TV, polemica su ‘BellaMa’ : Aiart: “ Un siparietto televisivo inaccettabile segnalato alle istituzioni competenti’

‘Nonostante i codici contemporanei della comunicazione televisiva siano sempre più sbilanciati su scelte che fanno perdere di vista il rispetto della dignità delle persone a favore dello schiavitù dello share, fatichiamo ad accettare quei 5 minuti di televisione ( Servizio pubblico) che mettono in scena in maniera così demenziale la vita sessuale di una persona. Le domande poste a Ravagnani evidenziano una totale mancanza di rispetto e invadenza nella vita privata oltre che una violenza morale, per ottenere uno scoop televisivo”.
E’ uno dei passaggi della nota stampa dell’Aiart a proposito del siparietto televisivo tenutosi a ‘BellaMa’ tra Pierluigi Diaco e Alberto Ravagnani , l’ex sacerdote diventato noto sui social.
L’associazione cittadini mediali è intervenuta tramite il presidente nazionale, Giovanni Baggio, sull’inopportunità di una scelta che scrive una brutta pagina di televisione e che annienta non soltanto ogni regola deontologica ma dà un calcio in faccia a chi suo malgrado si ritrovava davanti al televisore magari insieme ai propri figli.
Un’intervista che ha sollevato non poche polemiche e indignazione tra gli utenti e c’è anche chi si stupisce del silenzio degli organi di vigilanza e scrive all’Aiart etichettando “Quei 5 minuti di televisione indegni di un Servizio pubblico che si rispetti”; definendo la Rai “Una tv senza identità proiettata solo su logiche esclusivamente commerciali”; colpevole di “Dis(servizio) pubblico antieducativo e di continuare ad etichettare i telespettatori come voyeur”; irrispettosa “verso chi paga per assistere a siparietti indecenti e violenti”. E infine c’è chi propone “il boicottaggio del programma definendo Alberto Ravagnani come l’ennesima vittima dello show business o social business” .











