in una società in continua trasformazione, non si può ragionare a compartimenti stagni, ma occorre fare

rete, lavorare in modo sinergico, così da migliorare l’efficacia di ogni singola azione. Come ha evidenziato Papa Francesco, lanciando nel 2019 il Patto educativo globale, “mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di
relazioni per un’umanità più fraterna”.

“Insieme” è la parola chiave che riassume lo stile con cui la Chiesa che è in Italia sta affrontando le sfide attuali, nella consapevolezza che la costruzione di un mondo solidale e fraterno, in cui nessuno si senta escluso o discriminato, non è appannaggio di qualche élite o di una specifica istituzione ma chiama in causa tutti. Buon lavoro, amici dell’Aiart!

Ed ora una parola sul rinnovo delle cariche: non si tratta di una formalità, ma di un momento in cui si esprime l’appartenenza profonda a uno stile di vita, a una condivisione di valori, d’idee e di progetti. La chiave di volta sta nella motivazione con cui ci si accosta a questi atti che segnano indubbiamente un passaggio. Vivetelo nell’ottica di un servizio reso alla Chiesa e alla società.

Grazie ancora a tutti voi! E… buon lavoro!


Vincenzo Dott. Corrado

Direttore dell’Ufficio Nazionale
per le comunicazioni sociali


Roma, 8 maggio 2022