Il metodo danese per aiutare i ragazzi a staccarsi dagli smartphone

Dalle raccomandazioni della Sip ai principi del metodo PARENT, una guida pratica per limitare l’esposizione ai dispositivi digitali senza guerre in famiglia

Smartphone e tablet sono ormai onnipresenti nella routine di milioni di famiglie in tutto il mondo. Di solito vengono usati come strumenti di intrattenimento, ma troppo spesso finiscono per fornire una sorta di sedazione emotiva, per calmare o distrarre i più piccoli. I dati raccolti dalla Società italiana di Pediatria (Sip) indicano che non è solo un trend, ma un cambiamento strutturale con implicazioni misurabili per la salute. Ecco perché gli esperti lanciano l’allarme.

Smartphone e ragazzi, le soglie critiche

La Società italiana di Pediatria (Sip) aveva già indicato di evitare qualsiasi dispositivo sotto i 2 anni, di limitarne l’uso a meno di un’ora al giorno nella fascia tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, e comunque sempre sotto la supervisione di un adulto. Dopo la pandemia, tuttavia, l’esposizione agli schermi è aumentata di 4–6 ore al giorno, il doppio rispetto al periodo pre-Covid. Alla luce di ciò, le nuove raccomandazioni Sip suggeriscono di aspettare almeno i 13 anni prima di regalare ai ragazzi uno smartphone e consentire loro l’accesso a internet in autonomia. Cosa accade nel cervello dei più giovani se si superano i livelli di guardia

Conseguenze di social e smartphone sulla salute

La revisione di migliaia di studi condotta dalla Commissione Dipendenze Digitali della Sip rivela che il tempo di esposizione ai dispositivi elettronici ha effetti diretti sul corpo e sullo sviluppo neuropsicologico. Nei più piccoli, un’ora al giorno di smartphone rappresenta già un fattore di rischio; oltre le due ore aumenta in modo significativo la probabilità di sovrappeso od obesità. Ogni incremento di 50, 100 o 150 minuti al giorno si associa a un rischio aumentato di ipertensione pediatrica. Gli studi di neuroimaging su bambini di 3–5 anni molto esposti alla tecnologia mostrano un minore spessore corticale nelle aree legate a linguaggio, attenzione e memoria, che è indizio di un processo di maturazione più lento. A ciò si sommano disturbi del sonnoirritabilitàdifficoltà di autoregolazioneuso compulsivo di videogiochi e social, fino allo sviluppo di vere e proprie forme di dipendenzacyberbullismo e un accesso sempre più precoce alla pornografia online……continua a leggere su https://www.gazzetta.it/